Figure professionali ‘inglesi’ a portata di app

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Conoscere una lingua straniera e averne padronanza è sempre più un aspetto necessario per fare carriera o avere successo. Oltre ad essere una delle principali caratteristiche richieste dalle aziende, infatti, permette anche di non perdere occasioni lavorative e relazionali importanti. A volte, però, quando si ricerca un lavoro, la combinazione con l’inglese, se collegata alle posizioni ricercate, può sembrare non così immediata: soprattutto l’avvento dei social network e lo sviluppo delle tecnologie non solo ha causato cambiamenti negli stili di vita e nel modo in cui si interagisce con gli altri, ma ha anche portato alla nascita di nuove figure professionali, spesso dai nomi stranieri intraducibili. Babbel, la app leader nell’apprendimento delle lingue, ha stilato una top ten delle qualifiche più insolite nel tentativo di fare luce sul loro significato.

-Chief data officer: a tutti è capitato almeno una volta di sentire parlare di big data, ma forse non è cosi chiaro quale sia il ruolo del chief data officer. Anche noto come cdo, il chief data officer è il responsabile della raccolta e della gestione dei dati aziendali, di cui deve garantire qualità e sicurezza. L’obiettivo è valorizzare questi dati per creare maggiori opportunità di business per la realtà per la quale lavora.

-Internal auditor: è la figura che si occupa di analizzare le procedure di un’azienda per individuare eventuali problemi o inefficienze al suo interno. E’ soprattutto un’attività di consulenza per la verifica delle procedure. Compito dell’internal auditor è quello di valutare, dopo un’attenta analisi, quali siano le strategie da implementare per risolvere i problemi, migliorando così l’efficienza dell’azienda e ottimizzandone la gestione.

-Account manager: è colui che ha il compito di gestire il rapporto con i clienti, fidelizzare quelli acquisiti e trovarne di nuovi. Questi sono in estrema sintesi i compiti di quella che può essere considerata una figura chiave per lo sviluppo del business. Impiegato in diversi ambiti professionali, il suo ruolo ha sfumature e declinazioni leggermente diverse a seconda del campo di applicazione: dalle vendite, all’itc fino all’ufficio stampa.

-WordPress specialist: a chi sa tutto sul mondo di blogger e influencer probabilmente il nome WordPress, una delle piattaforme più utilizzate per la creazione di blog o siti web, non risulterà così oscuro. Il WordPress Specialist è un web designer che si occupa della creazione e dello sviluppo di temi compatibili alla piattaforma cms, della loro personalizzazione e della produzione di contenuti.

-Web content strategist: affinché i contenuti web siano efficaci, nulla può essere lasciato al caso, ma è anzi necessario avere una strategia mirata. Il compito di creare questa strategia è del web content strategist, che decide come, dove e quando i contenuti devono essere creati e diffusi sui canali social. Il lavoro del web content strategist è frutto di un lungo lavoro di ricerca che richiede una conoscenza approfondita non solo dell’azienda, ma anche dei suoi obiettivi e soprattutto degli utenti con i quali vuole comunicare. Non è necessariamente la figura che a tutti gli effetti si occupa della realizzazione operativa di contenuti, ma sicuramente ha il compito di sviluppare strategie e ideare tipologie di contenuti in funzione del raggiungimento di alcuni kpi (key performance indicator).

-User experience specialist: tra le professioni più richieste negli ultimi tempi, vi è quella dello user experience specialist, ossia colui che è responsabile di migliorare l’esperienza che gli utenti hanno quando navigano su un sito web, di aumentare le conversioni al sito e generare lead (traffico). Per fare questo, lo user experience specialist deve, ad esempio, analizzare attentamente il comportamento degli utenti durante la navigazione e assicurarsi che il sito e i suoi contenuti siano fruibili su tutti i device.

-Area supply manager: è il responsabile della logistica. È un profilo multitasking poiché ha il compito di gestire flussi di beni e informazioni in entrata e in uscita dall’azienda; il tutto restando in costante rapporto e connessione con il settore produttivo, di vendita, distributivo e dirigenziale.

-Community lead: è colui che all’interno di un’azienda pianifica ed esegue attività e progetti volti all’acquisizione e all’engagement di nuovi utenti o che sviluppa progetti destinati a potenziali utenti e potenziando i processi e le attività di gestione di questi progetti per ottenere una crescita. E’ anche la figura che stabilisce e implementa partnership locali.

-Personal assistant: è una figura di supporto e assistenza, espressamente dedicata al manager di riferimento, al suo team di lavoro o a una specifica unità operativa. Tra i suoi compiti, quello di organizzare agenda, viaggi, trasferte e appuntamenti, oltre a garantire il rapporto con fornitori, clienti e collaboratori e ad essere coinvolta nel processo decisionale e realizzare report e presentazioni di attività.

-Cool hunter: letteralmente ‘cacciatore di tendenze’, il cool hunter è una delle figure meno conosciute del mondo della moda. E’ colui che viaggia per il mondo alla ricerca di trend e stili in sviluppo tra le strade delle grandi città in modo da determinare quali saranno le mode future e fornire nuovi spunti a stilisti e grandi firme della moda per le nuove collezioni. Decifrare i migliori annunci, conoscere l’inglese o un’altra lingua straniera e puntare sulla propria carriera corrono sullo stesso binario.

“Il focus delle nostre campagne di marketing -commenta Biagio di Leo, country manager Southern Europe di Babbel- è sulla motivazione più che sulla classica marketing persona: ci sono persone che vogliono imparare una lingua per comunicare durante i viaggi, o coloro che, come accade principalmente in Italia, stanno cercando di migliorare la propria carriera professionale. Per noi di Babbel -sottolinea- è molto importante focalizzarci sulle necessità degli utenti, soprattutto quelle che hanno un risvolto professionale: tanto che ben l’86% degli italiani è convinto che parlare una lingua straniera possa migliorare le proprie possibilità nel mercato del lavoro.

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