L’approccio dell’Olimpia, nei primi 15 minuti di partita, è quello che illude. Poi la Virtus alza la precisione al tiro, il ritmo, la fisicità della difesa mentre l’Olimpia si appassisce, rientra poco e male in difesa, si espone ai tiratori avversari e viene rimontata già nel primo tempo per poi presentarsi nel secondo in modo inadeguato.
Il 97-85 descrive soprattutto il rendimento nei due quarto centrali.
IL PRIMO TEMPO – L’Olimpia cerca di esplorare subito il gioco interno di Devin Booker contro Nicol Akele, centro nominale della Virtus nel suo quintetto di partenza. Qualche problema c’è in difesa a fronteggiare un line-up di giocatori intercambiabili. Bologna va avanti 10-8, poi Milano piazza un break di 12-0, lento perché attraversa due time-out, che contiene una palla rubata con schiacciata annessa di Ellis e poi un gioco da tre punti completato da Josh Nebo. Il secondo gioco da tre, inventato da rimbalzo d’attacco da Guduric, scava il 27-14 della fine del primo quarto. Ma in questo periodo la difesa dell’Olimpia tiene l’attacco della Virtus senza canestri dall’arco, mentre nel secondo periodo la storia cambia. Brandon Taylor centra subito una tripla che apre una sequenza di tre canestri pesanti che non riducono il margine (anzi, l’Olimpia tocca il più 15 dopo il secondo gioco da tre di Nebo). Lorenzo Brown, con un buon impatto (due canestri, una stoppata, una palla rubata a metà campo) conserva i 15 di vantaggio per l’Olimpia. Quando l’attacco però si inceppa, la Virtus prende fiducia, sostenuta dal tiro da tre. Daniel Hackett aggredisce Brooks in difesa e firma cinque punti di fila in attacco. La sua tripla vale il meno 10. La quinta tripla del secondo quarto, di Alston, porta Bologna a meno sette. Coach Poeta spende due time-out per riordinare il gruppo. Ma Alston lancia un altro missile e poi l’Olimpia concede due giochi da tre punti, uno a Jallow e uno a Vildoza con quelli impatta la partita. In attacco, il secondo periodo finisce meglio ma Alston batte la sirena, questa volta da distanza ravvicinata, e all’intervallo è 45-45.
IL SECONDO TEMPO – Bologna parte con un parziale di 7-0 che decide di fatto la partita. L’Olimpia non spende falli, risponde giocando individualmente in attacco e senza rientrare in difesa. Scivola a meno 14, uno swing di 29 punti rispetto a metà del secondo quarto. Un sussulto con due triple di fila di Brooks e Ricci ricuce a meno 11, 77-66, alla fine del terzo periodo. Nel quarto, il terzo gioco da tre di Nebo riporta Milano a meno sette, uno completato da Shields la tiene a meno nove. Ma la risposta è di Hackett e Morgan che con due triple riaprono 15 punti di margine. Un altro gioco da tre di Ellis vale l’ultimo meno 10, ma la gara è fuggita. Bologna la vince 97-85.
Così Coach Peppe Poeta ha commentato la gara di Bologna: “Abbiamo giocato per 15 minuti la partita che avremmo dovuto giocare per 40 minuti. Poi la Virtus ha alzato il livello di energia, si sono tuffati sulle palle vaganti, e noi ci siamo innervositi, abbiamo parlato con gli arbitri e abbiamo smesso di giocare come avevamo fatto prima. Eravamo partiti dando la palla dentro, con efficacia, senza palle perse, senza concedere canestri facili. Poi quando loro hanno cambiato ritmo, siamo scomparsi. In attacco stiamo giocando bene da tempo, abbiamo segnato anche oggi, ma la difesa non è stata neanche questa volta all’altezza di una trasferta di EuroLeague. Se vogliamo fare un girono di ritorno, dobbiamo migliorare in difesa. Ci mancavano Bolmaro e Tonut, che forse sono i nostri difensori migliori, ma questa non è una giustificazione, perché abbiamo giocato partite migliori con tante assenze e loro ne avevano più di noi, ma la loro voglia, la loro energia ha deciso la partita. E’ un capitolo che non vogliono neppure sfiorare, Energia e voglia avevano deciso la partita per noi in campionato, oggi ce l’hanno restituita. Non essere buoni difensori non significa non poter spendere bene un fallo per prevenire un contropiede o un gioco in post basso quando non sei in bonus. Questo aspetto dobbiamo migliorarlo subito, mettere il corpo addosso agli avversari possiamo farlo.
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