Crans-Montana, Bertolaso: «Feriti non più in pericolo di vita»

La Lombardia conferma il modello sanitario di eccellenza

Durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata al sistema sociosanitario lombardo, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha aggiornato l’Aula sulle condizioni dei ragazzi feriti nell’incendio di Crans-Montana, ricoverati negli ospedali milanesi. «A poco più di un mese dal terribile evento possiamo dire che nessuno dei feriti è più in immediato pericolo di vita», ha dichiarato.

Dei 12 pazienti presi in carico dal sistema sanitario lombardo, quattro sono già stati dimessi. Attualmente sette pazienti sono ricoverati al Centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda e a breve anche il paziente oggi al Policlinico sarà trasferito nella stessa struttura. Bertolaso ha sottolineato come la gestione dell’emergenza abbia evidenziato ancora una volta la capacità organizzativa e professionale della sanità lombarda, confermandone il ruolo di riferimento anche a livello internazionale.

Sistema sanitario lombardo, dati e riconoscimenti

Nel suo intervento l’assessore ha ribadito che Regione Lombardia si conferma guida e punto di riferimento non solo a livello nazionale ma anche internazionale, come dimostrano i dati di AGENAS e le analisi dei principali organismi di valutazione. Un modello che, secondo Bertolaso, trova conferma proprio nella gestione tempestiva e coordinata dell’emergenza legata a Crans-Montana.

Prevenzione al centro del Piano sociosanitario

L’assessore ha richiamato l’attuazione del Piano sociosanitario regionale presentato a inizio mandato, con un’attenzione particolare alla prevenzione primaria e secondaria. Tra le iniziative citate, il progetto della «tessera a punti» e la fase sperimentale dello screening per il tumore del colon-retto che partirà a Pavia.

«È il primo intervento di questo genere realizzato in Europa – ha evidenziato – e al termine valuteremo i risultati. Intanto va riconosciuto che siamo gli unici a promuovere una prevenzione strutturata sulle principali problematiche di salute».

Medicina territoriale e medici di base

Bertolaso ha annunciato una profonda riorganizzazione della medicina del territorio, puntando sulla digitalizzazione per ridurre la burocrazia che scoraggia i professionisti e li allontana dalla professione. Su questo fronte è stata avviata un’interlocuzione con le altre Regioni e con il Ministero.

Per quanto riguarda i medici di medicina generale, l’assessore ha spiegato che la Regione non ritiene la dipendenza l’unica strada percorribile, ma propone un sistema a doppio binario che consenta ai medici di restare liberi professionisti garantendo però prestazioni nelle Case di comunità con orari coerenti con le esigenze organizzative.

Ha inoltre sottolineato la necessità di trasformare l’attuale sistema di specializzazione, oggi affidato agli enti locali, in una specializzazione universitaria a tutti gli effetti: «I medici di medicina generale non sono di serie B, ma il primo punto di riferimento dei cittadini».

Centrali UniCA 116117 e PNRR

Entro la fine dell’anno saranno operative in tutta la Lombardia le centrali UniCA 116117, che contribuiranno all’integrazione del sistema. Per quanto riguarda Case e Ospedali di comunità, la Regione rispetterà i tempi del PNRR e, secondo Bertolaso, potrebbe essere l’unica Regione in grado di garantirlo pienamente.

Liste d’attesa, Poste e CUP regionale

Sulle liste d’attesa la Lombardia applicherà un modello simile a quello adottato durante la campagna vaccinale anti-Covid: analisi puntuale delle richieste dei cittadini e indicazioni operative che gli enti dovranno eseguire. Per la gestione informatica è stata scelta Poste Italiane, già protagonista nel 2021. Anche il CUP rientra nel piano di riorganizzazione, con l’obiettivo di renderlo omogeneo su tutto il territorio regionale entro la fine dell’anno.

Personale sanitario e fabbisogni futuri

Sul fronte del personale, l’assessore ha evidenziato segnali positivi per quanto riguarda i medici in prospettiva 2030, mentre resta critica la carenza di infermieri. La Regione sta lavorando anche sul reclutamento dall’estero, con l’obiettivo di far arrivare in Lombardia 3.500 infermieri entro il 2027.

L’insieme delle misure illustrate, insieme alla risposta efficace all’emergenza di Crans-Montana, conferma secondo l’assessore Bertolaso la solidità del modello lombardo, fondato su prevenzione, rafforzamento del territorio e valorizzazione del personale sanitario.


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