Probabilmente una delle partite più emozionanti dell’intero campionato: continui ribaltamenti, accelerazioni improvvise e un finale da brividi. Al Sinigaglia l’Inter vince 4-3 dopo una rimonta furiosa e un rigore trasformato da Da Cunha nei minuti conclusivi. Il Como cade e scivola a -2 dalla Juventus, mentre i nerazzurri volano a +9 sul Napoli. E ora, davvero, si sente profumo di Scudetto.
Il Como parte con un’intensità feroce: pressing alto, linee strette e ripartenze immediate che mandano in difficoltà l’Inter. La retroguardia nerazzurra – Bastoni, Akanji, Acerbi – regge l’urto, ma la squadra di Chivu fatica a trovare sbocchi, nonostante qualche fiammata di Dimarco sulla sinistra.
La gara si accende alla mezz’ora. Dumfries salva due volte su Douvikas e Valle, ma al 36’ il muro crolla: conclusione di Nico Paz, respinta corta di Sommer e tap-in di Valle per l’1-0. Passano pochi minuti e arriva anche il raddoppio: lancio perfetto di Butez, controllo di Nico Paz e sinistro vincente per il 2-0.
Il Como sembra in totale controllo, ma nel recupero un calo di concentrazione riapre la partita: Barella inventa, Thuram anticipa tutti e firma il 2-1 proprio allo scadere. Un gol che cambia l’inerzia del match.
La ripresa si apre con ritmi altissimi e con l’Inter che entra in campo con un solo obiettivo: ribaltare tutto. Serve un errore per accendere la miccia, e arriva puntuale: Kempf sbaglia l’intervento, Thuram scappa in profondità e supera Butez con un pallonetto perfetto. È 2-2.
Il pareggio galvanizza i nerazzurri, che iniziano a martellare. Il sorpasso arriva su una punizione telecomandata di Calhanoglu: cross morbido, stacco imperioso di Dumfries e 3-2. L’olandese è incontenibile e il Como si scioglie: su schema da palla inattiva, torre di Akanji e ancora Dumfries firma il poker.
Il Como prova a rientrare nel finale: Nico Paz si procura un rigore trasformato da Da Cunha, ma è troppo tardi. L’Inter resiste e porta a casa una vittoria pesantissima.
L’Inter va a +9 sul Napoli, Scudetto sempre più vicino.
Il Como scivola al quinto posto, superato dalla Juventus e ora con la Roma alle calcagna.
Il mister del Como Cesc Fabregas ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo il match casalingo contro l’Inter perso per 3-4 e valido per la 32^ giornata di Serie A.
Turno più paradossale della stagione?
“Non so in che posto siamo della classifica, non lo guardo mai. Oggi la squadra ha mostrato voglia e coraggio, anche perdendo ha mostrato un bel carattere. Abbiamo fatto errori, siamo giovani e dobbiamo imparare. Oggi non mi piace parlare di tattica: il campo ha parlato da solo e anche le statistiche, quello di oggi contro l’Inter non si vedono tanto. Due anni fa con l’Inter giocavamo al massimo un’amichevole, oggi abbiamo fatto una gara del genere”.
Ci racconta l’idea di attaccare Bastoni alle spalle?
“Non lo racconto, c’è una partita tra 10 giorni. Prepariamo sempre una partita diversa, oggi i ragazzi meritano grandi elogi, perché sappiamo da dove arriviamo. la crescita è importante e per me conta il coraggio di questi ragazzi e la voglia di competere”.
La crescita è il risultato più importante della tua squadra.
“L’errore fa parte del gioco, alcune volte ti fanno crescere più velocemente. Delle volte non sbagliare ti fa pensare di essere un fenomeno. Oggi la squadra ha dato tutto: è un peccato il risultato. Già contro il Milan ho fatto l’errore di parlare di risultatismo e giochismo, oggi non lo farò. Mancano 6 partite di campionato e 1 di coppa: vedremo dove arriveremo”.
Quanto ha influito il gol preso prima dell’intervallo?
“Conta molto la parte emozionale. E’ stata una giocata di un intercambio loro e magari ci ha penalizzato, ma il mio messaggio era di continuare così. Il 2-2 all’inizio del secondo tempo è arrivato su una palla non pericolosa e dopo sulle palle inattive sono troppo forti. Hanno fatto credo 20 gol su palla inattiva. Dobbiamo capire delle cose e gestirle in modo diverso, ma competere con questa squadra era importante per il nostro percorso”.
Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo la sfida esterna sul campo dell’Inter vinta per 3-4 e valevole per la 32^ giornata di Serie A.
Cosa sta provando?
“Non era semplice, lo sapevamo. Affrontavamo una squadra che lotta per qualcosa di importante e nel primo tempo lo ha fatto vedere. Siamo andati sotto di 2 gol, abbiamo trovato un gol importante che ci ha dato fiducia e poi abbiamo cambiato atteggiamento nel secondo tempo. Abbiamo tirato fuori un po’ di carattere e alla fine, anche se non è stata semplice, ce l’abbiamo fatta”.
L’importanza del primo gol di Thuram e il grande lavoro tuo, dello staff e dei ragazzi sulle palle inattive.
“Stamattina abbiamo fatto un allenamento solo con le palle inattive, sapendo che erano occasioni importanti da sfruttare. Abbiamo dei gran battitori, importante lavorare su questi dettagli”.
E’ la vittoria del gruppo e che sa di scudetto?
“E’ una vittoria di gran maturità. A 7 giornate dalla fine, bisogna alzare le nostre ambizioni ed entrare in campo sapendo di poter allungare sulla seconda. Nel primo tempo siamo stati un po’ sorpresi dalla loro intensità, ma poi abbiamo reagito da squadra matura e che vuole essere competitiva fino in fondo”.
Cosa dice ai tifosi?
“Faccio come i miei colleghi che parlano di Champions, anche noi ci stiamo avvicinando all’obiettivo”.
Dal rientro di Dumfries, è cambiato il vostro modo di attaccare: ci racconta la sua importanza?
“Ci è mancato, senza nulla togliere al lavoro che ha fatto Luis Henrique in questi mesi. Con lui abbiamo più profondità e un’arma in più sulle palle inattive. Denzel arriva sempre a chiudere sul secondo palo e oggi l’ha datto vedere”.
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