Ripristinare, conservare e valorizzare: sono le azioni chiave della tutela ambientale a cui sono sottoposte le aree che rientrano nella Rete Natura 2000, il principale strumento dell’Unione europea per la salvaguardia della biodiversità diffusa sul territorio. In Italia la Rete oggi copre oltre il 20% del territorio nazionale e il 10% dei mari, tra Zone Protezione Speciale e Siti d’Interesse Comunitario. Tra questi s’inserisce anche la Garzaia di Sant’Alessandro, Zona di Conservazione Speciale e monumento naturale, uno dei siti chiave di “Areté – Acqua in rete: gestione virtuosa della risorsa idrica e degli agroecosistemi per l’incremento del capitale naturale”. Il progetto di ricerca e studio per la salvaguardia degli habitat umidi prevede interventi di riqualificazione ecologica e ottimizzazione della circolazione dell’acqua, per permettere un incremento diffuso della biodiversità e un migliore approvvigionamento da parte delle realtà agricole.

 

«Uno degli aspetti innovativi del progetto è la quantificazione dei servizi ecosistemici derivanti dagli interventi, vale a dire tutti quei benefici che gli ecosistemi naturali apportano al genere umano come, per esempio, la depurazione dell’acqua, la formazione del suolo, l’impollinazione – precisa Francesca Monno, consigliere del Parco del Ticino lombardo –. Poiché molti di questi beni e servizi sono sempre stati a disposizione gratuitamente non sempre si comprende il loro valore reale, anche economico. Il progetto Areté si pone anche l’obiettivo di quantificare i servizi legati agli ecosistemi realizzati, al fine di valorizzarli e garantirli in futuro».

 

Il 21 maggio si celebra la Giornata europea della Rete Natura 2000 con eventi di sensibilizzazione sull’importanza dell’istituzione di aree di tutela per la conservazione degli habitat. Per far conoscere lo straordinario ambiente delle garzaia, i partner del progetto Areté invitano a scoprire proprio una tra le più estese garzaie della Provincia di Pavia, che nei suoi 266 ettari ospita centinaia di coppie di aironi, garzette nidificanti e tante specie di piccola fauna come rane e libellule. Questi bellissimi uccelli, che spesso possiamo osservare mentre si alimentano in risaia, in primavera costruiscono i loro nidi nei boschi delle zone umide. L’appuntamento in collaborazione con LifeDrylands è per sabato 21 alle 10. Iscrizione necessaria: bit.ly/garzaiaaretè

 

«La Provincia di Pavia è lieta di aprire le porte della Garzaia di Sant’Alessandro, il sito più esteso e ricco in termini di habitat e specie di importanza comunitaria tra quelle in gestione alla Provincia nella pianura lomellina – ha dichiarato Giovanni Palli, presidente della Provincia di Pavia –. Nel sito sono stati svolti importanti lavori di manutenzione grazie al progetto Aretè, volti da un lato a garantire la conservazione degli ecosistemi, della biodiversità e delle specie tutelate, in primo luogo le specie di ardeidi nidificanti, e dall’altro a favorire il recupero, la valorizzazione e la ridistribuzione della risorsa acqua non solo a beneficio dell’area protetta, ma anche delle attività agricole e delle comunità locali connesse alla garzaia. Colgo l’occasione per ringraziare i partner di Aretè per l’alta qualità del lavoro svolto e Fondazione Cariplo per il fondamentale sostegno alle attività progettuali. La Provincia è inoltre lieta di unirsi alle celebrazioni della Giornata europea della Rete Natura 2000, che quest’anno coincide con il 30.mo anniversario dell’entrata in vigore della direttiva Habitat, strumento fondamentale e decisivo che ha consentito di sviluppare una gestione moderna e attiva delle risorse naturali e della biodiversità europea».

 

Nell’ambito del progetto Aretè sono state realizzate opere di miglioramento del sistema idrico e delle strutture idrauliche, mediante nuove canalizzazioni e il recupero delle risorgive naturali presenti nel sito e la riqualificazione di alcuni tratti della Roggia Guida, allo scopo di aumentare l’apporto idrico alle zone umide della garzaia, per limitare l’ingresso di specie esotiche.

 

«L’acqua è l’asse portante del progetto, in quanto risorsa primaria che sostiene la biodiversità e che crea ambienti caratteristici come aree umide, fontanili, marcite, boschi igrofili, oltre a ricoprire il ruolo di “rete stradale” per molte specie selvatiche – spiega Lorenzo Baio, vicedirettore e Responsabile Acqua di Legambiente Lombardia – Il reticolo di canali che caratterizza questo tratto di pianura è, infatti, fondamentale per permettere loro di muoversi in un contesto molto urbanizzato e caratterizzato da barriere difficili da attraversare. La visita alla garzaia di Sant’Alessandro rientra nelle tante attività progettuali di disseminazione rivolte alle comunità locali e alle realtà attive sul territorio, quali aziende agricole, associazioni, amministrazioni comunali, scuole, GEV, con il duplice obiettivo di illustrare i vantaggi legati a una buona gestione delle risorse naturali e di creare una forte sinergia per garantire un presidio continuo degli interventi realizzati».

 

L’area d’interesse progettuale ha come fulcro la Valle del Ticino, ma si estende verso ovest fino colline novaresi, nelle zone ricomprese nella Riserva MAB UNESCO Ticino Valgrande Verbano, scende verso la Lomellina, mentre a est raggiunge l’Alto Milanese. Aretè, progetto guidato dal Parco Lombardo Valle del Ticino e cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Capitale Naturale 2018”, può contare sulle competenze di un ampio gruppo di partner: l’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, la Provincia di Pavia, l’Associazione Irrigazione Est Sesia, il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, l’Università degli Studi di Milano, l’Istituto di Ricerca sulle Acque – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente Lombardia Onlus, la Società Cooperativa Sociale Eliante Onlus e la Società di Scienze Naturali del Verbano Cusio Ossola.