Negli ultimi mesi un saggio dal titolo “Something Big Is Happening”,
firmato dall’imprenditore tecnologico Matt Shumer, ha acceso il
dibattito globale sull’intelligenza artificiale, totalizzando milioni
di visualizzazioni online. Il testo parte da una constatazione netta:
l’AI non è più una tecnologia sperimentale confinata ai laboratori, ma
una forza trasformativa che sta entrando con rapidità in ogni settore
produttivo e professionale.
Secondo Shumer, i nuovi modelli linguistici stanno mostrando capacità
che fino a pochi anni fa sembravano impensabili: analisi complesse,
scrittura articolata, supporto decisionale, programmazione software.
Non si tratta solo di automazione, ma di strumenti che iniziano ad
avvicinarsi a forme di ragionamento strutturato e assistenza cognitiva
avanzata. L’autore invita imprenditori, manager e professionisti a non
sottovalutare questo passaggio storico: ignorare l’AI oggi significa
rischiare di restare indietro in modo irreversibile.
Il cuore del saggio è un appello all’azione. Shumer sostiene che
l’unico modo per comprendere davvero la portata dell’intelligenza
artificiale è sperimentarla direttamente nel proprio lavoro
quotidiano: scrivere, analizzare dati, creare presentazioni,
sviluppare codice, pianificare strategie. L’AI, secondo questa
visione, non sostituisce semplicemente le persone, ma amplifica la
produttività di chi impara a usarla con metodo.
Il messaggio è chiaro: stiamo assistendo a un cambiamento strutturale
paragonabile all’avvento di Internet o degli smartphone. La
differenza, però, è la velocità. L’adozione sta avvenendo in mesi, non
in anni. Ed è proprio questa accelerazione a rendere il momento
storico particolarmente delicato e strategico per imprese,
professionisti e istituzioni.
a cura di Laura Ruzzante
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