Lavoratore spiato con telecamere e picchiato, sospeso barbiere

Lo avrebbe “sfruttato” pagandolo “appena 50 euro a settimana”, costretto “a dormire sul pavimento del negozio” e “malmenato quando ha provato a ribellarsi”.

Personale dell’Ispettorato del lavoro dell’area metropolitana di Milano (IAM) con i carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro hanno sospeso l’attività imprenditoriale di un barbiere della provincia di Milano e affidato il lavoratore extra comunitario a un ente anti tratta per permettere l’ottenimento del permesso di soggiorno per i ‘casi speciali’ di grave sfruttamento lavorativo, strumento previsto dalla legge che nel corso del 2025 ha permesso la regolarizzazione in Questura a Milano di 6 lavoratori.

La storia è emersa durante un controllo in un esercizio di barberia effettuato assieme ai mediatori culturali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. È emerso come l’uomo sarebbe stato costretto a dormire per terra perché senza alloggio, munito soltanto di una coperta, che il suo aguzzino, che non è nemmeno il titolare del negozio, avrebbe utilizzato telecamere per controllarlo in “maniera invasiva”.

Il lavoratore ha inoltre affermato di essere stato malmenato in più di un’occasione quando ha provato a ribellarsi e sottrarsi allo sfruttamento.


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