Forum di Legambiente dedicato ai parchi della Lombardia: serve una regia regionale.

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Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, Legambiente Lombardia ha organizzato un forum regionale dedicato ai parchi, polmone verde indispensabile per l’adattamento ai cambiamenti climatici e il contrasto dell’inquinamento atmosferico che grava sul nostro territorio, uno
dei più minacciati d’Europa dallo smog. Alla tavola rotonda si sono seduti i rappresentanti delle principali realtà che lavorano per il mantenimento delle aree protette lombarde per discutere sulle sfide vinte e le problematiche ancora aperte, a partire dalla legge regionale di riorganizzazione dei Parchi.

«Le aree protette in Lombardia rappresentano una risposta al degrado urbanistico, sono luoghi di partecipazione attiva e fruizione consapevole – dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente e responsabile Aree Protette di Legambiente Lombardia –. La legislazione regionale ha contribuito positivamente ad ampliare la rete ecologica, essenziale per il territorio, e dare agli Enti Parco funzioni di governo di queste importanti risorse verdi. Oggi, però, i Parchi pagano una crisi istituzionale gravissima dovuta ad una legge di razionalizzazione che ha fallito, lasciando i Parchi liberi di aderire o meno al processo di riorganizzazione. Questo vulnus ha lasciato gli Enti preposti senza un orientamento e una guida politica ed è evidentemente venuto meno il compito di pianificazione del territorio che spetterebbe alla Regione, nell’ottica di una strategia di lungo termine che metta la tutela dell’ambiente naturale e dell’agricoltura di qualità al centro dello sviluppo locale».

La Regione ha dato solo linee guida indicative per avviare l’iter di riorganizzazione senza, però, indicare alcuna procedura né tanto meno le modalità del processo aggregativo, tant’è che ha assegnato ai Parchi regionali il compito di esercitare tale delega di coordinamento, senza tuttavia dotarli di risorse dedicate né di una reale autorità. Città Metropolitana Milanese, il Comune di Milano, il Parco Agricolo Sud Milano e il Parco Nord Milano si sono assunte il ruolo di coordinamento per favorire il dialogo tra i diversi portatori di interesse e permettere la creazione del Parco Metropolitano Milanese. Una realtà che può rispondere ai
bisogni di verde dell’area milanese, la terza conurbazione europea. Un Parco metropolitano che rappresenta la vera ipotesi di futuro per il territorio. Il Comune di Milano, con l’intervento dell’assessore Pierfrancesco Maran, ha rilanciato il Parco metropolitano come strumento indispensabile per contrastare i cambiamenti climatici e la forza di resilienza della città.

Dal Forum dei Parchi della Lombardia sono emerse anche le necessità di un coinvolgimento di nuovi partner e di investimenti su parchi, soprattutto nelle aree montane e periurbane che
soffrono di un abbandono preoccupante. L’obiettivo importante è quello di riportare l’agricoltura a una funzione di conservazione delle risorse naturali e di tutela del paesaggio. Una agricoltura che possa rispondere ai bisogni dei consumatori delle città che oggi richiedono una maggiore qualità della produzione agricola di prossimità.

La nuova azione per i parchi viene meno nel momento in cui nel processo decisionale vengono esclusi i diversi portatori d’interesse: associazioni, agricoltori e operatori economici che svolgono la loro attività nelle Aree protette.

«Avevamo guardato con speranza all’accorpamento dell’assessorato dell’ambiente e dell’agricoltura, come occasione di lavorare congiuntamente su due temi molto connessi tra loro e che necessitano di dialogo al fine di impostare un percorso volto alla promozione
di un’agricoltura più sostenibile per l’ambiente – continua Marzorati –. Eppure in questa
legislatura Regione Lombardia non ha avviato alcun tavolo di confronto tra stakeholders strategici per questo settore, per questo abbiamo deciso di promuovere noi un’opportunità d’incontro. Continueremo in questa direzione promuovendo in autunno incontri diffusi nei diversi territori».

Alcune aree si scontrano con difficoltà di carattere territoriale e culturale, come gli interessi degli agricoltori oppure le posizioni diverse delle comunità dei territori montani, fattori
rilevanti nel processo di aggregazione. Le risorse economiche scarse non sono certamente un incentivo per sollecitare fusioni, accorpamenti o semplicemente convenzioni. I parchi sono luoghi che hanno prodotto consenso e fruizione, oggi nessuno vorrebbe rinunciare a questa rete virtuosa di protezione ambientale, ci aspettiamo che la politica riconosca questo ruolo sostenendolo istituzionalmente ed economicamente.

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