Il Como continua a correre e firma un’altra prova di maturità, forse la più convincente della stagione. Al Sinigaglia i biancoblù battono 3-1 il Lecce, ribaltando lo svantaggio iniziale e blindando un successo che vale il sorpasso sulla Juventus in classifica. La squadra di Fabregas sale a 48 punti, +2 sui bianconeri in attesa del loro match contro la Roma.
La partita si decide in un primo tempo di altissima intensità, in cui il Como mostra personalità, qualità e una capacità di reazione ormai da grande squadra.
L’avvio è tutto del Como, che aggredisce il Lecce e sfiora il vantaggio con Douvikas. Ma alla prima vera occasione, i giallorossi colpiscono: Coulibaly svetta su cross di Banda e batte Butez al 13’, gelando il Sinigaglia.
Il Como però non si scompone. Passano cinque minuti e Perrone inventa una verticalizzazione perfetta per Jesus Rodriguez: lo spagnolo serve Douvikas, che anticipa Ndaba e firma l’1-1. È il terzo tentativo dei lariani, quello buono per rimettere la partita sui binari giusti.
Da quel momento il Lecce sparisce dal campo. Il Como domina, recupera palla alto e colpisce ancora: errore in uscita dei salentini, Perrone intercetta e lancia Jesus Rodriguez, che scatta sul filo del fuorigioco, salta Falcone e segna il suo primo gol in Serie A dopo 27 partite. Esultanza liberatoria alla bandierina.
Il ribaltone si completa poco dopo: punizione dalla trequarti, cross teso e Kempf si tuffa di testa per il 3-1 che manda in estasi il pubblico di casa.
Nel secondo tempo il Como amministra con intelligenza. Fabregas inserisce Sergi Roberto e Nico Paz per alzare il livello tecnico e controllare il ritmo. Il Lecce prova a cambiare con Pierotti, Ngom, Stulic e Sottil, ma non trova mai la scintilla per riaprire il match.
L’unico brivido arriva da un cross tagliato di Banda, neutralizzato da un’uscita tempestiva di Butez. Nel finale entra anche Morata, alla ricerca del gol, ma senza fortuna. Nota positiva per i lariani il ritorno in campo di Assane Diao, fuori da 75 giorni per infortunio.
Al triplice fischio il Como festeggia il secondo successo consecutivo, un altro passo verso l’Europa.
- Como: 48 punti – sorpasso sulla Juventus, ora quinta forza del campionato
- Lecce: 24 punti – terzultimo posto, situazione sempre più complicata
Per Fabregas arrivano solo segnali positivi in vista della semifinale di Coppa Italia contro l’Inter: squadra in fiducia, gioco fluido, individualità in crescita e una mentalità che ormai non sorprende più.
Il mister del Como Cesc Fabregas ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo il successo per 3-1 nel match casalingo contro il Lecce valido per la 27^ giornata di Serie A.
La sensazione il suo Como stia ragionando un po’ da grande squadra: la sua cosa preferita di questa partita?
“La vittoria, 3 punti pesanti per noi. Diamo continuità a prestazioni importanti a Milano e a Torino, portare a casa più punti è importante. La rimonta è un fatto che non si può sottovalutare: brava alla squadra ad avere maturità. Oggi abbiamo pagato caro un piccolo errore di un giovane, ma per questo siamo una squadra e alla lunga darà di più”.
Risposta importante dalla tua squadra.
“E’ un percorso, delle volte capita di avere alti e bassi. Cerchiamo la continuità di prestazioni e risultati: piano piano, quanto più partite giochiamo insieme, la squadra diventerà più forte. Oggi eravamo in una situazione simile a quella contro la Fiorentina e mi aspettavo un atteggiamento molto diverso, ma ero sereno. Sapevo che oggi mi avrebbero dato la risposta giusta: la squadra sbaglia una volta, ma non due”.
Avete trovato sempre soluzioni diverse alle correzioni del Lecce.
“Oggi non era facile, il Lecce gioca in una certa maniera e oggi hanno giocato con 3 centrali. Abbiamo preparato la partita pensando che avrebbero giocato a 4 e hanno giocato a 5. L’interpretazione dei ragazzi è stata bella: abbiamo trovato l’uscita a sinistra, è lì che si vinceva la partita. Abbiamo visto Assane Diao: in 5 minuti si è visto cosa ci è mancato in 11 mesi e speriamo di ritrovarlo nella migliore forma”.
Kempf e Morata come stanno?
“Morata non lo so ancora, con Kempf dobbiamo stare attenti. Sta bene, ma da tempo ha un problemino al fianco. Niente di grave con lui, abbiamo un grandissimo centrale in panca e non vogliamo rischiare”.
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