Un senzatetto è stato trovato morto nel pomeriggio di giovedì 12 febbraio in via della Pecetta, sotto il cavalcavia Adriano Bacula, a Milano. La vittima, un 43enne originario del Marocco, era deceduta da alcuni giorni quando un passante ha notato il corpo, già in stato di decomposizione.
Secondo le prime valutazioni non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. L’ipotesi più accreditata è quella di un decesso per cause naturali, aggravate dalle durissime condizioni di vita all’aperto e dalle basse temperature che stanno caratterizzando queste settimane in città.
Con quest’ultimo episodio salgono a sette le persone senza fissa dimora morte in strada a Milano dall’inizio del 2026. Tutti gli uomini deceduti erano spesso conosciuti dai servizi sanitari urbani e, in diversi casi, avevano rifiutato il ricovero nei dormitori o nei centri di accoglienza messi a disposizione dal Comune, scegliendo di restare all’aperto.
Un fenomeno che preoccupa la città
Negli ultimi giorni si erano già registrati altri decessi di persone senza dimora, quattro solo all’inizio di febbraio. I corpi erano stati rinvenuti in diverse zone della città, tra cui piazza Luigi di Savoia, via Padova, viale Cassala e sotto tettoie di fortuna.
In alcuni casi le autorità hanno collegato le morti alle rigide temperature dell’inverno milanese, con il freddo che rappresenta un pericolo concreto per chi vive senza riparo stabile. La combinazione tra esposizione prolungata alle intemperie, condizioni di salute precarie e marginalità sociale aumenta in modo significativo il rischio di esiti fatali.
L’allarme delle associazioni
La sequenza ravvicinata di decessi ha riacceso l’allarme tra le organizzazioni che operano sul territorio a sostegno delle persone senza dimora. Realtà di volontariato come i City Angels sottolineano come il problema non riguardi esclusivamente la disponibilità di posti letto, ma anche la difficoltà di convincere alcune persone ad accettare un ricovero, spesso per esperienze personali negative o per sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Secondo l’Osservatorio della Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora, negli ultimi anni in Italia si sono registrate centinaia di morti tra le persone senza fissa dimora, molte legate alle condizioni climatiche avverse, alla precarietà sanitaria e alla povertà cronica.
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