Coronavirus, familiari vittime Trivulzio chiedono supplemento indagini.

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Veduta dell’ingresso del Pio Albergo Trivulzio durante la perquisizione della Guardia di Finanza a causa dei decessi avvenuti in seguito all’epidemia coronavirus all’interno della struttura, Milano, 14 aprile 2020. Ansa/Matteo Corner

Lo studio legale LSM & Associati, nelle persone degli Avvocati Luca Santa Maria e Luigi Santangelo, che assiste i famigliari dei pazienti del Pio Albergo Trivulzio, l’Associazione ‘Felicita – Associazione diritti RSA’ e il presidente dell’Associazione, Alessandro Azzoni, hanno oggi depositato alla Procura del Tribunale di Milano la richiesta di una nuova perizia per ‘fare luce sui fatti avvenuti all’interno della Residenza durante la pandemia’. L’istanza fa seguito al provvedimento dello scorso giugno con cui il Giudice per le Indagini preliminari aveva accolto l’opposizione delle persone offese alla richiesta di archiviazione delle indagini presentata dal PM.

“L’importanza di questo provvedimento risiede sulla necessità, evidenziata dallo stesso GIP, di procedere a nuovi ed ulteriori approfondimenti investigativi. – spiega in un comunicato Felicita , associazione che riunisce i parenti delle vittime del Covid – Proprio con l’atto oggi depositato i legali delle persone offese e l’associazione intendono sostenere lo svolgimento di tali nuove indagini, indicando alla Procura i punti chiave che meritano di essere approfonditi o comunque chiariti. Questa iniziativa processuale vuole infatti essere occasione per indicare le linee fondamentali di una nuova perizia dal valore decisivo per la comprensione delle drammatiche vicende accadute nella residenza. Si chiede innanzitutto di colmare, attraverso una perizia, un’importante lacuna investigativa determinata dall’assenza di una complessiva e scrupolosa indagine epidemica in grado di rivelare, oltre al rischio di mortalità, anche tutti gli altri rischi che i pazienti del Trivulzio hanno sperimentato durante il periodo pandemico: rischio di contagio, rischio di sviluppare la malattia, rischio di ricovero ospedaliero, anche in terapia intensiva. Dalle indagini già svolte è emerso tra l’altro che nella Struttura mancava, già prima dell’avvento della pandemia da Covid-19, una valutazione dei rischi – necessaria all’organizzazione interna della Residenza – in ordine a qualsiasi infezione virale: anche, ad esempio, in ordine alla più ‘banale’ (…non certo per un paziente anziano!) ipotesi di ‘influenza’. D’altro canto, con questa iniziativa processuale i legali delle persone offese e l’Associazione Felicita intendono sollecitare la Procura a valutare anche una possibile estensione delle indagini ad ulteriori soggetti istituzionali che avrebbero dovuto esercitare un controllo sull’operato del Trivulzio. Le indagini non possono e non devono fermarsi a quanto fatto finora se, come ammesso dalla stessa ATS di Milano in una relazione del 4 giugno 2020, le strutture residenziali ‘certamente non [erano] in grado di garantire le condizioni di isolamento respiratorio che sarebbero state necessarie per impedire la diffusione tra gli ospiti’. Si attende con speranza e fiducia l’accoglimento di queste richieste da parte degli organi giudiziari e, quindi, una positiva evoluzione delle indagini a seguito di questa iniziativa”, conclude il comunicato.(MiaNews)