Milano piange la scomparsa di Carlo Monguzzi, figura storica dell’ambientalismo cittadino e protagonista della politica milanese per oltre trent’anni. Ex assessore regionale, consigliere comunale di lungo corso, voce spesso critica ma sempre coerente, Monguzzi si è spento a causa di una malattia fulminea che non gli ha lasciato scampo.
Il sindaco Giuseppe Sala ha affidato a una nota carica di emozione il suo saluto all’amico e avversario politico. Un rapporto complesso, fatto di confronti accesi ma anche di una stima personale mai venuta meno.
«Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore», scrive Sala. «Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare».
Un dettaglio racconta bene la confidenza tra i due: Monguzzi era l’unico, tra i banchi di Palazzo Marino, a chiamare il sindaco semplicemente “Beppe”. Un’abitudine nata da un rapporto umano solido, che si era rafforzato anche in occasione del matrimonio di Sala, celebrato proprio da Monguzzi.
Il primo cittadino ricorda con particolare intensità l’ultima visita di Monguzzi nel suo ufficio, pochi mesi fa: «Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati. Anche l’ultima volta che è venuto da me avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio che ricordo molto bene».
Sala racconta anche gli ultimi scambi durante la malattia, rapida e aggressiva: «Mi informava delle cure, poi non è più riuscito a farlo e ho capito». Il messaggio si chiude con un saluto semplice e affettuoso: «Riposa in pace, caro Carlo».
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