Vetrine, auto e pensiline danneggiate tra San Babila, via Torino e piazza Duomo. Più dell’80% dei giovani fermati sarebbe minorenne. Dopo gli scontri, il confronto politico sulla sicurezza e l’attenzione alle fragilità giovanili.
Per il secondo giorno consecutivo il centro di Milano è stato teatro di gravi disordini. Nel pomeriggio di domenica, piccoli gruppi di giovani incappucciati si sono radunati nell’area di San Babila e si sono poi spostati tra via Torino, piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele, lanciando oggetti contro le forze dell’ordine e danneggiando vetrine, auto e pensiline.
Secondo quanto riportato, sono stati fermati oltre 200 giovani e più dell’80% sarebbe minorenne. Le azioni si sarebbero svolte con rapidi spostamenti: dopo aver lanciato pietre, sedie e petardi, i gruppi si allontanavano per poi colpire nuovamente in un’altra zona del centro. Una sequenza di episodi che ha lasciato dietro di sé danni e paura, mettendo sotto pressione residenti, commercianti e passanti.
Le violenze e il disagio giovanile
La gravità degli scontri impone una risposta sul piano della sicurezza e dell’accertamento delle responsabilità. Ma la presenza di tanti giovanissimi tra le persone fermate richiama anche una questione più ampia: il disagio sociale e le fragilità che attraversano una parte delle nuove generazioni.
Questo dato non giustifica le violenze né attenua le responsabilità individuali. Invita però a interrogarsi sulle cause di un fenomeno che vede ragazzi molto giovani coinvolti in azioni distruttive, e sulla necessità di affiancare agli interventi di prevenzione e controllo un lavoro educativo e sociale. Un tema che riguarda famiglie, scuole, istituzioni e comunità locali.
Meloni convoca una riunione sull’ordine pubblico
Dopo le tensioni del fine settimana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato una riunione sull’ordine pubblico a Palazzo Chigi, in programma martedì. L’obiettivo, ha scritto sui social, è fare il punto sulla situazione e valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta le manifestazioni legittime per alimentare violenze e disordini.
Nel suo messaggio Meloni ha pubblicato anche la fotografia di Angelo De Simone, il dirigente di polizia rimasto ferito sabato durante gli scontri. Nella giornata di domenica il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riunito il Capo della Polizia e i vertici del Viminale. In collegamento da remoto ha partecipato anche il questore di Milano, Bruno Megale. Il ministro ha espresso gratitudine alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine per la gestione dei disordini.
Il confronto tra Piantedosi e Sala
La gestione degli scontri ha aperto un confronto tra il ministro Piantedosi e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Dopo i fatti di sabato, Sala aveva criticato il dispositivo di sicurezza, sostenendo che il numero degli agenti presenti fosse insufficiente rispetto alla situazione.
Piantedosi ha replicato contestando le parole del sindaco e richiamando la responsabilità di chi ha danneggiato la città e aggredito le forze dell’ordine. Il ministro ha inoltre dichiarato che l’adeguatezza dei dispositivi viene valutata anche a posteriori, per individuare eventuali miglioramenti in vista di situazioni future.
Sala ha risposto respingendo gli attacchi personali e ricordando di avere condannato le violenze. Ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con il Governo sulla sicurezza, chiedendo che il confronto resti concentrato sui provvedimenti e sulle responsabilità istituzionali.
Le immagini del centro danneggiato e il coinvolgimento di tanti minorenni lasciano aperte due questioni che la città dovrà affrontare insieme: come prevenire nuove violenze e come intervenire sulle condizioni di disagio che possono coinvolgere i più giovani, senza confondere la comprensione del fenomeno con la giustificazione dei reati.






















































