La Coppa Italia torna a casa. Per la nona volta. L’Olimpia vince la Coppa Italia superando Tortona in una finale dura perché prima l’ha dominata, anche 17 punti di vantaggio, poi l’ha dovuta soffrire perdendone il controllo, salvo rispondere con grande carattere nel quarto conclusivo, prima guidata da Armoni Brooks, l’MVP (6 su 10 da tre), poi dalla difesa maestosa di Leandro Bolmaro su Prentiss Hubb, incluse due palle rubate convertite in canestri pesantissimi, e infine con il killer Marko Guduric (18 punti con 6 su 7 dal campo) nell’85-77 finale.
La difesa, specie nel secondo tempo, ha sporcato le percentuali di tiro di Tortona, tenuta al 45.9% da due e al 32.0% da tre, brava a rimediare con grande energia a rimbalzo offensivo, nonostante la presenza (doppia doppia 14 punti e 11 rimbalzi) di Joshn Nebo. Nel finale, Coach Poeta ha scelto di rinunciare persino a Shavon Shields, devastante nelle prime due partite, perché la squadra aveva trovato il suo equilibrio con Guduric, Bolmaro e Brooks insieme. E’ stata un’altra dimostrazione di forza. Per la terza volta l’Olimpia arriva a metà stagione con due trofei, Supercoppa e Coppa Italia: era successo nel 2017 e nel 2021 ma poi è sempre sfuggito lo scudetto del “Triplete”. I ragazzi ci riproveranno quest’anno.
Intanto è la Coppa Italia numero 9, più di qualunque altra squadra, il trofeo numero 17 sotto la proprietà Armani, la quinta Coppa Italia nella quinta finale delle ultime sei stagioni.
IL PRIMO TEMPO – L’Olimpia parte forte sui due lati del campo, ferma l’attacco di Tortona e quando non ci riesce, eseguendo alla perfezione, segna con tanti uomini diversi e con la presenza interna di Josh Nebo. Il vantaggio sale subito a quota sette punti, poi Tortona trova qualche jumper dalla media di Christian Vital e resta agganciata. Quando Coach Poeta ricorre alla panchina, Armoni Brooks si presenta con due triple da giochi in isolamento e il margine esplode fino a 17 punti. Tortona va meglio con il teorico secondo quintetto, la verticalità di Biligha a rimbalzo e ovviamente Prentiss Hubb. L’Olimpia finisce il primo quarto 32-18 con un problema che sono i due falli di Guduric. Ma Tortona attacca meglio il secondo periodo, soprattutto controlla di più i rimbalzi e usa i suoi tiratori, Hubb e Vital. Il livello di energia dell’Olimpia scende, Coach Poeta usa un time-out, ma Tortona scende sotto la doppia cifra di ritardo. E continua: segnano Hubb, Vital, Gorham, ancora Vital. Le palle perse diventano contagiose e Tortona rientra a meno due in un attimo con 2:01 da giocare obbligando Coach Poeta a spendere anche il secondo time-out.. Una schiacciata a rimbalzo di Nebo rimette in ritmo l’Olimpia, Olejniczak a rimbalzo ancora risponde. Guduric con una tripla scava cinque punti e Hubb (13 nel primo tempo) prosegue il suo periodo incredibile con un altro missile. Alla fine del primo tempo è 47-45.
IL SECONDO TEMPO – L’Olimpia torna in campo nervosa, sbaglia almeno tre jumper facili dalla media. Ellis deve andare in panchina con tre falli, ma arriva anche il terzo di Guduric. Tortona si affida a Justin Gorham. Il suo gioco da tre poi rafforzato dalla seconda tripla di Strautins ribaltano la partita. Un altro missile di Gorham scava sei punti di vantaggio per Tortona, 56-50. Milano si affida a Brooks: la prima iniziativa genera una schiacciata di Nebo, la seconda è una tripla. Dopo centra due tiiri liberi e Guduric lo sostiene con un jumper dalla media che tiene l’Olimpia ad un possesso di distanza alla fine del terzo, 62-59. All’inizio del quarto, Guduric impatta con un gioco da tre punti. Poco dopo con uno step-back sempre Guduric riporta Milano avanti. Poi segna Brooks da tre, Bolmaro ruba palla e converte il più quattro. Lo fa due volte. A 5:35 dalla fine, Coach Fioretti usa un time-out mentre Tortona è sulle spalle di Hubb e l’Olimpia avanti 74-70. Al ritorno, arriva un altro missile di Brooks per il più sette con quattro minuti da giocare. La stanchezza prevale su percentuali e lucidità. Si gioca con l’energia. Guduric, rientra con quattro falli sulle spalle, e mette la tripla del più nove. Sul possesso seguente al time-out di Coach Fioretti però arriva il suo quinto fallo. Subito dopo c’è anche il quarto di Ellis. A 1:07, LeDay lavora contro il bonus ripristinando otto punti per l’Olimpia. Il floater di Nebo la chiude. 85-77.
Coach Peppe Poeta ha vinto il primo trofeo della sua carriera di allenatore: “Devo dire due grazie. Il primo alla squadra: in questi quattro giorni sono stati incredibili ma non mi riferisco solo a chi è andato in campo, mi riferisco a chi ha giocato poco, a chi non ha giocato, a chi era in tribuna, perché tutti hanno sostenuto i compagni, hanno portato il loro mattone alla causa. E mi riferisco a tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Penso a chi ha permesso a Bolmaro e Nebo di rientrare così in fretta, a tempo di record. Il secondo alla società: al Signor Dell’Orco, Michele Tacchella, Laura Tadini, le persone che mi hanno dato fiducia, come Ettore Messina: il trofeo lo dedico a loro. Complimenti anche a Tortona: ci ha messo in difficoltà, ha giocato una Final Eight di altissimo livello. Per vincere abbiamo dovuto farlo con lo spirito, con i sacrifici, rifiutandoci di perdere che è ancora più importante che voler vincere. L’abbiamo girata con la difesa. Nel secondo tempo, hanno segnato 32 punti e non gli abbiamo permesso di andare via. Poi i nostri campioni hanno segnato i canestri che servivano. Andare avanti di 17 e poi trovarsi sotto di sei è stato un colpo micidiale: non era facile rispondere ma l’abbiamo fatto”.
L’impatto di Bolmaro nel quarto quarto: “Sappiamo tutti quanto sia importante Leandro per la nostra squadra. L’ho detto tante volte, per questo dico che oggi non avremmo vinto se non ci fossero state le persone che l’hanno recuperato così in fretta da un brutto infortunio”.
Su Armoni Brooks: “Non ho fatto nulla per farlo diventare questo, tranne lasciarlo in campo. Ho una grande chimica con lui, un rapporto speciale, fiducia, fin dal primo giorno. Non ho mai pensato di non utilizzarlo. Sta anche crescendo come difensore. Ha bisogno solo di farlo con continuità”.
Su Shavon Shields: “E’ stato un Capitano fantastico anche stasera. Era stato determinante nelle prime due partite. Oggi ad un certo punto siamo andati bene quando lui era in panchina. E’ stato lui il primo a dirmi di non toccare nulla, di cavalcare i giocatori che stavano vincendo la partita. Questo è lo spirito che dobbiamo avere”.
Sul resto della stagione: “Ci godiamo la vittoria e per quanto riguarda l’EuroLeague proveremo a giocarla fino in fondo, una partita alla volta, senza mollare nulla. Le squadre davanti a noi sono fortissime, il calendario non è dei migliori, ma questa vittoria può darci fiducia quindi ci proveremo fino all’ultimo respiro”.
Adesso, l’Olimpia è la squadra con il maggior numero di Coppa Italia vinte, nove. Quella di Torino 2026 si riallaccia al primo successo ottenuto in questa competizione che risale infatti al 1972, ovviamente in un’altra arena di Torino, al Parco Ruffini. Nell’epoca Armani, si tratta della quinta Coppa Italia: in precedenza l’Olimpia l’aveva vinta nel 2016 a Milano, nel 2017 a Rimini, nel 2021 a Milano e nel 2022 a Pesaro, curiosamente contro la stessa Tortona sconfitta ieri in finale. E’ anche la quinta vittoria in epoca Final Eight, così anche il record di Treviso è stato pareggiato. Infine, le tre vittorie di Torino hanno portato il totale in Coppa Italia a quota 109 il che sopravanza le 108 della Virtus Bologna. L’Olimpia ha un record in gare di Coppa Italia di 109 vinte e 47 perse, 69.9% di successi.
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