«Non è accettabile sostenere che i giudici non siano sufficientemente terzi e imparziali perché appiattiti sulle richieste del pubblico ministero. Se ciò fosse vero, saremmo davanti a una grave emergenza per lo Stato di diritto. Ma questa presunta criticità non è stata mai rilevata da alcun organismo internazionale». Con queste parole il presidente della Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Ondei, ha aperto il suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un passaggio accolto con un applauso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, presente in aula.
«La realtà – ha aggiunto Ondei – è che la magistratura italiana è un ordine dello Stato sano».
La riforma della giustizia: “Non ridurrà i tempi dei processi”
Nel cuore del suo discorso, Ondei ha affrontato il tema della riforma della giustizia, sottolineando come essa non avrà effetti sui tempi dei procedimenti, già tra i più lunghi in Europa.
Secondo i dati della Relazione sull’amministrazione della giustizia del distretto di Milano:
- chi vuole separarsi o divorziare «dovrà ancora attendere anni»;
- un imprenditore che intende recuperare un credito «continuerà a scontrarsi con tempi incompatibili con le esigenze economiche»;
- una vittima di reato resterà esposta al rischio che il procedimento «si prescriva o diventi improcedibile».
Le cause della lentezza: costo della vita e carenze di organico
Pur registrando performance migliori della media nazionale, il distretto di Milano soffre criticità strutturali. Ondei individua due fattori principali:
- il costo della vita in Lombardia, che scoraggia l’arrivo di magistrati e personale amministrativo;
- vuoti di organico molto gravi.
Nei nove Tribunali del distretto (Milano, Pavia, Varese, Lodi, Busto Arsizio, Monza, Sondrio, Lecco e Como) la scopertura media è del 40%, con punte del 53% a Sondrio e del 67% negli uffici del Giudice di Pace.
Femminicidi in aumento: “Fallimento della società”
Ondei ha poi richiamato l’attenzione sul dato dei femminicidi, saliti a 13 casi nell’ultimo anno nel distretto milanese, «in rilevante aumento» rispetto al precedente.
«La violenza sulle donne è un fallimento della nostra società nel suo insieme», ha affermato, sottolineando come il Paese non sia ancora riuscito ad accettare una «concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia».
“Media‑evo della giustizia penale”: la critica alla spettacolarizzazione
Un passaggio particolarmente incisivo del discorso ha riguardato la rappresentazione mediatica dei processi. Ondei ha parlato di “morbosità massmediatica” e di un vero e proprio “media‑evo della giustizia penale”.
Secondo il presidente, la televisione e alcuni format narrativi costruiscono una «celebrazione parallela» dei procedimenti, affidata a «sacerdoti della verità quotidiana». Un fenomeno che – ha ricordato – si è riproposto anche quest’anno nei casi di Garlasco, Senago e Alessia Pifferi, contribuendo a una «massima spettacolarizzazione» della giustizia e a un «approccio culturale distorcente».
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