Brevetti, il Governo: tribunale a Milano, verdetto inizio 2023. Pirellone e San Barnaba in lizza.

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La decisione sulla “ricollocazione della sezione ‘ex londinese’ della divisione centrale del Tribunale dei brevetti potrebbe avvenire, salvo imprevisti, nei primi mesi del 2023”. E il governo è al lavoro con Francia e Germania per insistere sulla candidatura di Milano, che- oltre allo Human Technopole indicato dal Comune- può contare anche sul grattacielo Pirelli, come prospettato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. E’ stato il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova a fare il punto al Senato sulla corsa di Milano ad ospitare la terza sede del Tribunale dei brevetti europeo rispondendo in aula a Laura Garavini di Italia Viva.
“La decisione- precisa Della Vedova nel verbale di Palazzo Madama visionato dalla ‘Dire’- sarà assunta dal comitato amministrativo del tribunale unificato dei brevetti, che delibera a maggioranza dei tre quarti dei propri membri”.
La sede ambita dal capoluogo lombardo è quella lasciata libera da Londra con la Brexit, che si occupa di brevetti chimici e farmaceutici, mentre a Parigi e Monaco sono già attive le sedi che si occupano di brevetti meccanici, ha ricordato Garavini nello spronare il governo a non lasciar cadere la candidatura meneghina, “una candidatura autorevole e naturale in considerazione del peso dell’Italia nel sistema brevettuale europeo”, ha concluso la senatrice renziana.
“L’aspettativa del Governo italiano è che Milano possa ospitare la terza sede della divisione centrale, in aggiunta a Parigi e Monaco di Baviera”, ha replicato il sottosegretario Della Vedova. “Ciò rappresenterebbe una logica conseguenza del recesso di Londra: a seguito della Brexit l’Italia è, infatti, subentrata al Regno Unito come terzo Paese contraente per numero di brevetti aventi effetto nell’anno di riferimento ai sensi dell’accordo medesimo, il 2012, dopo Germania e Francia”.
“Nelle prossime settimane- ha proseguito l’esponente del governo- a tali contatti già intrapresi a livello politico e tecnico, si affiancherà un rafforzato coordinamento con gli altri Stati membri destinati a ospitare la divisione centrale del tribunale, Francia e Germania, al fine di preparare la decisione in favore di Milano, da adottare formalmente al momento opportuno”.
E non ci sarebbero competitor contro Milano: “Ad oggi non risultano manifestazioni di interesse da parte di altri Paesi a ospitare la sede della divisione centrale di primo grado già attribuita a Londra, in alternativa all’ipotesi di Milano. Milano appare inoltre idealmente posizionata per ospitare una delle sedi centrali del TUB, anche in virtù del suo ruolo di capitale europea dell’innovazione e della proprietà intellettuale”.
La sede indicata da Palazzo Marino, ha detto ancora Della Vedova precisando di aver visitato i locali- “in occasione della sua partecipazione, lo scorso marzo, a una riunione del tavolo tecnico che riunisce tutti gli attori del sistema Italia e milanese, coinvolti nel dossier”- “sarà collocata in locali nuovi e perfettamente equipaggiati all’interno dell’edificio giudiziario di via San Barnaba”. (Dire)