Benvenuti a questa intervista esclusiva con un maestro dell’hairstyling e della formazione, Carmelo Spina, un professionista che ha saputo trasformare la passione per i capelli in un vero e proprio linguaggio di espressione personale.
Oggi ci addentriamo nel mondo di chi non solo crea bellezza con le mani, ma accende consapevolezza e identità attraverso l’arte della formazione.
Scopriremo insieme come è nata questa passione e come si è evoluta in una missione di vita che ispira e trasforma non solo l’aspetto esteriore, ma anche l’interiorità di chi ha il privilegio di incontrarlo.
Come è nata la tua passione per l’hairstyling e cosa ti ha portato a dedicarti anche alla formazione dei professionisti del settore?
La mia passione nasce da un’intuizione molto precoce: ho sempre visto i capelli come un linguaggio, non come una semplice materia da modellare.
Crescendo professionalmente, viaggiando, lavorando con realtà diverse e confrontandomi con culture estetiche differenti, ho capito che questo mestiere aveva un potenziale enorme, spesso inespresso.
La formazione è diventata una necessità naturale quando ho visto tanti parrucchieri tecnicamente preparati ma privi di direzione, di visione, di consapevolezza del proprio valore. Ho sentito il dovere di accompagnarli oltre la tecnica.
Qual è l’aspetto più gratificante del tuo lavoro come hairstylist e formatore?
Il momento più gratificante è quando una persona si riconosce. Quando smette di cercare approvazione e inizia a esprimere identità.
Come hairstylist accade davanti allo specchio, come formatore accade negli occhi: lo vedi quando scatta qualcosa. È lì che capisci che non hai solo insegnato un metodo, ma hai acceso una luce.
In che modo la tua esperienza e il tuo approccio alla formazione aiutano i parrucchieri a migliorare sia a livello tecnico che umano?
La mia formazione non separa mai la mano dalla mente. La tecnica senza consapevolezza è vuota, l’empatia senza competenza è fragile.
Lavoro sul senso del servizio, sull’ascolto reale del cliente, sulla capacità di leggere le persone prima ancora dei capelli. Questo approccio rende i professionisti più solidi, più sicuri, più umani — e di conseguenza più credibili.
Puoi raccontarci un po’ di più sull’evento di formazione che hai recentemente tenuto a Milano?
L’evento di Milano è stato pensato come un’esperienza immersiva, non come un semplice corso. Ho voluto creare uno spazio in cui i partecipanti potessero fermarsi, ascoltarsi e rimettere in discussione automatismi ormai dati per scontati.
Milano è stata il luogo ideale per parlare di evoluzione, perché è una città che chiede continuamente di alzare il livello.
Quali sono stati i principali argomenti trattati?
Abbiamo parlato di tecnica applicata con metodo, consulenza d’immagine, personal branding, comunicazione con il cliente, valore del servizio e posizionamento professionale.
Ma soprattutto di identità: capire chi sei come hairstylist, cosa vuoi trasmettere e perché il cliente dovrebbe scegliere proprio te.
Quali sono le tendenze attuali nel mondo dell’hairstyling e come riesci a incorporarle nel tuo lavoro quotidiano a Lugano?
Oggi la vera tendenza è la personalizzazione. Capelli sani, colori naturali ma sofisticati, tagli che durano nel tempo e si adattano allo stile di vita.
A Lugano traduco queste tendenze in eleganza funzionale: nulla di urlato, tutto pensato. Non rincorro la moda, la filtro attraverso l’armonia della persona.
Puoi condividere con noi un aneddoto o una storia che ha avuto un impatto significativo sulla tua carriera?
Il lavoro con donne che hanno perso i capelli a causa di terapie oncologiche ha cambiato il mio modo di vedere questo mestiere. In quei momenti capisci che stai restituendo dignità, forza, riconoscimento.
Non stai creando bellezza, stai curando identità. Da lì in poi ho saputo che il mio lavoro avrebbe sempre avuto una responsabilità emotiva.
Quali consigli daresti a un giovane che desidera intraprendere una carriera nel mondo dell’hairstyling?
Direi di investire su sé stesso prima che sugli strumenti. Studiare, osservare, fare esperienza, accettare gli errori. E soprattutto non avere fretta di arrivare: questo mestiere premia chi costruisce, non chi corre. La tecnica si apprende, lo stile si sviluppa, ma l’identità va protetta.
Quali sono i tuoi progetti futuri per espandere il tuo brand e il tuo approccio alla formazione nel settore dell’hairstyling?
Il futuro è creare luoghi e percorsi formativi dove la crescita professionale e quella personale camminano insieme.
Voglio espandere l’Academy, rafforzare il metodo e portare una nuova visione del parrucchiere: un consulente d’immagine consapevole, colto, empatico, capace di fare la differenza nella vita delle persone.
A coronare l’intero mio percorso formativo posso finalmente annunciare il mio nuovo progetto, Style and Service Institute, sintesi matura di un percorso internazionale che unisce arte, formazione e visione strategica.
Fondato con due grandi professioniste, Maria Aguado e Isabella Ratti, non è una semplice Accademia, ma un centro di pensiero e crescita dedicato ai professionisti del beauty che desiderano evolvere oltre la tecnica.
Con questo progetto, intendiamo ridefinire il concetto di formazione: lo stile diventa identità, il servizio diventa valore, la competenza diventa leadership.
L’Istituto propone un approccio multidisciplinare e contemporaneo, in cui hairstyling, immagine, comunicazione e cultura del servizio si fondono in un’unica esperienza formativa.
Lo Style and Service Institute rappresenta l’inizio di una nuova fase: un luogo dove lo stile incontra la strategia e il talento trova direzione.
Concludiamo questa intervista con un profondo senso di ammirazione per il percorso e l’approccio innovativo del nostro ospite.
È evidente che la sua visione va oltre la semplice estetica, abbracciando una filosofia che unisce tecnica e umanità per creare esperienze trasformative.
Speriamo che le sue parole abbiano acceso una scintilla anche in voi, invitandovi a riflettere su come la passione e la consapevolezza possano diventare strumenti potenti di crescita personale e professionale.
Grazie per averci accompagnato in questo viaggio nel mondo dell’hairstyling e della formazione.
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