Le scuole cattoliche ambrosiane pregano per la pace

Letture, canti e testimonianze, uniti in preghiera per la pace. Venerdì 27 febbraio, all’Arena Civica di Milano (viale G. Byron 2), quasi settemila studenti provenienti da circa 40 scuole cattoliche milanesi e dell’hinterland, dalle 10 alle 12, parteciperanno all’incontro “Il Signore è pace”, insieme all’Arcivescovo Mario Delpini.

Promossa dal Servizio per la pastorale scolastica della Diocesi, la mattinata sarà articolata in tre momenti, ognuno dei quali introdotto dalla lettura di un testo da parte di un attore teatrale e seguito da un tempo di riflessione, preghiera e canto accompagnato dal coro Elikya, un ensemble composto da 50 coristi di 16 nazionalità differenti, diretto da Raymond Bahati e caratterizzato dall’intreccio di diverse forme artistiche.

 

Il percorso prenderà avvio con la prima riflessione, dal titolo “Lo sguardo sull’altro”, introdotta da un estratto di “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Il secondo momento, “Saper restare umani”, prevede la lettura di un passaggio de “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern. A conclusione sarà letto un oracolo dal Libro del profeta Isaia (11,1-9) che offre una visione di pace: “Il lupo insieme all’agnello” diventa emblema di un mondo senza violenza in cui il Signore è “Principe di pace”.

 

L’incontro darà spazio anche a tre testimoni di pace. Interverranno suor Azezet Habtezghi Kidane, religiosa nata in Eritrea che ha operato in zone di guerra, tra cui il Sudan e la Terrasanta, e due giovani dell’associazione Rondine – Cittadella della Pace, organizzazione impegnata in progetti di dialogo, solidarietà e amicizia tra i popoli.

Le riflessioni conclusive saranno affidate all’Arcivescovo.

«Le drammatiche notizie e le immagini provenienti da Gaza, dall’Ucraina e da altri luoghi del mondo, insieme alle manifestazioni che hanno attraversato anche la città di Milano – spiega don Fabio Landi, responsabile del Servizio per la pastorale scolastica della Diocesi – hanno spinto diverse scuole cattoliche a interrogarsi sul proprio ruolo e sull’atteggiamento da assumere di fronte a quanto stava accadendo. È maturata così l’esigenza di non schierarsi per una parte o per l’altra, ma di assumere una posizione chiara e decisa a favore della pace».

Prima dell’incontro ogni studente riceverà un foglietto con il nome di un Paese segnato dalla guerra, come invito personale a ricordarlo e a pregare per la pace.


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