Finisce 0-0 il lunch game di Pasquetta tra Udinese e Como. Un pareggio che smuove poco le rispettive classifiche e che rispecchia l’andamento di una partita sporca, chiusa, capace di accendersi soltanto negli ultimi minuti senza però produrre il gol decisivo.
I primi 45 minuti scorrono via senza particolari emozioni. Il Como rischia poco dietro ma costruisce ancora meno davanti, mentre l’Udinese prova a rendersi pericolosa soprattutto in transizione. Ci provano Atta, Karlstrom e nel finale Kamara, ma la mira non è precisa e Butez controlla senza affanni. Le squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0, risultato che fotografa perfettamente la prima frazione.
La ripresa segue lo stesso copione, anche se il Como prova a prendere più campo. Intorno all’ora di gioco arrivano i cambi, che danno un minimo di vivacità al match. Il più pericoloso tra i nuovi ingressi è Sergi Roberto, che sfiora il vantaggio con un colpo di testa alto di poco. Poi ci prova Da Cunha dalla distanza, ma Okoye blocca senza problemi.
L’Udinese si affida soprattutto alle iniziative di Atta, spesso però ben contenuto dalla difesa meno battuta della Serie A. L’occasione più nitida arriva all’82’: Zaniolo calcia da pochi metri, ma Kempf compie un recupero prodigioso deviando in angolo.
Sul ribaltamento di fronte è Vojvoda a divorarsi il possibile 0-1 a ridosso del 90’. È l’ultimo sussulto: da lì in poi non succede più nulla.
Lo 0-0 finale è probabilmente il risultato più coerente con quanto visto in campo: equilibrio, poche occasioni e due squadre che hanno fatto troppo poco per meritare i tre punti.
Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha parlato a DAZN dopo il pareggio per 0 a 0 contro l’Udinese. Queste le parole dello spagnolo:
Quali sono state le vostre difficoltà oggi?
“Abbiamo avuto difficoltà da entrambe le parti nel trovare spazi. Una partita tattica, in cui le squadre si sono aspettate. Poi però abbiamo avuto due grandi occasioni per fare gol e questo è importante, in generale non mi è piaciuto come ha giocato la squadra in fase di possesso, con tanta gente sottotono. Loro però hanno creato poco, per noi è stata la 15esima partita senza subire gol. Ora continuiamo, qua ci hanno perso Roma, Napoli, Atalanta e Fiorentina. Alcuni Nazionali hanno fatto viaggi lunghi, io devo prendere in considerazione queste cose da allenatore. Quando ci sono queste partite è importante non perdere e non perdere gol, anche se sono il primo a dire che mi sarei aspettato di più”.
Quali aspetti del possesso non le sono piaciuti?
“Possesso, transizioni, giocare in avanti, essere verticali… Non abbiamo giocato la palla con velocità, non abbiamo fatto buone preventive e non abbiamo vinto duelli, questo contro una squadra fisica ed esperta come l’Udinese lo paghi. Non siamo andati bene né col possesso, né con le verticalizzazioni”.
Come sta Alvaro Morata?
“Sta bene, è motivato e lo si è visto da come è entrato. E’ sicuramente deluso perché voleva giocare di più, lo sarei anche io, ma dico sempre che è importante la qualità del minutaggio e non la quantità. Questo è un cambio di mentalità che devono avere tutti i giocatori del mondo, visti i 5 cambi e le tante partite che si giocano. Lui sta aiutando la squadra, ora sta tornando al livello. Mi fido di lui come di Alberto Moreno, come di Sergi Roberto. Qua siamo una famiglia, ognuno ha il proprio percorso ma per noi saranno tutti importanti per questo finale di stagione”.
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