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Giorgetti : «Va difesa la biodiversità bancaria».

A Galliate Lombardo il ministro dell’Economia ha richiamato il ruolo delle Banche di Credito Cooperativo nel sostenere famiglie e imprese. L’intervista è stata trasmessa da Giornale Radio nella trasmissione “Italia No Limits”. Va difesa la biodiversità bancaria

Difendere la biodiversità bancaria e il ruolo degli istituti radicati nelle comunità locali. È il messaggio del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, intervenuto a Galliate Lombardo, nel Varesotto, a un incontro promosso dall’associazione La Lombardia che vorrei sul rapporto tra imprenditori, Terzo settore ed economia sociale.

L’intervista, trasmessa in esclusiva da Giornale Radio nella trasmissione Italia No Limits, condotta da Roberto Poletti, ha affrontato il futuro delle banche di territorio e il rischio che la concentrazione del settore nei grandi gruppi possa allontanare il credito dalle necessità di famiglie e imprese.

«Qui c’è la grande battaglia, il braccio di ferro tra chi pensa che debba essere custodita e difesa la biodiversità bancaria di queste piccole realtà e chi pensa invece che si debba realizzare il massimo dell’efficienza e dell’automazione, andando semplicemente verso i grandi colossi», ha dichiarato Giorgetti.

Il ruolo delle Banche di Credito Cooperativo

Nel suo intervento, il ministro ha distinto il modello delle Banche di Credito Cooperativo da quello dei grandi istituti orientati alla massimizzazione del profitto. La funzione bancaria, ha osservato, è raccogliere risparmio e prestarlo, ma il legame con il territorio può influire sulle priorità e sulle persone a cui il credito viene destinato.

«È ben diversa la grande banca che mira a realizzare il maggior profitto possibile per dare dividendi a soggetti che, in giro per il mondo, non si sa bene chi siano, rispetto alla dimensione della banca di credito cooperativo, che continua a pensare che la sua funzione sia quella di prestare soldi alle famiglie e alle imprese del territorio», ha affermato.

Il tema, secondo Giorgetti, riguarda l’accesso al credito per chi vuole acquistare casa o sostenere un’attività imprenditoriale. «Se rimangono soltanto le grandissime banche mondiali – o iperboliche anche europee – che non hanno nessun interesse a fare quello per cui le banche sono nate, cioè assistere gli imprenditori bisognosi di credito o le famiglie bisognose di credito per farsi la casa, quelle cose lì non interessano più», ha detto.

Imprese, comunità e visione di lungo periodo

Giorgetti ha collegato la trasformazione del settore finanziario al rischio di una progressiva disumanizzazione dell’economia. Nel suo intervento ha contrapposto la visione di lungo periodo dell’imprenditore, spesso legata alla continuità familiare e alla crescita dell’azienda, alla ricerca di risultati finanziari in tempi più brevi.

«L’imprenditore ha una vocazione tendenzialmente di lungo periodo, perché vuole avere successo, vuole avere il figlio che va avanti nell’azienda e il nipote che va avanti nell’azienda», ha osservato. I fondi, ha aggiunto, tendono invece a «massimizzare il risultato nel breve periodo».

Globalizzazione e innovazione tecnologica, secondo il ministro, spingono verso una maggiore efficienza e una crescente attenzione ai risultati. La sfida indicata a Galliate Lombardo è preservare, accanto a queste trasformazioni, le realtà finanziarie che mantengono un rapporto diretto con le imprese, le famiglie e le comunità locali.