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Decreto cortei, stretta su violenze e minori: 500 militari in più a Milano

Il Consiglio dei ministri ha approvato nuove misure dopo gli scontri delle ultime settimane. Previsti un nuovo reato per la partecipazione violenta alle manifestazioni, il fermo preventivo anche per i minorenni e maggiori responsabilità per i danni.

 «Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no». Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato il decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, dopo i violenti scontri registrati nelle piazze italiane e i disordini nel centro di Milano. Il provvedimento interviene sulle manifestazioni pubbliche, sulla criminalità minorile e sulle misure di ordine pubblico.

Per Milano è previsto l’invio di 500 militari aggiuntivi, che resteranno in città fino al 31 dicembre 2026. Il decreto introduce inoltre il reato di partecipazione violenta a una manifestazione e amplia la possibilità di fermare preventivamente persone ritenute pericolose, compresi i minorenni.

Partecipazione violenta alle manifestazioni: le pene previste

Il nuovo reato riguarda la partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche da parte di gruppi organizzati. Secondo il testo illustrato dopo il Consiglio dei ministri, la pena prevista è la reclusione da due a cinque anni e una multa da 10mila a 20mila euro. Le pene possono aumentare se i partecipanti agiscono travisati o se le condotte colpiscono infrastrutture e servizi pubblici.

Il decreto interviene anche sulle aggravanti per devastazione e saccheggio e per gli attentati a impianti di pubblica utilità. Il testo prevede inoltre sanzioni amministrative fino a 2.000 euro in caso di danneggiamenti durante i cortei e la responsabilità dei genitori per i danni causati dai figli minorenni.

Fermo preventivo e imputabilità dei minori

Tra le novità c’è l’estensione ai minorenni della possibilità di fermo preventivo, nei casi previsti dal provvedimento. Per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni, il decreto introduce inoltre una presunzione relativa della capacità di intendere e di volere: tale capacità si considera presente, salvo prova contraria.

Il testo prevede anche l’estensione delle misure cautelari nei casi di violenza organizzata durante le manifestazioni e di danneggiamento commesso da gruppi organizzati.

Meloni: «Le violenze vanno condannate senza ambiguità»

La premier ha richiamato i ferimenti tra le forze dell’ordine e i danni alle attività commerciali, citando la stima di Confcommercio secondo cui i danni registrati a Milano ammontano a circa un milione di euro. Meloni ha chiesto alle forze politiche di condannare le violenze «senza ambiguità» e ha distinto il diritto di protesta dagli atti di devastazione.

Nel corso dell’iter preparatorio, non è stata inserita la norma che avrebbe attribuito funzioni di polizia giudiziaria ai militari impiegati nei servizi di ordine pubblico. Secondo le ricostruzioni circolate dopo il Consiglio dei ministri, sul punto erano state espresse perplessità dal Quirinale.

Il decreto e il ruolo del Parlamento

Il decreto è stato approvato dal governo il 20 ottobre e introduce nuove misure per la gestione dell’ordine pubblico e il contrasto alla violenza durante le manifestazioni. Come previsto per i decreti-legge, il provvedimento dovrà essere sottoposto all’esame del Parlamento per la conversione

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