Libreria Hoepli, Sala: seguo con preoccupazione la vicenda

Da settimane, nel mondo dell’editoria e non solo, cresce la preoccupazione per il futuro della Hoepli, storica libreria e casa editrice milanese fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli. Un marchio che da oltre un secolo e mezzo accompagna la crescita culturale del Paese e che oggi coinvolge 89 dipendenti, divisi tra libreria e casa editrice.

La crisi è esplosa dopo un’anticipazione del Fatto Quotidiano e ha portato alla convocazione di un’assemblea straordinaria degli azionisti, chiamata a discutere perfino la possibilità di una liquidazione volontaria della società.

Secondo il Corriere Milano, il futuro della Hoepli è tutt’altro che definito. Sul tavolo ci sono diverse ipotesi:

  • spezzatino societario, con l’interesse di un fondo estero legato al gruppo Pearson per la parte scolastica
  • cessione di singoli rami d’azienda
  • liquidazione volontaria dell’intera società

Una prospettiva che ha allarmato il mondo culturale milanese, consapevole del valore simbolico e storico della libreria di via Hoepli.

A complicare ulteriormente la situazione è la spaccatura interna alla famiglia Hoepli.

Da una parte: Giovanni, Matteo e Barbara Hoepli, eredi di Ulrico Carlo e operativi in azienda con le fiduciarie Sef (49%) e Finedit (13%)

Dall’altra: Giovanni Nava, cugino, non operativo in azienda salito al 33% delle quote grazie a una recente sentenza e potenzialmente destinato alla maggioranza, con una causa ancora aperta

Le divergenze tra i due rami familiari sono emerse chiaramente nelle ultime settimane e hanno reso necessario un confronto formale davanti al notaio.

A infiammare ulteriormente il clima è stata l’intervista rilasciata da Giovanni Nava al Corriere della Sera, in cui ha dichiarato:

“Non esco, ho rifiutato dieci milioni di euro offerti dai miei cugini.”

La risposta dell’azienda non si è fatta attendere: Hoepli ha definito le sue affermazioni “denigratorie e contrarie alla realtà”, ricordando che Nava non ha mai ricoperto ruoli operativi e non può divulgare informazioni aziendali.

Alla vigilia dell’assemblea è intervenuto anche Luca Stanzione, segretario della Camera del Lavoro, che ha dichiarato a Repubblica Milano:

“Non siamo di fronte a una crisi aziendale, ma a una lotta intestina della proprietà. Chiediamo tempo per valutare soluzioni alternative, vista l’importanza del marchio e della libreria Hoepli nella città dell’editoria.”

Un appello che riflette il crescente disagio tra i lavoratori, raccontato anche da diverse testate svizzere.

Nel frattempo, una petizione su Change.org intitolata “Proteggere la storica libreria Hoepli di Milano” ha superato le 12.000 firme.

Il testo sottolinea il valore culturale della libreria:

“Hoepli è più di una semplice libreria: è un luogo di cultura e conoscenza… un pezzo vitale della storia e dell’anima di Milano.”

I promotori chiedono al Comune di concedere lo status di “bottega storica”, un riconoscimento che potrebbe facilitare forme di tutela e sostegno.

Le difficoltà non sono nate oggi. Già lo scorso anno Hoepli aveva avviato una riduzione del personale, dopo la vendita del magazzino di via Mameli e il trasferimento di oltre 90.000 volumi a Grassobbio (Bergamo). Molti magazzinieri hanno lasciato l’azienda tramite accordi di uscita volontaria.

La Hoepli è stata tra le prime case editrici italiane a importare il modello dei manuali tecnici inglesi e tedeschi, diventando un riferimento per generazioni di ingegneri, architetti, medici e professionisti.

Il celebre Manuale dell’ingegnere di Giuseppe Colombo (1877) è solo uno dei titoli che hanno segnato la storia del marchio.

La libreria, dal 1958 ospitata nell’edificio progettato da Figini e Pollini, è uno dei luoghi simbolo della Milano culturale.

Il futuro della Hoepli dipende ora dalle decisioni della famiglia e dalla capacità di trovare una soluzione condivisa.

Il rischio, altrimenti, è che un patrimonio culturale unico venga frammentato o disperso.

“Sto seguendo con grande apprensione le notizie sul futuro della storica casa editrice e della libreria Hoepli, che considero un patrimonio storico culturale della nostra Milano.
Ho saputo che domani il Cda probabilmente dovrà esprimersi in merito alla liquidazione dell’attività. Mi auguro che il senso di responsabilità nei confronti in primis dei dipendenti della libreria, ma anche di tutte le lettrici e i lettori affezionati prevalga sui dissapori in seno alla famiglia e sulla crisi delle librerie indipendenti a cui stiamo assistendo già da qualche anno in tutto il mondo. I luoghi della cultura sono da sempre la vera infrastruttura di una città”.

Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.


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