Il sindaco condanna i danneggiamenti e distingue le violenze dalle ragioni della protesta. Dopo la critica sul numero di poliziotti impiegati, botta e risposta con il ministro Piantedosi.
Il sindaco Giuseppe Sala condanna le violenze che hanno accompagnato i cortei e gli scontri nel centro di Milano, ma chiede anche di valutare il dispositivo di sicurezza impiegato. «Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili», ha dichiarato dopo gli episodi di sabato 17 ottobre.
Il giorno successivo, intervenendo a RTL 102.5, Sala ha espresso «preoccupazione altissima» e ha sostenuto che la situazione fosse stata sottovalutata. «Ho l’impressione che […] le forze dell’ordine non fossero adeguate, ieri mi sembravano tanti contro pochi», ha detto, riferendosi ai circa 200 agenti presenti. Il sindaco ha precisato di non voler attaccare il questore, con il quale ha detto di lavorare quotidianamente.
«Distinguere la protesta pacifica dalla violenza»
Sala ha invitato a non sovrapporre le ragioni di chi manifesta pacificamente alle azioni dei gruppi responsabili dei danneggiamenti. Secondo il sindaco, i responsabili delle violenze non corrispondevano semplicemente alle frange anarchiche o ai gruppi black bloc abitualmente associati agli scontri; la loro presenza, ha osservato, rischia di confondere il significato delle proteste studentesche.
Le sue valutazioni sul numero degli agenti hanno provocato la replica del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha criticato il sindaco per aver puntato l’attenzione sulle forze di polizia. Sala ha risposto contestando l’etichetta di «sinistra radical chic» e dichiarando: «Un po’ di decenza non guasterebbe». Ha ricordato di aver condannato i violenti e si è detto disponibile a collaborare con il Governo, chiedendo di evitare gli attacchi personali.
Il confronto tra Palazzo Marino e il Viminale si concentra così su due aspetti: la condanna dei danneggiamenti e delle aggressioni, ribadita da Sala, e la valutazione delle misure di ordine pubblico predisposte per prevenire e contenere gli scontri.






















































