Atalanta, che rimpianto

Perde l’Atalanta contro l’Athletic Bilbao: la squadra di Palladino sciupa così, a Bergamo, la prima occasione per la qualificazione diretta agli ottavi contro i baschi.

Apre i giochi Scamacca al 16′, poi la rimonta degli ospiti tutta nella ripresa con i gol di Guruzeta (58′), Serrano (70′) e Navarro (74′).

All’88’ segna Krstovic, ma la rete dell’attaccante non basta ai nerazzurri.

 

La notte che doveva ipotecare la qualificazione dell’Atalanta si rivela un incubo. Gli orobici, dopo un gran primo tempo, si suicidano nella ripresa a causa di un quarto d’ora di sbandamento totale che rianima un Athletic che per quasi un’ora aveva palesato tutti i problemi visti nelle precedenti 6 partite. Vincono i baschi 2-3 e il discorso ottavi di finale è ora rimandato di una settimana. E la Dea non sarà nemmeno padrona del suo destino.

La squadra di Palladino parte forte e al 16’ trova il meritato vantaggio: Scamacca svetta su un cross perfetto di Zalewski e batte Unai Simon. L’Atalanta gioca fluida, leggera, con le ali ispirate e i trequartisti che infilano la difesa basca con una facilità disarmante. Zalewski conquista falli e ammonizioni, De Ketelaere incanta palla al piede e sfiora il raddoppio con un colpo di testa che si stampa sul palo poco prima dell’intervallo.

La ripresa sembra seguire lo stesso copione, almeno fino al 58’. L’errore dell’Atalanta è uno: non chiudere la partita. L’Athletic, alla prima vera combinazione pulita, trova il pari con Guruzeta in tre passaggi. È il momento che cambia tutto. Il colpo è durissimo, gli orobici perdono certezze e campo. Da lì in avanti, Navarro diventa imprendibile: serve l’assist per l’1-1, manda in rete Serrano per l’1-2 e poi firma personalmente l’1-3 al 74’.

Palladino prova a scuotere i suoi con una raffica di cambi. La scossa arriva, ma troppo tardi. Al 2-3 partecipano solo subentrati: cross di Samardzic, sponda di Lookman, zampata di Krstovic. L’Atalanta torna a crederci, ma il tempo non basta per completare la rimonta.

Il ko interno rimette in corsa l’Athletic per un posto playoff e complica i piani nerazzurri. La qualificazione dell’Atalanta si deciderà ora a Bruxelles, in una sfida che non ammette distrazioni né cali di tensione.

Il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino ha parlato ai microfoni di Sky, dopo il match casalingo contro l’Athletic Bilbao perso per 2-3 e valido per la League Phase di Champions.

Difficile commentare una sconfitta così, soprattutto visto il primo tempo.
“Difficile da analizzare questa partita, è stato fatto un primo tempo perfetto facendo tutto quello che avevamo provato. Bravi in possesso e in non possesso, create tante occasioni. A fine primo tempo ci siamo detti di restare in partita, in Champions le partite non finiscono mai. Inspiegabilmente il gol ci ha dato una mazzata, abbiamo avuto un balckout di 15 minuti. Il gol ci ha dato una botta che non ci aspettavamo. Non siamo riusciti a fare il secondo, ma il calcio è anche questo. Bisogna stare in campo in modo più maturo, c’è rammarico”.

Da terzi in classifica a tredicesimi: può condizionarvi in campionato?
“Non deve toccarci questa cosa, il nostro obiettivo è di qualificarci e non di arrivare tra le prime otto. A me interessa la prestazione, lo spirito e la crescita e noi dobbiamo crescere, riuscendo a stare nella difficolta: cosa che invece non abbiamo fatto stasera. Nella difficoltà siamo stati passivi”.

Superare i blackout che avete è la cosa più difficile da fare per te.
“E’ vero, sono d’accordissimo, La notte non ci dormo per capire perché succede. Insieme ai ragazzi parlo molto, le partite sono fatte di momenti: ce ne sono alcuni in cui devi soffrire e noi dobbiamo capire quei momenti lì. Se riusciamo a capire questa cosa, faremo lo step che in questo momento ci manca”.

Questione di presunzione e non reazione?
“Non credo presunzione, ho dei ragazzi che lavorano ogni giorno per migliorare. Eravamo in comando della partita, stavamo facendo bene e il gol ci ha messo in difficoltà. Sono dettagli che fanno la differenza e che in Champions paghi a caro prezzo. Su tre tiri abbiamo preso tre gol: bisogna analizzare e metterci qualcosa in più, io in primis e i ragazzi devono capire questa cosa”.

La stagione è tutta ancora in ballo.
“Noi vediamo sempre il lato negativo quando perdiamo le partite, ma ci sono anche tanti aspetti positivi da quando sono arrivato. Siamo in tre competizioni, arrivare tra le prime 8 era un sogno per noi e non un obiettivo. Io con la squadra cerco di essere positivo, rimarcare le cose che abbiamo fatto bene e analizzare quelle da migliorare”.


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