Contestazioni all’università di Bergamo per l’europarlamentare Giorgio Gori. Alcuni manifestanti pro Palestina hanno interrotto un convegno dedicato a giovani, università e lavoro ed esposto uno striscione riportante “Fuori i sionisti dalle Università”.
“Non siamo con Hamas, siamo con chiunque spara a un sionista” dice uno degli attivisti, ripreso in un video.
“La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiamato Giorgio Gori e nel corso della telefonata gli ha espresso tutta la solidarietà sua personale e della comunità dem, per il grave episodio del quale è stato oggetto e per le frasi gravi e inaccettabili che sono state pronunciate”, rende noto il Pd.
“Si sta superando ogni limite, anche a causa di un clima generale decisamente troppo tollerante con i violenti. Come è evidente, esiste un problema gigantesco e specifico di antisemitismo e di antisionismo, anche nel nostro Paese. Continuare a negarlo non aiuterà e non è la soluzione. Solidarietà e un abbraccio a Giorgio Gori”, scrive sui social la vice presidente del Parlamento Ue Pina Picierno, Pd.
“Le frasi pronunciate all’Università di Bergamo da un gruppo di contestatori – ‘siamo con chiunque spara a un sionista’ – sono gravissime e inaccettabili. Non si tratta di dissenso, ma di un esplicito incitamento alla violenza e all’odio. I diritti del popolo palestinese non si difendono legittimando chi spara, né trasformando una causa giusta in un pretesto per l’odio contro persone. L’Università deve restare un luogo di confronto libero e civile, non uno spazio in cui si normalizza la violenza”, dice in una nota è Antonio Misiani componente della segreteria Pd.
“Esprimo tutta la mia solidarietà a Giorgio Gori. É necessario che le istituzioni intervengano con fermezza per riaffermare rispetto, sicurezza e convivenza democratica. Ogni forma di odio va respinta senza ambiguità”, aggiunge.
Dura la presa di posizione dell’Università: «Tali comportamenti e parole sono in aperto contrasto con i valori fondanti dell’Università». E soprattutto la nota dell’ateneo annuncia possibili sanzioni: «Qualora venisse accertato il coinvolgimento di studenti dell’Università di Bergamo, valuteremo l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili»
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