Ogni anno in Europa una percentuale cha varia dal 4 a 9% dei prodotti tessili invenduti viene distrutto prima ancora di essere indossato: uno spreco che genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂, un valore quasi equivalente alle emissioni nette totali della Svezia nel 2021.
Il Regolamento Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), entrato in vigore nel 2024, vuole porre un freno a questi sprechi.
Il 12 marzo, presso il GS1 Italy Innovation Center di Milano, si terrà un incontro promosso nell’ambito dell’ESPR Working Table, un’iniziativa che riunisce brand del settore moda con l’obiettivo di accompagnare le imprese nella transizione verso la conformità normativa.
Alla sessione parteciperanno alcuni tra i principali esperti internazionali sul tema, tra cui il Coordinator dell’Expert Working Group Textile di CIRPASS-2, il Chair dell’United Nations Transparency Protocol Adoption Group e il team tecnico di GS1 Italy.
L’iniziativa si inserisce inoltre in un momento cruciale del processo normativo europeo: entro il 31 marzo 2026 è infatti prevista la pubblicazione degli standard tecnici europei per il Digital Product Passport.
“Il Digital Product Passport rappresenta uno strumento fondamentale per supportare la transizione circolare dell’industria moda, rendendo disponibili dati affidabili lungo tutto il ciclo di vita del prodotto – afferma Martina Schiuma, EU Climate Pact Ambassador per l’Italia e Head of Global Strategy and Partnership di Ympact -. Attraverso l’ESPR Working Table vogliamo creare uno spazio di lavoro concreto in cui le aziende possano prepararsi alle nuove infrastrutture dati richieste dalla normativa europea, passando dalla comprensione dei requisiti regolatori alla loro implementazione operativa”.
Il settore moda accelera il percorso verso l’adeguamento ai nuovi requisiti europei in materia di sostenibilità e tracciabilità dei prodotti. A partire da luglio 2026 entrerà infatti in vigore il divieto di distruzione dell’invenduto per abbigliamento e calzature, mentre il Digital Product Passport (DPP) si prepara a diventare uno degli strumenti chiave della strategia europea per favorire trasparenza e circolarità lungo la filiera del prodotto.
In questo contesto, l’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dall’EU Climate Pact, con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento del settore moda nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili e trasparenti.
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