Proteste e polemiche in Como-Atalanta. La sfida della 23esima giornata di Serie A andata in scena domenica 1 febbraio, e terminata 0-0, è stata segnata da diverse decisioni arbitrali.
La prima arriva dopo soli sette minuti di gioco. Perrone cade a terra a centrocampo dopo quello che sembra uno scontro con Ahanor.
Le immagini mostrano il giocatore dell’Atalanta colpire al volto con una manata quello del Como, in risposta alla provocazione dello stesso, e l’arbitro estrae il cartellino rosso, lasciando la Dea in dieci.
Al 98′ invece l’arbitro Pairetto assegna calcio di rigore per il Como, punendo il tocco di mano in area di Scalvini. Inizialmente il direttore di gara aveva lasciato correre, poi è stato richiamato al Var e ha cambiato la sua decisione, con i replay che mostrano come effettivamente la respinta del difensore atalantino sia con la mano e non con la testa.
A salvare Palladino ci pensa poi Carnesecchi, che respinge il rigore di Nico Paz. Terzo rigore su tre fallito per il fantasista argentino del Como.
Intervenuto ai microfoni di DAZN, l’allenatore del Como Cesc Fabregas ha così commentato il pari del Sinigaglia contro l’Atalanta.
Cosa ha detto a Nico Paz?
“Non è importante, volevo mandare un messaggio di positività a dei giovani. Non voglio ammazzare un ragazzo giovane per un rigore, non sono così. Ho sbagliato io, ha sbagliato Leo Messi, ha sbagliato John Terry. Siamo con Nico, siamo coi giovani che hanno il coraggio di fare la differenza. Il grande campione deve sempre alzare la testa quando non ha fatto bene”.
L’Atalanta in 10 le ha rovinato il piano gara?
“Sì e no. Se dico che preferisco giocare in parità numerica magari non vengo compreso, diciamo quindi soltanto che la palla oggi non è voluta entrare. Succede, è parte del calcio, in tutto questo però complimenti all’Atalanta che non c’è stata e ha fatto la sua partita. Diciamo che siamo stati sfortunati, anche perché magari Palladino dirà che hanno fatto una grande prova ma secondo me con nove parate del loro portiere non è che posso entrare io o il mio assistente a metterla dentro. 9 chiare occasioni per far gol, alziamo la testa e prepariamo la prossima”.
Quali sono le vostre ambizioni?
“Quest’anno l’obiettivo è far meglio dell’anno scorso, guardando partita dopo partita. Andremo a fare la nostra partita, col Napoli, con la Fiorentina, con il Milan e poi con la Juventus. Dovremo gestire la cosa, dovremo riposare dopo aver giocato tanto nelle scorse settimane pur non essendo abiutati. Dobbiamo continuare a guardare in avanti”.
Intervenuto ai microfoni di DAZN, il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino ha così commentato il pareggio in 10 contro 11 di Como.
Come giudica la partita?
“Carnesecchi ha parlato di fatica? Per loro è stata fisica, per me mentale (ride, ndr). Ma io sono orgoglioso dei ragazzi, di cosa hanno fatto e di cosa hanno espresso. Mi prendo il lato positivo di quanto successo oggi. Ho chiesto alla squadra di stare nella difficoltà della partita, mi è piaciuto lo spirito e il lottare assieme. Abbiamo ragionato da squadra, difendendo bene e buttando il cuore oltre l’ostacolo. Un punto guadagnato come una vittoria”.
Come mai è uscito Scamacca e CDK ha fatto la punta?
“Sono scelte che fai in pochi minuti, con l’uomo in meno devi tenere dentro alcune caratteristiche. Charles sa fare bene la prima punta perché lo fa in nazionale. Abbiamo chiuso le fasce, messo gente di gamba. A prescindere dal singolo, comunque, mi è piaciuta la squadra e mi ha fatto emozionare”.
Cosa lascia una partita del genere?
“Credo che questa partita ci dia tanto, a prescindere dal punto in sé. Sincero, avrei voluto giocarmela in undici contro undici perché volevo vincerla. Non è stato possibile, abbiamo dovuto modificare tutto e metter dentro le giuste caratteristiche. Per noi è come se fosse una vittoria, mi interessa la crescita mentale della squadra”.
Ha parlato con Ahanor? Si aspetta niente dal mercato?
“Con Ahanor ho parlato. Ciò che gli ho detto resta tra noi ma per me è un futuro campione, ha 17 anni e ha commesso una leggerezza ma era consapevole di ciò che aveva fatto. Gli dobbiamo concedere anche queste cose perché lo fanno crescere, a fine partita c’è stato un bell’applauso nello spogliatoio e tanti abbracci. Dal mercato non mi aspetto niente, stiamo a posto così”.
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