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Piantedosi a Milano dopo gli scontri: «500 militari con massima mobilità sul territorio»

Il ministro dell’Interno è intervenuto al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. Definito un piano d’azione per l’impiego dei militari dopo le violenze e i saccheggi del fine settimana.

 Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è stato oggi a Milano per partecipare al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dopo gli scontri e i saccheggi che hanno interessato il centro città nel fine settimana. Al termine della riunione, il ministro ha illustrato le linee per l’impiego dei 500 militari annunciati per il capoluogo lombardo.

Piantedosi ha spiegato che i militari avranno «la massima mobilità sul territorio», precisando che con il sindaco Giuseppe Sala c’è stata «massima condivisione». Il piano discusso in Prefettura punta a un impiego più dinamico delle risorse, con modalità adeguate alle esigenze di sicurezza emerse a Milano.

Alla riunione hanno preso parte, oltre al ministro e al sindaco, il prefetto Claudio Sgaraglia, il capo della Polizia Vittorio Pisani e i vertici delle forze dell’ordine. Presenti anche rappresentanti della magistratura e della Polizia locale.

Il piano per la sicurezza dopo le violenze

Secondo quanto riferito da Piantedosi, il Comitato ha esaminato le modalità di impiego dei militari e la possibilità di assegnare loro funzioni più dinamiche rispetto a quelle tradizionalmente svolte nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”. L’obiettivo è affiancare le forze dell’ordine e rafforzare il controllo del territorio.

La riunione arriva dopo le devastazioni avvenute durante le manifestazioni di sabato 17 e domenica 18 ottobre. Nei giorni precedenti, il ministro aveva criticato le dichiarazioni del sindaco sul numero di agenti presenti in strada, sostenendo che le responsabilità delle violenze dovessero ricadere su chi le aveva commesse. Sala aveva replicato chiedendo di evitare gli attacchi personali.

Dopo il confronto in Prefettura, il sindaco ha dichiarato di non essere contrario all’arrivo dei militari e ha indicato come priorità immediata il controllo e il contrasto dei fenomeni violenti. Ha aggiunto che, accanto alle misure di sicurezza, sarà necessario affrontare anche le questioni legate al disagio giovanile.