Coppa Italia, l’Olimpia conquista la settima, travolta Pesaro in finale. Gigi Datome Mvp.

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Sono sette! La settima Coppa Italia è conquistata al Mediolanum Forum, nel suo fortino, battendo Pesaro senza correre rischi costruendo il successo ancora in difesa. Come aveva fatto contro Reggio Emilia e Venezia, anche la Vuelle è tenuta molto sotto media con Justin Robinson, 50 punti nelle prime due partite, annullato prima da Delaney poi da Punter. Dalle palle recuperate sono nati i contropiedi che hanno spaccato presto la partita. Milano ha controllato i rimbalzi, difeso fortissimo soprattutto sul perimetro, non ha mai mollato mentalmente e accumulato assist a ritmo incessante. Tre vittorie senza equivoci nobilitano il trionfo, il secondo in Italia in questa stagione, dopo la Supercoppa, il decimo dell’era Armani.

IL PRIMO QUARTO – Pesaro usa il gioco interno del veterano Tyler Cain e con una penetrazione di Drell mette la testa avanti sul 6-5. L’Olimpia difende forte sul perimetro (quattro palle rubate nel periodo, avversaria tenuta a 1/7 dall’arco) e trova due triple nei primi cinque minuti. Con un parziale di 7-0 prende momentaneamente sei punti di vantaggio sul 12-6, ma Pesaro resta lì, nega un paio di canestri in contropiede, rimane agganciata. Con una bomba di Filipovity ritorna a meno tre. Il pick and roll Rodriguez-Hines funziona, la squadra confeziona otto assist in 10 minuti e Datome in coast-to-coast manda a canestro Moraschini sulla sirena per il 21-15 Olimpia che chiude il primo quarto.

IL SECONDO QUARTO – Proprio Gigi Datome sale in cattedra nel secondo periodo. Prima con un canestro in post-up, poi con due tiri liberi guadagnati con lo stesso movimento, infine con una tripla che apre 13 punti tra le due squadre, obbligando Coach Repesa al time-out. L’Olimpia comincia a macinare difesa e palle rubate con le quali alimenta il proprio contropiede. Datome arriva a quota nove punti consecutivi. Su un jumper dalla media di Punter, Milano fa 13-0 per cominciare il quarto, costringe Repesa al secondo time-out e fugge sul 34-15. Il vantaggio massimo tocca i 22 punti su una tripla di Malcolm Delaney, poi l’attacco dell’Olimpia si ferma un po’. Con qualche minuto di energia, Pesaro risale a meno 16. Ma è solo un attimo. Rompe il digiuno ancora Datome dall’angolo su uno scarico di Kyle Hines. Nei due possessi successivi, sono Shields e Punter a centrare il bersaglio dall’arco e il vantaggio esplode a più 27, 48-21, alla fine del tempo.

IL TERZO QUARTO – L’Olimpia ha l’atteggiamento giusto anche nell’approcciare il secondo tempo. Shields segna subito dalla media, LeDay completa un gioco da tre punti e il vantaggio scollina oltre i trenta punti. Rodriguez continua ad accumulare assist (otto, fanno 27 in tre gare), mette in ritmo un paio di volte Biligha che risponde con un terzo periodo da sette punti. Moraschini di energia confeziona un gioco da tre punti, poi Datome completa il lavoro con una tripla sulla sirena che vale il 74-36.

IL QUARTO QUARTO – L’Olimpia fa passerella, ma senza mai abbassare la guardia, rispettando la partita, conservando il vantaggio attorno ai trenta punti. Pesaro ha anche un sussulto a cinque minuti dalla fine quando Delfino e Filloy in sequenza segnano da tre. ma la risposta immediata è nella tripla di Davide Moretti. 87-59 il finale.

Coach Ettore Messina ha così commentato la conquista della Coppa Italia: “E’ stata una partita condizionata dalla stanchezza di Pesaro che veniva da due gare molto dure, ma io voglio dare merito ai ragazzi di aver cominciato la gara con attenzione, non hanno mai alzato il piede dall’acceleratore e così è stata una grande progressione, anche se loro ovviamente avevano le gambe affaticate. Abbiamo giocato una coppa di alto livello e dopo i primi minuti della semifinale con Venezia ci siamo sbloccati ed è stato davvero bello. Ci siamo affidati alle nostre armi, alla difesa, difendere bene insieme e mostrando tanta voglia di passarsi la palla. Sono state tre partite di grande solidità, quindi è una vittoria che ci dà fiducia in vista della retta finale del campionato e dell’EuroLeague. Sento gratitudine per il sig. Armani, per la sua famiglia, per Leo Dell’Orco perché alla fine di una stagione non facile come quella passata hanno manifestato fiducia in quello che io e lo staff volevamo fare. Hanno avuto fiducia e pazienza credendo in noi come persone prima che come professionisti. Mi sento davvero fortunato di essere all’Olimpia in questo momento. Ma già giovedì abbiamo il Maccabi e cercheremo di fare un passo avanti. Nei playoff poi si azzera tutto. Speriamo di farci trovare nelle condizioni giuste.

“Ho gioito tanto per la Supercoppa ma sono ancora più contento di questa vittoria. Vengo da cinque anni da assistente molto importanti e venendo in un club come questo, con queste aspettative e giocando in un modo che piace a proprietà e tifosi mi rende felice. Nella mia carriera ho fatto bene dappertutto tranne a Madrid e vincere qui non è secondario. Ho una squadra cui è facile volere bene non perché ha giocatori che fanno canestro, ma per l’impegno che ci mettono tutti i giorni. E’ un gruppo che si è trovato piano piano ed è quello che speravamo di avere firmando alcuni giocatori come Hines, Delaney o Rodriguez l’anno scorso. Un conto è sapere di aver firmato grandi uomini e un altro è vedere come lo dimostrino tutti i giorni.
“Tecnicamente possiamo migliorare tanto, palleggiamo ancora troppo, potremmo fare più contropiede per quello che costruiamo in difesa, dovremmo essere più cinici a sfruttare i mismatch in attacco. Ma significa spaccare il capello. A me basterebbe avere una squadra in salute quando conterà di più. Quando abbiamo perso in casa con Trieste ho personalmente ammirato la partita di Trieste ma eravamo a pezzi e invece sembrava che avessimo fatto un disastro. Ci sono partite in cui arriviamo svuotati. A Cremona avevo Rodriguez in panchina e non ha giocato: ho rischiato di perdere la partita, ma questa è normale. Questa è la vittoria di Roll e di Tarczewski, di Micov e Brooks che sono infortunati. Perché servono tutti e gestire il turnover, poi farsi trovare pronti non è mai facile.
“Noi vogliamo vincere il campionato, l’abbiamo detto, ma oggi abbiamo un piccolo cuscino e invece si decide l’EuroLeague, così per ora penseremo un po’ di più a quella e quando sarà finita ci dedicheremo al campionato”.

Gigi Datome è stato nominato MVP della Coppa Italia: “E bello quando un gruppo lavora seriamente ogni giorno con energia e sacrifici per ottenere gli obiettivi che vuole ottenere. Quando questo sforzo viene ripagato con un titolo è giusto festeggiare. Oggi lo facciamo ma dobbiamo guardare avanti. Oggi sono felice di far parte di questo gruppo, ma il bello deve ancora venire. Giovedì abbiamo una partita importante. Da domeni pensiamo a quella”.

“Il mio obiettivo è sempre vincere e ogni trofeo me lo sono goduto. A Milano sono venuto per questo ma tutti i trofei sono belli. Questo è un gruppo ambizioso che si dedica al proprio lavoro. E’ un gruppo sano di cui è bello far parte.
“Siamo abbastanza maturi per sapere che ad un certo punto si ripartirà da zero. Veniamo da un mese ottimo, quello di gennaio. Qui abbiamo giocato fortissimo, rispettando gli avversari credo che abbiamo dato una bella mmagine di noi stessi. Questo ci dà benzina per andare avanti. Continuiamo ad essere umili, ambiziosi e affamati. Nello sport chi si rilassa è perduto: penso che il coach sia contento di noi. Tanti sono qui perché lui è tosto, non è facile lavorare per lui, ma è gratificante perché ti porta poi a giocare questa pallacanestro. E ora siamo felici”.
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