Il Como continua a stupire e mette un mattone pesante nella corsa Champions. La squadra di Cesc Fàbregas espugna la Unipol Domus battendo il Cagliari 2-1 grazie alle reti di Baturina e Da Cunha, intervallate dal momentaneo pareggio di Sebastiano Esposito. Un successo che permette ai lariani di agganciare, almeno temporaneamente, la Roma al quarto posto.
Partenza brillante del Como, che al 14’ trova il vantaggio: in un’azione confusa nell’area sarda, Baturina è il più rapido a sfruttare un batti e ribatti e a insaccare l’1-0.
La squadra di Fàbregas gestisce bene il ritmo, mentre il Cagliari fatica a creare pericoli concreti. L’unico episodio rilevante del resto della frazione è l’infortunio di Maxi Perrone, costretto a lasciare il campo al 35’, obbligando il tecnico spagnolo al primo cambio.
Il Cagliari rientra in campo con un atteggiamento più aggressivo e al 56’ trova il pareggio: Sebastiano Esposito firma l’1-1 con un gol che gli mancava dal 29 novembre, riportando entusiasmo alla squadra di Pisacane.
Nel momento migliore dei sardi, però, arriva la giocata che decide la partita: Da Cunha si inventa un sinistro a uscire spettacolare, una vera perla che si infila imparabilmente e riporta avanti il Como.
Il Cagliari prova a reagire nel finale, ma senza riuscire a costruire l’occasione per il 2-2. La difesa lariana regge e porta a casa tre punti d’oro.
Con questa vittoria, il Como continua a sorprendere e si conferma una delle rivelazioni del campionato. Il successo permette ai lariani di agganciare la Roma al quarto posto, alimentando un sogno che a inizio stagione sembrava impensabile.
Quando avete preparato la stagione a inizio anno avevate in mente questo tipo di percorso, oggi arriva una vittoria importante in un momento molto intenso del calendario, che sensazioni le lascia questa partita anche alla luce delle critiche ricevute.
“Sinceramente quando abbiamo preparato la stagione all’inizio avevamo chiaro un certo tipo di idea e per questo questa vittoria è fondamentale, mi è piaciuto più ancora il modo in cui abbiamo vinto oggi, mi è piaciuto molto la maniera in cui la squadra ha interpretato la gara. Siamo stati criticatissimi, tutti noi, io per primo, la squadra, la società, qualche volta per come gioca la squadra o per come ha perso alcune partite, allora penso che oggi questa squadra ancora una volta ha dimostrato di essere fatta di una pasta dura, con una grandissima mentalità, che sta crescendo partita dopo partita, e per questo sono molto contento e orgoglioso dei ragazzi”.
La squadra arrivava da un ciclo di partite molto pesante, con sfide ravvicinate in campionato e in trasferta su campi complicati, quanto incide questo aspetto nella sua valutazione della gara.
“Oggi era una partita dove eravamo tutti morti, nel senso che fisicamente arriviamo da tante partite: a Napoli, contro la Fiorentina, contro il Milan fuori casa con supplementari, poi a Torino, poi devi andare a giocare contro l’Inter, contro il Lecce che si sta giocando la vita, e senza fermarti, martedì, sabato, sabato, ogni tre o quattro giorni. Per questo ripeto che questa vittoria è sicuramente quella che più soddisfatto mi ha lasciato di tutta la stagione, complicatissima e in una maniera molto diversa da quella a cui siamo abituati, e penso che oggi abbiamo fatto un passo in avanti importante”.
Cesc Fabregas a Dazn nel dopopartita.
Faccio fatica a capire, ma è un parere personale, chi possa criticare il tuo percorso, il vostro percorso, perché state facendo qualcosa di favoloso. A volte certe partite non si possono portare a casa mantenendo sempre la stessa identità, oggi forse il Como è stato meno brillante del solito ma ha giocato gli ultimi venti minuti da grande squadra. Volevo però soffermarmi su Butez: si parla tanto di te, di Nico Paz, di altri giocatori importanti, ma il portiere secondo me merita grande risalto, per le sue qualità con i piedi e per gli interventi decisivi.
“Sì, sono d’accordissimo e grazie mille per questa domanda, perché qualche volta si sottovalutano alcune scelte, perché sempre parliamo di soldi, di quanto abbiamo speso, quasi sempre con ragazzi giovani che ancora non hanno fatto niente nel calcio, non con fenomeni. Però abbiamo anche preso dei giocatori che sono costati pochissimo, tipo Smolcic, Kempf, Diego Carlos e anche Butez, che per me è un fuoriclasse. È un giocatore che da quando è arrivato qui ha imposto la sua mentalità, la sua qualità, lavora come un animale, ha una mentalità da animale, e ho sicuramente il miglior allenatore dei portieri di Spagna, uno dei migliori d’Europa, che ho portato qui quest’anno, e lui ha visto poche cose come quelle di Jean Butez nel giorno dopo giorno, nella sua voglia di imparare sempre”.
Dal tuo racconto sembra quasi il simbolo di questo percorso, un giocatore che è cresciuto tanto e che oggi è determinante in entrambe le fasi, credi che possa ambire a un ulteriore salto anche a livello di nazionali.
“Alla fine ti fa vedere che non è mai tardi per imparare, per crescere, per farti vedere che tutto è nella testa, tutto dipende da quanto lo vuoi, e lui veramente sta dimostrando di essere un leader, non solo qualitativamente, che lo vedete tutti in campo, ma anche dentro lo spogliatoio. Io sinceramente penso che adesso è pronto per fare un passo in più e andare in nazionale, perché quello che sta facendo qui se lo merita e sono convinto che può reggere quel livello”.
Preparando la partita sono emersi tanti numeri importanti del tuo Como: terzo miglior attacco, seconda miglior difesa, primo per possesso palla, primo per gol su recupero alto, secondo per gol da costruzione, secondo per gol in contropiede, primo per gol da fuori. Sono tutti dati che vi collocano stabilmente nelle prime quattro, dentro la zona Champions. Ti chiedo se il Como, alla fine, ha i valori per restare lì.
“Per il momento no, perché non ci siamo ancora e la classifica è quella che conta, però la statistica è una cosa che noi prendiamo molto in considerazione, nel senso che sappiamo che siamo dentro la strada giusta. Dopo ci sono questo tipo di partite come oggi, c’è la partita della Fiorentina in casa, che avevo già detto prima essere importantissima, ci sono le partite contro le più grandi, dove si deve competere in un’altra maniera. Oggi la squadra ancora una volta mi ha dimostrato che sta facendo dei passi in avanti”.
A Cagliari si è visto un Como diverso, meno legato al palleggio insistito e più attento a leggere il piano partita dell’avversario, quanto è stato importante adattarsi alle condizioni del campo e alle scelte del Cagliari.
“Loro volevano giocare in una certa maniera, non hanno bagnato il campo, hanno lasciato l’erba alta, volevano che tu facessi il fenomeno, che iniziassi a giocare palla dentro per poi punirti in contropiede, e noi abbiamo preparato la partita completamente all’opposto, giocando nella stessa maniera in cui volevano giocare loro. Penso che è andata molto bene, per questo sono contento di continuare a trovare la scelta giusta, l’opzione giusta per vincere le partite, anche quando gli altri vogliono portarti su un piano che non ti favorisce, riuscendo a fare male a loro nello stesso modo in cui volevano fare male a noi. Ripeto, è una crescita e mi piacerebbe dire che oggi è stata la partita più difficile della stagione per tante cose”.
Nel tuo discorso finale hai avuto parole molto positive anche per il Cagliari e per il lavoro di Fabio Pisacane, che tipo di impressione ti ha lasciato la squadra avversaria e l’ambiente dell’Unipol Domus.
“È un grande merito di Fabio Pisacane, per il lavoro che sta facendo. Si è visto un grandissimo ambiente oggi a Cagliari, una squadra che anche con alcuni giocatori che non potevano giocare ha mostrato un’identità chiara, può piacere di più, può piacere di meno, con una cosa o con un’altra, però è veramente una squadra che farà strada. Sono molto contento per lui, perché si vede la mano dell’allenatore e oggi ci ha reso la vita molto dura. Grazie mille a tutti e grazie per i complimenti”.
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