È stata rinviata al 25 febbraio la sentenza nel processo di Moussa Sangare, per l’omicidio pluriaggravato di Sharon Verzeni. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Bergamo, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrascì, dopo che il nuovo legale del 31enne, Tiziana Bacicca, nominata a istruttoria già chiusa e a meno di una settimana dall’ultima udienza, ha depositato istanza dei termini a difesa. Il pm Emanuele Marchisio, che ha chiesto l’ergastolo per Sangare, non si è opposto.
“Certamente ci sono dei punti che non tornano a favore” di Moussa Sangare nell’inchiesta sull’omicidio di Sharon Verzeni.
A sostenerlo, al termine dell’udienza davanti alla Corte d’Assise di Bergamo in cui è stato deciso in rinvio della sentenza al 25 febbraio, è stato il nuovo legale del 31enne, Tiziana Bacicca, che ha assunto l’incarico meno di una settimana fa. Un lasso di tempo così breve da non permetterle di studiare il corposo fascicolo sull’omicidio della 33enne, uccisa a coltellate in strada a Terno d’Isola la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024. Da qui la richiesta, accolta dalla Corte, di un rinvio dell’ultima udienza.
“È un termine che la legge concede a garanzia del diritto di difesa”, ha sottolineato il difensore, che nell’udienza del 25 febbraio potrà “contro-replicare, se ci saranno delle repliche” del pm Emanuele Marchisio e “non escluso di depositare anche una memoria difensiva”.
“Credo che la nomina di un nuovo avvocato non cambi la sostanza dei fatti: Moussa Sangare è e resta l’assassino di Sharon Verzeni. E l’ha uccisa con premeditazione e per motivi futili”. Lo ha detto l’avvocato Luigi Scudieri, legale della famiglia Verzeni e del compagno della vittima, Sergio Ruocco.
“L’imputato ha esercitato una sua facoltà, così come ha esercitato le altre facoltà di rispondere all’esame e di rendere dichiarazioni spontanee”, ha commentato Scudieri. I parenti e il compagno della 33enne uccisa a Terno d’Isola la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 oggi in aula non erano presenti.
“Sapevamo che era molto probabilmente un rinvio, non c’è nessun motivo diverso che ne giustifichi l’assenza”, ha spiegato l’avvocato. A chi gli chiedeva se il rinvio al mese prossimo della sentenza allungherà la sofferenza dei suoi assistiti, il legale ha risposto: “Sergio Ruocco e la famiglia Verzeni combattono tutti i giorni con il dolore per aver perso Sharon per mano dell’imputato, quindi un rinvio di un mese non cambia assolutamente nulla”.
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