Prosegue fino al 22 gennaio 2023 a Villa Bernasconi a Cernobbio la mostra Al lago con Antonio e Marieda.

111

Nelle stanze del museo di Villa Bernasconi, il Comune di Cernobbio, in collaborazione con il Comune di Milano, è in corso fino al 22 gennaio 2023 la mostra “Al lago con Antonio e Marieda”, una selezione di una ventina di opere, tra dipinti e sculture, della Collezione della Casa Museo Boschi Di Stefano.

La mostra è a cura di Claudia Taibez, responsabile del Museo Villa Bernasconi e di Chiara Fabi, conservatore delle Unità Case Museo.

Tra il 1935 e il 1936 i coniugi Antonio e Marieda Boschi Di Stefano visitano più volte il lago di Como. La mostra prende spunto da otto fotografie dei loro album di viaggio, conservate presso il Gabinetto Fotografico del Castello Sforzesco, che immortalano i due coniugi in villeggiatura sul lago di Como tra il 1935 e il 1936; tra queste, due sono scattate nel 1936 a Villa d’Este e Cernobbio.

Questa villeggiatura si inserisce nella diffusa passione della giovane borghesia industriale milanese per i laghi lombardi, affermatasi tra fine Ottocento e inizio Novecento e tutt’oggi viva.

Il fulcro della fama turistica lombarda erano infatti la regione lariana e i territori varesini, zone legate sin dal Settecento alla tradizione delle villeggiature dell’aristocrazia milanese e internazionale nei mesi estivi e autunnali; la nascita di una nuova e dinamica classe borghese comportava il rinnovamento delle antiche prospettive del viaggio: Milano «serbatoio di “alimentazione” turistica» negli ultimi vent’anni del XIX secolo scopriva un uso intensivo del territorio e del paesaggio limitrofo; quest’ultimo diventava meta di viaggi e gite in cerca di un “clima sano” e alla scoperta di un “bel panorama” (ormai nascosto delle crescenti periferie industriali delle zone urbane).

In questi termini la selezione di opere della Collezione Boschi Di Stefano esposta a Villa Bernasconi esalta il tema del viaggio, che assume un significato ancor più emblematico dopo il lungo periodo della pandemia.

 

La mostra presenta al pubblico opere per lo più provenienti dai depositi di Casa Museo Boschi Di Stefano, sintetizzando la passione per l’arte di Antonio e Marieda e la loro frequente amicizia con artisti quali Mario Sironi e Lucio Fontana, rappresentati in mostra dai dipinti “Manichino” e “Composizione spaziale”.

 

La selezione comprende alcune delle scelte più rappresentative della Collezione, sia stilisticamente sia cronologicamente. Sono presenti gli artisti del gruppo di Corrente, Arnaldo Badodi, Italo Valenti, Bruno Cassinari e il giovane Ennio Morlotti, tra le prime opere acquistate dai due collezionisti.

La mostra prosegue con gli Italiens de Paris, rappresentati da René Paresce e da una testa di Massimo Campigli: presenze imprescindibili all’interno di una collezione nata negli anni Venti. Figurano, inoltre, opere emblematiche del clima artistico milanese degli anni Cinquanta, come i dipinti di Enrico Baj, appartenenti al ciclo delle montagne e all’uso sperimentale delle tappezzerie, o come il collage Canyon di Sergio Dangelo, espressione dell’immaginario surrealista che contraddistingue l’operato dell’artista.

Chiude la presentazione il dipinto dell’artista contemporaneo comasco Giuliano Collina, “Bagnanti”, datato 1982, tra gli acquisti cronologicamente a noi più vicini realizzati da Antonio Boschi.

 

Non potevano mancare il ritratto dei due coniugi di Remo Brindisi e quello del gatto Titì, che consentono al visitatore di fare la conoscenza con la famiglia Boschi Di Stefano

 

Al secondo piano della Villa, dove sono raccontate le storie della famiglia Bernasconi e delle omonime tessiture, con testimonianze archivistiche e tessili dell’arte del saper fare del Cavalier Davide Bernasconi, la Stanza del Pavone Tacchinato è riallestita per ospitare una selezione delle sculture in ceramica di Marieda Di Stefano. Non solo collezionista, ma anche artista, Marieda esordì in questa veste negli anni Cinquanta, aprendo una scuola di ceramica all’interno della stessa palazzina in cui abitava.

Le sue tre sculture esposte, tra cui figura un pezzo gentilmente prestato dalla Fondazione Boschi Di Stefano, ben incarnano l’inclinazione sperimentale che contraddistinse il carattere di Marieda, tanto nell’arte quanto nelle sue predilezioni artistiche.

 

Per ricreare l’atmosfera ai tempi di Antonio e Marieda sono diffuse musiche del loro tempo e sono esposte 24 fotografie d’epoca dell’Archivio Storico Fotografico Vasconi che immortalano l’essenza della villeggiatura sul lago tra gli Anni Venti e Quaranta: un paesaggio lacustre “unico al mondo”, dai panorami incantevoli che “non si vorrebbero lasciare mai” come esclamò Stendhal in un momento di estasi.

 

In occasione della mostra presso il museo e in giardino saranno organizzati eventi collaterali a tema.

INFORMAZIONI E CONTATTI

Dal venerdì al lunedì, dalle 10 alle 18

Biglietto intero: 10,00 euro. Ridotto: 5,00 euro. Gratuito under 14, over 75, Cernobbiesi, disabili e accompagnatore, insegnanti, Abbonamento Musei e altri casi su www.villabernasconi.eu. Sconto parcheggio: 7 euro a chi presenterà il ticket di pagamento della sosta a Cernobbio.

Prenotazione consigliata su www.villabernasconi.eu

Contatti: Tel. 031.3347209 e-mail villa.bernasconi@comune.cernobbio.co.it

www.villabernasconi.eu

Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest

 

 

APPROFONDIMENTO su: Casa Boschi Di Stefano e Casa Museo Villa Bernasconi

 

CASA BOSCHI DI STEFANO

Casa Museo Boschi di Stefano è una dimora storica a Milano. Progettata da Piero Portaluppi al numero 15 di Via Giorgio Jan. Qui hanno abitato Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda di Stefano (1901-1968), marito e moglie che, nel corso di una vita, hanno raccolto una straordinaria collezione d’arte contemporanea del XX secolo. Nelle sale del loro appartamento sono oggi esposti circa trecento pezzi selezionati tra le oltre duemila pitture e sculture collezionate e comprendenti opere di Piero Marussig, Umberto Boccioni, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Arturo Martini, Achille Funi, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Lucio Fontana, Renato Biroli, Aligi Sassu, Roberto Crippa, Enrico Baj, Piero Manzoni.

 

La collezione è stata opera comune di mia moglie Marieda e mia, e perciò la sua denominazione Boschi Di Stefano non è un omaggio reso alla memoria della mia compagna, ma corrisponde alla realtà. La collezione è stata un’opera comune nel senso totale: in quello materiale con le implicazioni di decisioni, di applicazione, di sacrifici finanziari e conseguenti rinunce in altri campi; e in quello artistico come concordanze di gusti, di indirizzi, di scelte”.

Con queste parole Antonio Boschi racconta dell’impressionante collezione nata dall’amore e dal sodalizio tra i due coniugi. Sono infatti oltre duemila le opere che Antonio e Mariaeda hanno collezionato nel corso di una vita che nella condivisa passione per l’arte ha trovato una delle motivazioni più forti. Marieda di Stefano, già educata al gusto per l’arte dal padre collezionista, era estroversa, generosa, mondana, elegante e creativa; per questo sarebbe stata la perfetta seduttrice anche dei pittori più difficili, come ad esempio Morandi o Savinio. Ella non poteva non affascinare Antonio Boschi, allora giovane ingegnere presso l’azienda milanese Pirelli, la cui sensibilità artistica era nata grazie allo studio del violino, ma che solo grazie alla futura sposa si accosta alle arti figurative.

 

Dopo il matrimonio, avvenuto nel 1927, inizia per i coniugi Boschi una vita ricca di passioni condivise e amicizie con artisti e galleristi, che avrebbero fatto della loro casa un luogo cardine della scena artistica di quel periodo. Le fotografie raccolte negli album di famiglia, oggi conservati presso l’Archivio fotografico del Castello Sforzesco, offrono uno spaccato degli anni giovanili della coppia: momenti della vita quotidiana e del tempo libero tra automobili, tennis e altri sport, vacanze e viaggi in luoghi remoti ed esotici. I luoghi principali dei viaggi sono le terre del medio Oriente e quelle lambite dai mari del Nord. Non mancano tuttavia i viaggi a Parigi, dove i due sposi frequentano la rinomata galleria di Léonce Rosenberg, o a Barcellona, dove i coniugi instaurano legami di amicizia con gli artisti della città.

 

 

IL MUSEO DI VILLA BERNASCONI

Inaugurato nel 2017, il Museo di Villa Bernasconi è un’originale realtà museale ospitata nell’omonima splendida villa Liberty a Cernobbio, sul Lago di Como.

Non un museo nel senso tradizionale del termine, bensì un’esperienza fatta di suggestioni e connessioni guidate dalle #vocidivilla: un percorso innovativo e interattivo tra contenuti multimediali, oggetti e documenti storici in prestito da collezioni museali e private, ma anche attraverso esperienze multisensoriali.

Il museo è il fulcro di “Liberty Tutti”, progetto sviluppato dal Comune di Cernobbio in partenariato con la Cooperativa Sociale Mondovisione per creare un modello di gestione sostenibile di Villa Bernasconi che valorizzi il coinvolgimento dei giovani, sia in termini di creatività che di professionalità, avvalendosi anche delle nuove tecnologie. Per questo motivo le installazioni interattive sono state realizzate da Sfelab, Olo Creative Farm, Rataplan, Antiorario Video.

“Liberty tutti” è cofinanziato da Fondazione Cariplo (Bando Patrimonio Culturale per lo sviluppo. Anno 2015). L’iniziativa è stata inoltre realizzata con il contributo di Regione Lombardia (Bando Territori Creativi, finalizzato alla promozione dei temi moda e design attraverso le nuove tecnologie) e prevede il coinvolgimento, a vario titolo, di numerose e importanti istituzioni museali e culturali del territorio e non solo, come la Pinacoteca Civica di Como, il Museo della Seta, il Museo del Cavallo Giocattolo, il Teatro Sociale di Como, l’Associazione Arte&Arte, Como Città dei Balocchi, Fondazione Alessandro Volta, Fondazione Arte Nova.

 

 

IL CONCEPT DEL MUSEO

Il concept del museo è quello della “casa che parla”: è la stessa Villa Bernasconi, infatti, a guidare il visitatore nel percorso museale attraverso il racconto in prima persona. Una nuova idea di museo che coinvolge il visitatore attivamente ed emotivamente, ponendolo al centro della narrazione e trasformandolo in un “ospite”.

La visita, che inizia già all’esterno dell’edificio con alcune suggestioni sonore, si struttura sui due piani nobili della Villa, ma il percorso non è vincolato e il visitatore può muoversi liberamente tra le stanze, proprio come in una casa.

Al piano rialzato viene raccontato il contesto storico, artistico e culturale del periodo di edificazione della villa (ovvero i primi del ‘900 e la Belle Epoque), di cui la villa stessa ben simboleggia le trasformazioni sociali, economiche, culturali ed estetiche, e di cui rappresenta l’intrinseco spirito di modernità.

Al piano superiore viene invece raccontata la storia dell’imprenditore primo proprietario della villa, Davide Bernasconi, quella della sua famiglia e soprattutto dell’azienda da lui fondata, le Tessiture Bernasconi, con un focus sul ruolo innovativo e sulla ricaduta che la sua attività imprenditoriale ha avuto per tutto il distretto serico comasco e per il territorio, in diretto confronto con la creatività innovativa contemporanea.

 

 

INFORMAZIONI E CONTATTI

Dal venerdì al lunedì, dalle 10 alle 18

Biglietto intero: 10,00 euro. Ridotto: 5,00 euro. Gratuito under 14, over 75, Cernobbiesi, disabili e accompagnatore, insegnanti, Abbonamento Musei e altri casi su www.villabernasconi.eu. Sconto parcheggio: 7 euro a chi presenterà il ticket di pagamento della sosta a Cernobbio.

Prenotazione consigliata su www.villabernasconi.eu

Contatti: Tel. 031.3347209 e-mail villa.bernasconi@comune.cernobbio.co.it

www.villabernasconi.eu

Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest

 

INAGURAZIONE

1 GIUGNO ORE 17

CONFERMA NECESSARIA Tel. 031.3347209  villa.bernasconi@comune.cernobbio.co.it