Il 5 e 6 gennaio la Polizia Locale di Milano ha rimosso circa 70 keybox – le cassette metalliche fissate su pali, recinzioni o segnali stradali che contengono le chiavi degli appartamenti destinati agli affitti brevi.
La maggior parte degli interventi è avvenuta nel Municipio 5, in particolare nell’area dei Navigli, una delle zone più dense di B&B e case vacanza.
Il Consiglio comunale, il 4 dicembre, ha modificato il Regolamento di Polizia Urbana, introducendo un divieto esplicito sull’installazione di keybox e lockbox nello spazio pubblico. La norma consente la rimozione immediata delle cassette, senza obbligo di preavviso, con costi di rimozione a carico dei proprietari, e sanzioni da 100 a 400 euro.
Milano segue così l’esempio di Roma e Firenze, che avevano già adottato misure simili.
Il tema si inserisce in un dibattito più ampio:
- decoro urbano: le keybox vengono spesso fissate a pali, recinzioni o segnali, creando disordine visivo;
- sicurezza: la presenza di cassette con codici può attirare furti o manomissioni;
- regolazione degli affitti brevi: i Comuni stanno cercando strumenti per governare un fenomeno in forte crescita, che impatta su vivibilità e mercato immobiliare.
Per i proprietari di B&B e case vacanza:
- non è più possibile usare keybox su suolo pubblico;
- restano consentite soluzioni all’interno di proprietà private (androne, cortile, muro privato);
- chi non si adegua rischia rimozione e multa.
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