Il candidato sindaco condanna le violenze e chiede di distinguere chi partecipa pacificamente alle proteste da chi commette reati. Al Governo l’appello a offrire risposte concrete.
«La guerriglia non può avere mai giustificazioni». È la posizione espressa da Calabresi, candidato sindaco, dopo gli episodi di violenza e saccheggio avvenuti a Milano. Nel suo intervento, la condanna dei disordini si accompagna alla richiesta di non confondere gli autori degli scontri con i giovani che manifestano pacificamente.
Per Calabresi, la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole sono condizioni imprescindibili. Gli episodi di violenza sono «intollerabili», afferma, e le motivazioni di una protesta non possono attenuare la gravità di comportamenti che mettono a rischio le persone e la città.
«Un tragico errore» confondere protesta e violenza
Il candidato sottolinea la necessità di distinguere tra chi prende parte ai disordini e chi esprime il proprio dissenso senza ricorrere alla violenza. «Le violenze non hanno nulla a che vedere con le richieste pacifiche e legittime di tanti giovani», dichiara, definendo un «tragico errore» assimilare le due realtà.
La condanna della guerriglia, nella posizione di Calabresi, non deve quindi trasformarsi in una condanna indistinta di chi scende in piazza. Garantire l’ordine pubblico e accertare le responsabilità, sostiene, deve procedere insieme alla capacità di ascoltare le domande avanzate pacificamente.
L’appello al Governo: «Risposte, non ironie»
Calabresi rivolge infine un appello al Governo, chiedendo di affrontare le rivendicazioni dei giovani nel merito e senza ironie. Nelle dichiarazioni non indica specifici provvedimenti, ma richiama la responsabilità delle istituzioni su due fronti: tutelare la sicurezza dei cittadini e mantenere aperto il confronto con chi protesta senza violenza.





















































