103 punti segnati, 26 assist (sei a testa per Ellis e Mannion, in campo anche insieme nel quarto quarto), sei uomini in doppia cifra capeggiati da uno Zach LeDay da 19 punti con cinque triple e 31 di valutazione. Così l’Olimpia ha prevalso sulla Virtus Bologna, 103-87, riportandosi al 50% di vittorie in EuroLeague anche se la classifica anomala la punisce tenendola al di fuori della zona post-season.
L’Olimpia ha comandato la gara fin dall’inizio, 40 minuti su 40, con vantaggi sempre consistenti, coinvolgendo tutti e muovendo la palla. Quando ha tentato di fuggire poi ha continuato a giocare, a spingere così non ha mai corso il rischio rimonta, fatale altre volte, l’ultima a Monaco martedì scorso. Milano ha subito dettato i ritmi, ha calamitato rimbalzi, palle vaganti, ha corso, segnando tanto, 32 punti già nel primo quarto, 57 all’intervallo poi ha aggredito la gara con energia all’inizio di ogni quarto così la Virtus non ha mai dato la sensazione di potersi fare minacciosa.
Ha scelto di partire con il quintetto grosso che l’aveva premiata nell’ultimo scontro diretto poi ha variato sul tema ma non ha mai emsso le mani sulla partita. Quelle ce le ha avute sempre l’Olimpia.
IL PRIMO TEMPO – Bologna ripropone un quintetto maxi, come quello utilizzato nella gara di campionato di due settimane fa, con Alston da guardia e Jallow da ala piccola accanto a Edwards più due centri. L’Olimpia parte meglio: sul 6-0, Coach Ivanovic procede ai primi cambi e in poco rivoluziona il quintetto. Una tripla di LeDay e un’entrata di Ellis scavano l’11-2 così arriva anche il time-out della Virtus. Il vantaggio tocca i dieci punti sulla seconda tripla di LeDay e una schiacciata di Nebo in contropiede che precede il suo secondo fallo. Due triple di Ricci scavano 13 punti di margine, 32-19 alla fine del primo periodo. Nel secondo, si presenta Booker con un tap-in, poi dopo un missile di Edwards, Mannion va a segnare in entrata e poi manda a segnare Booker. Il vantaggio massimo esplode a quota 16 sul 38-22. Poi Derrick Alston si carica Bologna sulle spalle sorretto dal lavoro interno di Diouf e Diarra. La prima tripla di Alston ricuce a meno 10, la seconda a meno sette. L’Olimpia respira su un’altra tripla di LeDay. Il margine viene però ridotto a quattro punti su un’altra prodezza di Alston (10 punti nel terzo periodo). Dal time-out di Coach Poeta, Milano rientra con due triple, Guduric e LeDay. Poi finisce avanti di otto, 57-49 con quella di Ellis.
IL SECONDO TEMPO – L’Olimpia torna dallo spogliatoio intenzionata a chiuderla subito. Un floater di Nebo, una tripla di Guduric e un’entrata di Shields fabbricano il 7-0 che determina il più 15 immediato. Bologna risponde con Vildoza, ma due canestri di Ellis, uno dalla media e un altro dall’arco scavano il più. Coach Ivanovic ferma la partita. Al rientro un alley-oop di Ellis per Nebo ripristina il vantaggio massimo di 16 punti. E’ il momento in cui Nebo commette il terzo fallo e Bologna ne approfitta con un 6-0 certificato dalla tripla di Hackett in transizione. Coach Poeta chiama il primo time-out della ripresa e Brooks lo premia con la tripla del 79-66 alla fine del terzo quarto. Brooks segna altre due volte all’inizio del quarto periodo. Mannion aggiunge un jumper e dopo una palla rubata da Brooks che manda a schiacciare Booker significa più 21. E’ il nuovo massimo vantaggio. La Virtus prova a reagire con Ferrari e Niang, poi due missili di Morgan e Smailagic la riportano a meno 13. Ma la gara è al sicuro. L’Olimpia la chiude 103-87.
Così Coach Peppe Poeta ha commentato la vittoria su Bologna: “Sono contento perché alla quarta partita in sette giorni non era facile giocare con tutta questa energia. Invece l’abbiamo fatto, abbiamo avuto 26 assist, prova che abbiamo condiviso la palla e costruito i tiri giusti, coinvolgendo tutti i giocatori in campo. Quando abbiano costruito vantaggi importanti abbiamo continuato a giocare, aspetto sul quale sappiamo di dover migliorare. Siamo al 50% di vittorie, al momento non è abbastanza, ma ci proveremo fino alla fine. Avevo bisogno di gambe fresche per questo oggi ho utilizzato Mannion. Lui è sempre pronto, sa che quando abbiamo bisogno di lui può andare in campo senza freni, giocando da Mannion, con tanti pick and roll. L’ha fatto bene. Oggi proprio per una questione di equilibri abbiamo messo Guduric in quintetto per avere Bolmaro nel secondo quintetto assieme a Brooks e Mannion. Marko da playmaker ha vinto la Coppa Italia e lo scorso anno giocando con Baldwin e Hall ha vinto l’EuroLeague. La sua intelligenza, le sue scelte sono quelle che spesso ci hanno permesso di vincere le partite. Oggi abbiamo percorso una strada differente. Dipende dalle situazioni. Anche Ellis ha giocato molto: quando lui segna da tre la nostra vita cambia. La sua è una stagione individualmente strepitosa, ma resta un ragazzo di 22 anni che sta prendendo confidenza con questo livello e lo farà sempre meglio”.
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