Catechismo, mandato di Monsignor Delpini con le prescrizioni per il coronavirus.

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Larcivescovo mons. Mario Delpini durante #RicettaMilano, la tavolata multietnica di 2600 metri per ottomila ospiti organizzata fra il Castello Sforzesco e il Parco Sempione, che chiude la rassegna #Insiemesenzamuri, evento a favore dell'accoglienza, dell'integrazione culturale e contro il razzismo. Milano, 23 Giugno 2018. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

L’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, consegnerà domani in Duomo il mandato alle catechiste e ai catechisti della Diocesi. Un’iniziativa inedita per sottolineare la ripresa degli incontri di iniziazione cristiana per bambini e ragazzi, dopo la lunga pausa imposta dalle norme sanitarie per il contenimento della pandemia di Covid 19.

Così come le Messe, anche gli incontri di catechesi sono stati infatti sospesi a febbraio. Ma mentre le celebrazioni sono ricominciate il 18 maggio, per i percorsi di formazione che in tutta la Diocesi coinvolgono decine di migliaia di bambini e ragazzi si è preferito attendere l’inizio del nuovo anno pastorale. Proprio questo ulteriore periodo di pausa ha permesso di definire le norme per una ripresa in sicurezza delle attività nelle oltre mille parrocchie della Diocesi.

Le regole stabilite dall’Avvocatura della Curia prevedono l’uso della mascherina tanto per chi frequenta i corsi, quanto per le catechiste e i catechisti coinvolti, il distanziamento sociale nelle aule, le modalità di entrata e uscita, il controllo della temperatura e il rispetto degli obblighi di quarantena. È previsto inoltre un patto di responsabilità reciproca, che verrà firmato sia dal parroco che dai genitori. “Il tempo del lockdown ci ha costretto tutti a ritrovare l’essenza dell’insegnamento della fede, valorizzando la preghiera, la celebrazione in casa, il coinvolgimento attivo della famiglia, il dialogo a partire dalla vita quotidiana – osserva mons. Antonio Costabile, responsabile del servizio per la catechesi e catecumenato della Curia -. Le nuove tecnologie ci hanno anche permesso di sperimentare forme nuove e innovative di catechesi. Ma nelle stesso tempo abbiamo anche compreso quanto gli incontri in presenza siano insostituibili. Per questo ora occorre ripartire riavviando una pratica più continuativa e fedele, accompagnando le famiglie e i ragazzi oltre la paura, verso una socialità nuova”. (ANSA).