Oltre 500mila studenti registrati in Italia, 54mila quiz, 120mila set, 99mila riassunti e oltre 235 mila mappe concettuali prodotti negli ultimi cinque mesi. Sono i numeri di Algor Education, la piattaforma che ottimizza i processi di apprendimento attraverso l’intelligenza artificiale.
Numeri che confermano un trend ormai consolidato: la presenza dell’AI nello studio e nella didattica. In Italia, a utilizzare maggiormente gli strumenti AI di Algor sono gli studenti della provincia di Milano (21% del totale), seguiti da quelli delle province di Roma e Napoli (15%).
I dati della Lombardia parlano chiaro. Da settembre a oggi nella regione sono state effettuate oltre 64mila registrazioni ad Algor e, solo in Lombardia, la app ha prodotto oltre 94mila output. Gli studenti hanno caricato sulla piattaforma appunti e vario materiale che avevano a disposizione e poi Algor li ha trasformati in sussidi didattici di varia natura, tra cui più di 29mila mappe concettuali e oltre 14mila riassunti.
“Gli studenti universitari oggi utilizzano l’AI soprattutto per comprendere concetti complessi, sintetizzare grandi quantità di materiale, spesso sotto la pressione di esami ravvicinati e carichi di studio intensi. Non sempre riescono a interpretare correttamente i risultati o a sfruttare davvero il potenziale dell’AI, con il rischio di ottenere contenuti poco chiari o difficili da memorizzare. È in questo contesto che si inserisce Algor Education, uno strumento che mette l’intelligenza artificiale realmente al servizio dell’apprendimento. Grazie a un approccio basato sul visual learning, Algor è in grado di trasformare appunti disordinati, una semplice foto o un PDF in materiale di studio strutturato e visivo – come mappe concettuali, schemi e riassunti – aiutando gli studenti a comprendere meglio, memorizzare più velocemente e affrontare gli esami con maggiore sicurezza e meno stress”, spiega Antonino Geraci, co-founder & Director of Growth di Algor Education.
Ma cosa studiano gli utenti di Algor? Per quanto riguarda le facoltà di provenienza, il panorama è vario. Al primo posto troviamo gli studenti di facoltà umanistiche di Scienze umane e sociali come Psicologia, Sociologia, Scienze politiche, Lettere. Seguono poi quelli di Economia, Giurisprudenza, Medicina e professioni sanitarie. Scienze e tecnologia (Ingegneria, Informatica, Matematica, Fisica ecc.) ma anche Arte, Architettura e Design.
Raggiungere queste migliaia di persone è stato possibile grazie a un lavoro in team tra Algor Education e Dataz. La società torinese, infatti, ha confermato anche per il 2026 la scelta di affidarsi a Dataz, agenzia milanese di data data analysis e performance, per implementare il proprio business. Una collaborazione proficua tra le due realtà giovani e innovative. Come? Attraverso un approccio completamente data-driven che unisce prodotto, marketing, advertising e strategia, e utilizzando l’IA, Dataz è riuscita a costruire per Algor Education un modello di crescita che ha portato agli importanti risultati illustrati. La sfida per i due team di Dataz e Algor, però, non era solo generare contatti ma far capire agli utenti che questo servizio avrebbe cambiato per sempre il loro modo di apprendere e studiare. Perché Algor riesce a selezionare le informazioni più importanti e corrette, gli appunti e i contenuti, e a trasformarli in schemi e mappe concettuali super precise per ottimizzare ogni minuto di studio.
“Aver raggiunto così tanti studenti in pochi mesi è un risultato estremamente importante che dimostra come nonostante lo scetticismo verso l’AI, chi la utilizza nel modo migliore, ottiene solo benefici. Gli utenti che si sono rivolti ad Algor Education hanno scelto di semplificare processi complessi attraverso mappe, quiz, riassunti, trascrizioni generate dall’intelligenza artificiale facili e intuitivi, indispensabili per comprendere anche concetti difficili. Un modo per guadagnare tempo e massimizzare i risultati”, affermano Pio e Lorenzo Fiorito, founder di Dataz.
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