Atalanta dominante nel primo tempo, Cremonese battuta

L’Atalanta indirizza la partita già nei primi 45 minuti e supera la Cremonese con una prestazione solida, soprattutto nella prima frazione. La squadra di Palladino parte forte e al 13’ trova il vantaggio con Krstovic, bravo a sfruttare un cross perfetto di Raspadori: controllo volante e sinistro immediato che sorprende Audero.

La Dea continua a spingere e, dopo una traversa colpita da Samardzic, raddoppia al 25’. L’azione coinvolge Samardzic, Pasalic e Zappacosta, che sterza sul sinistro e da posizione defilata batte il portiere ospite con un tiro sul palo lontano.

Nella ripresa i ritmi calano, complice anche l’impegno recente contro la Juventus. L’Atalanta gestisce, ma crea comunque diverse occasioni per chiudere il match. Al 57’ Zalewski sfiora il tris con un destro a incrociare, mentre poco dopo Krstovic spreca da buona posizione. La squadra di Palladino continua a rendersi pericolosa: Samardzic al 67’ gira troppo il mancino, Sulemana al 73’ calcia largo, e Raspadori al 76’ mette alto dopo un dribbling.

Nel finale Carnesecchi salva su Djuric con un grande intervento all’89’. In pieno recupero viene annullato un gol a Djimsiti per fuorigioco di Sulemana, ma la Cremonese trova comunque la rete della bandiera al 94’: Thorsby sfrutta un cross di Luperto e, dopo uno stop di testa, batte Carnesecchi con una girata precisa.

Una vittoria meritata per l’Atalanta, che avrebbe potuto chiudere il match con largo anticipo ma porta comunque a casa tre punti importanti.

L’allenatore bergamasco Raffaele Palladino a DAZN:

Mister, ci sono tante cose di cui andare fieri stasera. Aveva definito questa gara una “prova di maturità” e la squadra ha risposto presente, anche gestendo l’imprevisto di Samardzic titolare all’ultimo. Qual è l’aspetto che la rende più orgoglioso?
«Tutto quello che ha elencato lei. È arrivata una risposta importante da parte di tutto il gruppo, e in particolare da chi finora aveva trovato meno spazio. Penso a Pasalic, a Kolasinac che non giocava da tanto, e soprattutto a Samardzic che ha saputo farsi trovare pronto all’ultimo secondo dopo il problema di De Ketelaere. Ma anche Krstovic ha fatto una grande partita. Ho avuto grandi risposte: mi piace lo spirito dei ragazzi, mi piace vedere che chiunque venga chiamato in causa si esalti e giochi al massimo delle proprie possibilità, sudando la maglia. I nostri tifosi vogliono questo e noi siamo felici di averglielo dato. Non abbiamo fatto ancora nulla perché siamo indietro in classifica, ma ho visto una squadra molto matura, capace di gestire anche le difficoltà ambientali come la pioggia».

Alessandro Budel da studio sottolinea la prestazione mostruosa di Krstovic: un attaccante così in forma, capace di mettere in crisi fisica uno come Baschirotto, non si vedeva da tempo. Qual è il segreto della sua esplosione? È un lavoro mentale o fisico?
«Sinceramente non ho segreti particolari con gli attaccanti. Li stimolo continuamente, li faccio lavorare tanto in settimana e cerco di trasmettere loro massima fiducia, parlandoci spesso. Cerchiamo di costruire un gioco che li valorizzi. Ma al di là dei gol e delle giocate tecniche, Krstovic è un ragazzo che ha uno spirito eccezionale. Ha sempre avuto l’atteggiamento giusto, anche quando è stato fuori e non giocava: si è sempre allenato a mille all’ora. È un esempio positivo e adesso si merita tutte queste soddisfazioni. Mi piace perché è trainante per i compagni: tutto il reparto offensivo sta lavorando bene, sono i primi difensori a portare pressione alta, come abbiamo visto oggi».

Raspadori sembra già perfettamente integrato, come se giocasse qui da sempre. Quanto è stata determinata la società a prenderlo a gennaio e quanto può dare lui in ottica Nazionale e Mondiale?
«Jack è un giocatore che noi volevamo a tutti i costi. La società è stata bravissima a cercarlo con insistenza e a fargli capire che questo era il progetto giusto per lui. Per noi è un innesto fondamentale: è giovane, italiano e soprattutto è un vincente, ha già vinto tanto in carriera e ha portato nello spogliatoio quella mentalità lì. Si è integrato subito benissimo. Chiaro, arrivando a gennaio non ha ancora i novanta minuti nelle gambe e gli manca un pizzico di brillantezza, ma deve giocare il più possibile per ritrovare la forma migliore. Oggi l’ho tenuto in campo anche se era stremato proprio per questo motivo. Sono molto felice di lui».

Per chiudere, una menzione per chi lavora nell’ombra?
«Assolutamente sì. Sono felice per Jack, ma voglio citare anche chi viene nominato poco. Ederson oggi ha fatto una partita incredibile, Djimsiti è stato solido come sempre, tutti hanno dato il massimo. E poi Zappacosta: finalmente è arrivato il gol di un quinto! Mi aspetto ancora di più da loro, ma la strada è quella giusta».

Davide Nicola ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta per 2-1 della Cremonese contro l’Atalanta nel posticipo della ventiquattresima giornata di Serie A, disputato alla New Balance Arena di Bergamo. L’allenatore grigiorosso ha individuato nella prestazione del secondo tempo la base da cui ripartire, evidenziando una maggiore convinzione e capacità di accettare i duelli individuali che hanno reso la squadra più pericolosa e competitiva. Con questa sconfitta i grigiorossi restano fermi a quota 23 punti in quindicesima posizione insieme al Genoa, mentre i bergamaschi salgono al settimo posto con 39 punti.

Guardando le ultime immagini, le ultime fotografie di questa partita, il gol di Thorsby e poi quell’abbraccio bellissimo dei vostri tifosi che hanno continuato a cantare fino alla fine con voi lì sotto a salutarli e a ringraziarli. La Cremonese deve ripartire da queste piccole e grandi cose?
“Secondo me la Cremonese deve partire dal secondo tempo che ha fatto, che l’ha fatto in maniera molto più convinta, accettando anche situazioni magari di uno contro uno, però riuscendo a essere anche più pericolosi. Thorsby ha avuto tre situazioni, a parte il gol, quella di Djuric. Se riusciamo a interpretare le partite così, siamo sicuramente più competitivi. Il primo tempo forse qualche scalata l’abbiamo sbagliata, non riuscivamo ad avere il giusto baricentro, anche un po’ per caratteristiche degli interpreti. Facevamo fatica più a tenere la palla su quando provavamo a uscire. È ovvio che questa è una squadra importante che ha le sue qualità. Noi abbiamo dimostrato di poter essere competitivi perché perdere qui 2-1 non è una cosa che possa dimostrare che non ci siamo. Vorremmo poter riuscire a far punti anche contro queste realtà, ci arriveremo perché io sono convinto che se lo spirito è questo ci arriviamo”.

Intanto sono d’accordo sulle differenze tra primo e secondo tempo dove secondo me c’è stata un’assoluta differenza e credo che fosse di peso soprattutto dalle scalate, perché anche io ho visto che tante volte siete arrivati tardi. Ti chiedo anche se magari l’acquisto di Luperto in una tua visione futura può anche essere quel giocatore che ti può magari portare a giocare a quattro per fare partite diverse in alcuni casi, magari in alcuni scontri salvezza, oppure secondo te ormai l’identità della squadra è più o meno quella e quindi questo è stato un acquisto proprio perché ti mancava un braccetto di sinistra?

“Luperto così come Maleh e Thorsby che sono arrivati. Noi in questo momento eravamo davvero in difficoltà e credo che i ragazzi abbiano già dimostrato di avere lo spirito giusto o almeno lo spirito che serve a noi. Il secondo tempo mi è piaciuto perché ovviamente per caratteristiche abbiamo fatto anche un po’ recuperare. Noi abbiamo cinque-sei giocatori che dall’inizio del campionato tirano e faticano. Avevamo Vardy affaticato, Bonazzoli, lo stesso Barbieri. Ci sono dei giocatori che stanno spendendo e hanno speso molto. L’ingresso di Djuric ci ha dato sicuramente lo sbocco anche per poter uscire magari raccogliendo seconde palle e questo ti dà la possibilità di poter portare comunque più uomini in area. L’ingresso di Payero che ha delle accelerazioni ci ha dato fisicità e ci ha dato la possibilità di poter portare magari una mezzala ancora in più in area oltre a Thorsby. Ci sono delle cose secondo me nel secondo tempo molto positive. Del primo non è che non siano positive. Del primo dobbiamo renderci conto che talvolta abbiamo bisogno di rodare un po’ prima di dimostrare la nostra convinzione, invece bisogna farlo da subito perché è ovvio che quando esci a pressare con i tempi giusti e le scalate giuste, dietro sei momentaneamente uno contro uno, quello va accettato perché la catena opposta deve sempre allentare la marcatura e la ricopertura. Bisogna anche accettare con coraggio i duelli individuali, soprattutto contro realtà che hanno giocatori fisici importanti. Quindi se il secondo tempo è questo, secondo me integrando anche gli ultimi che rientrano dai rispettivi infortuni, io credo che questa squadra abbia l’animo e la voglia di dimostrare quanto vale”.

Mi collego ai nuovi acquisti di cui ha parlato, tre in campo dall’inizio e nel secondo tempo erano tutti e quattro dentro insieme con anche Djuric. Cambiano ovviamente il modo di giocare, la presenza di Thorsby e Djuric insieme può essere una strada magari anche e soprattutto nelle partite che saranno scontri diretti che saranno ancora più delicate nella parte finale di stagione. La struttura della sua squadra è molto riconoscibile, però possono cambiare magari anche lo sviluppo offensivo, rendervi un po’ più diretti.

“Oggi siamo tornati a segnare dopo più di 500 minuti e questo secondo me è una cosa importante perché puoi segnare contro la quinta difesa credo del campionato e contro l’Atalanta non è mai facile, soprattutto qua a Bergamo. È la dimostrazione che, al di là del gol che abbiamo fatto, abbiamo avuto nel secondo tempo già con la deviazione di testa di Thorsby e quella di Djuric. Potevamo forse riaprire prima la partita. È ovvio che devi anche accettare poi di avere qualche volta a campo aperto giocatori molto qualitativi e veloci, però è il compromesso che devi trovare per riuscire a creare di più. Devi anche cercare di portare più giocatori in area. Sono contento molto della prestazione del secondo tempo, sono contento che il nostro pubblico veda che comunque ci mettiamo voglia e coraggio e sono convinto che abbiamo la possibilità di tornare a fare dei punti che poi è quello che ci servono. Forse abbiamo avuto un grande merito di conquistare prima questi 22 punti, ce li siamo meritati. Sono convinto che questa squadra possa tornare attraverso prestazioni del genere a fare i punti che ci servono”.


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