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L’Italia è un paese che non cresce, con un’economia bloccata da vent’anni: cinquemila miliardi di euro di ricchezza privata, di cui mille e ottocento depositati su conti correnti che non danno alcun rendimento. Questa è la fotografia del Paese delineata da Ugo Loeser CEO di Arca Fondi SGR  e chairman della sessione conclusiva del Global Banking Forum, appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa, il laboratorio di idee e innovazione per le PMI italiane, promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR.

In Italia, ha proseguito Loeser nella sua analisi, vi sono due visioni contrastanti: da un lato una frugale estremamente pericolosa che vede l’Italia non in grado di crescere, a differenza del debito pubblico che continua ad aumentare e una visione dinamica, mediterranea, che guarda invece a questa situazione come un’opportunità: con una leva economica finanziata dalla BCE a tassi negativi, usare la leva del debito pubblico. È necessario creare un’infrastruttura istituzionale favorevole alla connessione di investimenti finanziari ed economia reale, prendendo coscienza del cambio di paradigma dell’industria finanziaria.

Ugo Bassi, direttore Mercati finanziari della Commissione europea ha affrontato il tema della  crescita sostenibile: un recovery sostenibile è l’obiettivo principale, la transizione digitale è benefica se mantenuta in criteri uniformi e se si rispetta principio fondamentale, cioè ottenere e imporre le stesse regole incoraggianti ma che offrano protezione agli investitori. 

Giovanni Sandri, country head for Italy di Black Rock, ha parlato di un sistema troppo frammentato che non è attrattivo per gli investitori. Il problema di canalizzare il risparmio dell’economia reale non si può risolvere da soli, senza un’azione concertata a livello europeo non si va da nessuna parte.
Visione condivisa da Monica Mandelli, managing director KKR, che ha evidenziato come In Italia si stia assistendo a una democratizzazione del private equity, che si vorrebbe appannaggio di tutti.

Per Victor Massiah, past president ASSBB, occorrono delle riforme fondamentali per permettere alle risorse rese disponibili di essere investite nel progetto di rafforzamento del sistema delle imprese. Per far nascere nuove imprese servono organizzazioni e investitori adeguati, che in Italia non si trovano; l’unica eccezione è Cassa Depositi e Prestiti, ma occorre fare molto di più.

Su cosa sia necessario fare per aumentare le dimensioni e performance delle nostre imprese ha riflettuto Giovanni Tamburi, presidente Tamburi Investment Partners. Se il Covid venisse sfruttato come opportunità per accelerare le fusioni avremmo risolto un problema enorme. Il problema del paese è solo capitalizzare le imprese e metterle insieme.

Per Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, la dimensione delle aziende quotate oggi in Borsa non rispecchia il peso dell’economia italiana, dato che il Pil è tre volte superiore alla capitalizzazione di mercato. In Italia ci sono solo 350 imprese quotate, troppo poche: è necessario capire che bisogna crescere molto più rapidamente per stare al passo con l’evoluzione del mercato.

Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale Banca d’Italia, ha concluso il forum con una riflessione sull’impatto dell’ingresso nel mercato delle big tech e fintech, processo accelerato dalla pandemia. L’espansione delle big tech e delle fintech nel settore dei servizi finanziari richiede una riflessione molto approfondita da parte delle autorità di vigilanza e delle banche centrali per capire l’impatto di questi operatori sulla stabilità finanziaria e sull’efficiente funzionamento dei servizi di pagamento. È fondamentale che a livello internazionale siano adottate delle soluzioni regolamentari che assicurino la parità concorrenziale ed evitino l’eccessiva concentrazione di mercato, prevedendo anche dei presidi adeguati per una gestione sicura ed efficiente dei dati e per garantire la sicurezza e l’efficienza dei sistemi di pagamento. Perrazzelli ha poi commentato come le aggregazioni tra le banche più piccole siano necessarie per rispondere efficacemente alla sfida dell’innovazione, specialmente in un momento storico caratterizzato da grande incertezza ma anche da opportunità uniche.

“La prima edizione del Global Banking Forum ha permesso un confronto profondo e costruttivo sulle grandi sfide che attendono il sistema bancario e finanziario, nel pieno della complessa fase di ripresa dalla Pandemia che per oltre un anno ha condizionato le attività di tutto il mondo. Sono stati illustrati e discussi i rischi connessi ad una fase di ricostruzione del Paese, pur con la consapevolezza che vi siano grandi opportunità che le banche in primis devono saper cogliere per porsi al fianco del sistema produttivo ed industriale nel rilancio de Paese”.

Questo il commento di Luigi Consiglio, Presidente GEA a conclusione della prima edizione del Global Banking Forum, incontro on line cui hanno partecipato oltre due mila rappresentanti del mondo finanziario, imprenditoriale, accademico e dell’informazione.

“Le grandi innovazioni che il settore ha innanzi a sé sono importanti per il futuro del sistema del credito e concorreranno alla ripresa economica del sistema Paese” ha aggiunto Consiglio.

Occorre saper sostenere e incentivare la ripresa, identificando soluzioni che permettano di canalizzare flussi di risparmio verso le imprese. “Nel corso del 2020 la massa finanziaria delle famiglie messa a risparmio è ulteriormente cresciuta, toccando livelli record mai visti prima. Occorre immaginare strumenti adeguati che portino queste risorse al sostenere la ripresa” ha chiosato Consiglio.

Un riferimento anche alla leva fiscale, che potrebbe incentivare le famiglie a investire in fondi e strumenti a sostegno dell’economia reale.

Secondo Enrico Sassoon, Presidente Eccellenze d’Impresa, “I Cambiamenti cui stiamo assistendo sono estremamente veloci e profondi. Il sistema bancario come siamo stati soliti conoscerlo fino a pochi mesi fa non sarà quello post pandemia. saranno necessari cambiamenti sia sotto il profilo tecnologico, sia organizzativo e di know how.  Dobbiamo fare in modo che tutto questo avvenga in modo veloce, coinvolgendo tutti gli attori del sistema. Può costituire una grande opportunità per la crescita del nostro Paese e la sua maggiore autorevolezza anche nel confronto internazionale”

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