Parte da Beverly Hills e arriva in Sicilia passando dall’Australia, Europa, Dubai, Singapore e Tokyo, fino alla Lombardia e alla Sicilia il ‘movimento’ ‘I G0 Italian’, progetto della Fondazione Made in Sicily ETS per valorizzare e contribuire a promuovere il mondo della gastronomia italiana che l’UNESCO ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità.
Ieri a Milano sono state consegnate ufficialmente le targhe ai primi imprenditori iscritti, arrivati per l’occasione nella città della Madonnina: Cav. Vincenzo Andronaco fondatore 43 anni fa e titolare di Andronaco Grande Mercato, da Amburgo, Fabio Cappellano, Qualitalia, da Amsterdam; Peppe Cappellano, Osteria Sala Federico, da Rotterdam; Manuel Maslah, La Piccola Cantina, da Berlino; Santo Manetta, Ristorante Al Sorriso, da Bergamo; Rosolino e Floriana Palazzolo, L’Orto di Rosolino, da Terrasini (PA); Salvatore Bilello, Macelleria Bilello, da Camporeale (PA) e Ignazio Sparacello, Macelleria Sparacello, sempre da Palermo. Antonio Cottone, Kurtisìa Restaurant, Santa Venerina (CT).
Ha disdetto all’ultimo per motivi di salute il primo in assoluto ad aver aderito all’iniziativa, una vera star della nostra cucina negli USA, Celestino Drago, che fece scoprire le nostre ricette tipiche ai divi del cinema di Los Angeles e oggi è a capo di un impero di italianità (ristorante Drago Centro e Il Pastaio, a Beverly Hills).
Gremita di giornalisti e operatori del settore, la Sala Falck di Assolombarda dove si è svolta la cerimonia guidata dai vertici della Fondazione Made in Sicily, Giovanni Callea e Davide Morici. Tra gli altri, in platea, Maurizio Ferraroni presidente di Associazione Industriali Cremona e titolare dell’omonimo Gruppo di cui fa parte un salumificio: l’imprenditore si è congratulato in particolare con il Cav. Andronaco che permette a tanti produttori italiani di avvantaggiarsi del mercato tedesco, sempre più appassionato delle tradizioni italiane in tavola e attento alla qualità.
Nato a dicembre 2025, il progetto I G0 Italian, ha ricevuto da subito un centinaio di adesioni e ogni giorno se ne aggiungono altre (ieri da Parigi, Ignazio Messina, di Les Amis des Messina), sia perché, come è emerso dalle varie testimonianze, risponde concretamente a un bisogno di riconoscimento di queste attività che ‘raccontano e tengono vivo’ il mito del Made in Italy ancora protagonista nel mondo, sia grazie ai contatti internazionali di Callea e Morici, già operatori culturali non solo nel food.
“A differenza di un sistema di certificazione basato su criteri oggettivi o commerciali, I G0 Italian è nato per mettere in rete chi già opera nell’ambito della cucina italiana secondo i principi UNESCO -, hanno spiegato Callea e Morici -. Non si impongono parametri rigidi, ma si identificano sensibilità, pratiche e narrazioni. Il riconoscimento UNESCO infatti non celebra un semplice complesso di ricette: considera un patrimonio culturale immateriale fatto di saperi, rituali, convivialità e tradizioni che uniscono le persone, il rapporto profondo con il cibo come elemento di comunità. In questo contesto, I G0 Italian si pone come piattaforma per custodire questi significati mettendo le persone e le storie al centro. E’ dunque un progetto che guarda al futuro con una ritrovata consapevolezza delle radici. L’ingresso nella rete non è automatico né aperto a tutti: si accede tramite presentazione o invito e con l’approvazione di un Comitato Direttivo, che garantisce la qualità delle adesioni e la coerenza con i principi condivisi. Si fonda quindi sulla disponibilità dei partecipanti a mettere in gioco la propria reputazione. Oggi la rete conta oltre 50 aderenti con presenze in città simboliche come Chicago, Los Angeles, San Francisco, Boston, Seattle, Melbourne, Ibiza, Londra, Amsterdam, Rotterdam, Parigi, Amburgo, Berlino, Dubai, Tokyo. Più di 1.000 persone coinvolte tra chef, ristoratori, produttori interconnessi. Questa dimensione globale testimonia l’orgoglio di essere italiani dei nostri emigrati di successo spesso non abbastanza supportati nella comunicazione dalle nostre istituzioni e contemporaneamente l’interesse crescente ad alimentare l’immaginario legato all’Italia e a ciò che è italiano, ancora forte da un continente all’altro. C’è una ‘Italia’ immensa all’estero– ha sottolineato ancora Callea –, che ha cambiato i luoghi e le abitudini dei territori dove è presente e i partecipanti alla rete I G0 Italian la vogliono raccontare e testimoniare”.
SINTESI DELLE TESTIMONIANZE
Cav. Vincenzo Andronaco, fondatore 43 anni fa e titolare di Andronaco Grande Mercato, catena di supermercati con ristorazione, che proponeesclusivamente 9000 prodotti italiani di qualità in Germania, con 800 dipendenti, 50mila mq di location, 1950 etichette di vino da tutte le regioni italiane e attenzione a offrire una scelta per ogni portafoglio: “Sono arrivato in Germania a 18 anni con il desidero di dimostrare qualcosa. Sono orgoglioso di essere italiano, in questi anni abbiamo esportato il nostro palato ed educato alla cucina e allaalimentazione nello stile italiano i tedeschi, che oggi sono sempre più competenti cercano e vogliono la migliore qualità italiana. Diamo un’importante opportunità di vendita a tante realtà produttive italiane piccole e familiari, che altrimenti non avrebbero sbocchi. Finalmente questo valore ci viene riconosciuto!”.
Fabio Cappellano, titolare di Qualitalia, catena di 8 trattorie e botteghe alimentari in Olanda ha messo in evidenza il ruolo dei suoi ristoranti nelle abitudini alimentari olandesi. I suoi locali sono sempre pieni perché offrono un servizio agli olandesi, la cui cultura non prevede di cucinare a casa ogni giorno.
Peppe Cappellano, Osteria Sala Federico riferimento a Rotterdam per la cucina italiana: “Da noi il cappuccino nel pomeriggio costa 8 euro, un modo simpatico per disincentivarne l’abitudine durante i pasti: vogliamo educare al gusto italiano!”.
Manuel Maslah, La Piccola Cantina, trattoria tipica italiana a Berlino:”Offriamo ai nostri clienti l’accoglienza e l’abitudine italiana di pranzare insieme in un luogo che ti accoglie e si prende cura di te, un’esperienza lontana dalla cultura tedesca: per i nostri clienti siamo gente di famiglia”.
Santo Manetta che è proprietario del Ristorante Al Sorriso a Bergamo, membro della Federazione Bergamasca Cuochi, ha posto l’attenzione sul tema e l’importanza che le competenze vengano trasferite ai giovani e quindi della formazione, perché l’importante lavoro di disseminazione nel mondo dei nostri gastronomi possa continuare.
Rosolino e Floriana Palazzolo con L’Orto di Rosolino, a Terrasini (PA) hanno creato un’oasi di coltivazione di frutta esotica e di prodotti esclusivi innovativi come il Maracujello a base di frutto della passione che cresce in Sicilia, e il Rosso Caffè, un liquore unico al mondo, fatto a base di cascara biologica. Inoltre accolgono turisti per far vivere esperienze non solo culinarie ma anche di teatro, musica e cultura siciliane. “La cosa più bella quando ci raggiungono emigrati di seconda generazione, è che ci dicono che da noi hanno riprovato le emozioni che da bambini provavano a casa dei nonni”
Salvatore Bilello con la sua Macelleria Bilello, a Camporeale (PA) è famoso per la mortadella premiata a Modena come eccellenza: “Per me è una grande ragione di orgoglio sapere che i prodotti che io realizzo con tanta cura sono oggi presenti presso i ristoranti e punti vendita nel mondo.”
Ignazio Sparacello è titolare e gestisce con la sua famiglia la Macelleria Sparacello, avviata dal padre, sempre a Palermo, specializzata in carni certificate siciliane che esporta nel mondo: “La nostra gastronomia controlla tutta la filiera produttiva, dall’allevamento alla trasformazione: la nostra idea è di dare il meglio possibile ai nostri clienti, con un sistema che opera localmente e con una distribuzione che tramite ecommerce raggiunge tutta Italia, soprattutto con le specialità siciliane, come la salsiccia con il finocchietto”.
Kurtisìa Restaurant alle pendici dell’Etna, a Santa Venerina, è stato rappresentato da Antonio Cottone che ha raccontato della cucina focalizzata su pesce, con un progetto di apertura di nuovi locali sul territorio nazionale.
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.























































