Azione Contro la Fame lancia l’allarme sul rapido deterioramento della situazione umanitaria e di sicurezza nel nord-est della Siria, in particolare nel governatorato di Al-Hasakeh. Negli ultimi giorni sono stati segnalati scontri armati e bombardamenti alla periferia della città, che hanno causato anche vittime civili. Presente ad Al-Hasakeh dal 2008, dove realizza programmi WASH (ovvero acqua, servizi igienici e igiene), sicurezza alimentare, salute, nutrizione e mezzi di sussistenza, l’organizzazione ha rafforzato le proprie misure di contingenza in risposta all’evolversi della situazione.
Mercati chiusi, mobilità paralizzata e crescente paura tra la popolazione
In questo momento gli spostamenti dei civili sono fortemente limitati, con numerose aree soggette a restrizioni e chiusure. Mercati e negozi rimangono chiusi, rendendo difficoltoso l’accesso a cibo, acqua e beni essenziali. L’incertezza legata a una possibile escalation alimenta un diffuso clima di paura, in particolare tra le famiglie sfollate.
Secondo i dati raccolti dai partner umanitari, migliaia di persone sono già fuggite da Ar-Raqqa, Tabqa e dalle aree rurali verso Al-Hasakeh e Qamishli. Molte di esse trovano rifugio in strutture collettive, scuole ed edifici pubblici. La capacità di accoglienza è ormai prossima al collasso, con bisogni urgenti di acqua, cibo, coperte, kit igienici e altri beni essenziali non alimentari.
«Le famiglie arrivano con solo i vestiti che indossano, in pieno inverno, e con un accesso sempre più limitato ai servizi di base. Siamo profondamente preoccupati per le persone che subiscono violenze o che sono costrette a fuggire senza alcuna garanzia di sicurezza», afferma Suzanne Takkenberg, Direttrice regionale di Azione Contro la Fame in Siria e Libano.
Insicurezza, blackout elettrici e rischio crescente per l’accesso all’acqua potabile
Le interruzioni di corrente e il generale clima di insicurezza stanno compromettendo il funzionamento delle stazioni di pompaggio e di trattamento dell’acqua, mettendo a rischio l’accesso all’acqua potabile per oltre un milione di persone in diverse aree del nord-est del Paese.
Parallelamente, aumenta la pressione sui centri sanitari: ospedali come quello di Al-Hasakeh stanno assistendo decine di feriti e devono far fronte a gravi carenze di attrezzature mediche, forniture essenziali e servizi di trasporto sanitario.
Azione Contro la Fame si prepara a una possibile risposta umanitaria immediata
L’organizzazione ha già predisposto una serie di interventi, pronti a essere attivati non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Tra questi figurano la distribuzione di acqua di emergenza nei rifugi collettivi attraverso fornitori locali; il rafforzamento delle capacità nei settori acqua, servizi igienici e igiene, salute, nutrizione e sicurezza alimentare, in coordinamento con gli altri attori umanitari presenti sul territorio; la distribuzione di cibo pronto al consumo per le famiglie impossibilitate a cucinare e la distribuzione di beni essenziali non alimentari, quali coperte, indumenti invernali e kit igienici.
«La nostra priorità è duplice: garantire la sicurezza del personale ed essere pronti a intervenire in modo rapido ed efficace non appena la situazione lo consentirà», conclude Takkenberg.
Appello urgente per la protezione dei civili e l’accesso umanitario
Azione Contro la Fame sottolinea la necessità di:
- proteggere la popolazione civile e le infrastrutture essenziali, in particolare mercati, rifugi collettivi, centri sanitari e sistemi idrici;
- garantire un accesso umanitario agli aiuti sicuro, rapido e senza ostacoli per la valutazione dei bisogni e la fornitura di aiuti vitali;
- facilitare l’arrivo di fondi flessibili per adattare la risposta a un contesto altamente volatile;
- rafforzare il coordinamento umanitario e l’assistenza alle persone sfollate, soprattutto durante l’inverno.
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