Il derby di Milano rimette tutto in discussione. Il Milan di Massimiliano Allegri supera l’Inter per 1-0 e riaccende una corsa Scudetto che sembrava ormai indirizzata. Una vittoria di peso, ottenuta con carattere e lucidità, in una serata che potrebbe rappresentare uno spartiacque per il campionato.
Prima ancora del calcio d’inizio, il protagonista è Alessandro Bastoni. Il difensore nerazzurro viene accolto da una pioggia di fischi da parte dei tifosi rossoneri, che non hanno dimenticato il caso Kalulu esploso dopo Inter-Juventus. Ogni suo tocco di palla è accompagnato da un boato di disapprovazione, segno di un clima incandescente.
Il derby si accende subito: al 3’ Sommer rischia la frittata in costruzione, regalando a Modric un pallone che il croato sfiora mandandolo a pochi centimetri dal palo. Poi la partita si assesta, con una lunga fase di studio.
Due le fiammate che spezzano l’equilibrio:
Prima Mkhitaryan si divora il vantaggio al termine di una discesa solitaria, trovando la risposta di Maignan, poi sul ribaltamento di fronte, al 35’, arriva il gol decisivo: Estupiñán raccoglie un pallone al limite e scarica un mancino potente che batte Sommer per l’1-0
San Siro esplode, il Milan chiude il primo tempo avanti e con la sensazione di avere la partita in mano.
Nella ripresa scende in campo un’altra Inter. I nerazzurri alzano il baricentro, pressano, costringono il Milan a difendersi sempre più basso. La squadra di Allegri arretra, ma resta compatta.
I rossoneri hanno due chanche per raddoppiare ma Leao spreca e Fofana si fa ipnotizzare da Sommer.
La chance migliore capita a Dimarco, che però calcia male da ottima posizione.
Con il passare dei minuti aumenta la confusione nerazzurra, mentre il Milan gestisce con ordine e sfrutta ogni pausa per spezzare il ritmo.
Nel finale succede di tutto: espulso un membro dello staff rossonero per proteste, brividi per un possibile tocco di mano di Ricci in area, giudicato non punibile dopo check, e forcing finale dell’Inter, senza però creare vere occasioni da gol
Al triplice fischio è il Milan a esultare. Una vittoria che pesa come un macigno e che riporta entusiasmo e speranza in casa rossonera. L’Inter resta avanti, ma il margine non è più rassicurante come prima.
Il derby, ancora una volta, cambia tutto.
Mister Massimiliano Allegri è stato intervistato da DAZN al termine del derby vinto 1-0. Queste le sue parole:
L’ultima volta che il Milan ha vinto due derby in una stagione c’era in panchina lei. Si ricorda com’è andata a finire?
“(Ride, ndr) Abbiamo vinto il campionato, ma l’Inter ha 7 punti di vantaggio e sono tanti. È la squadra ancora più forte. Il Milan è stato bravo, i ragazzi sono stati molto bravi, potevamo essere più lucidi negli ultimi 30 metri. Abbiamo raggiunto quota 60, abbiamo tenuto la Juventus a 10 punti, abbiamo il Como a -9, la Roma a-9. Era importante fare risultato. Abbiamo lavorato sei-sette mesi per arrivare a marzo nelle migliori condizioni. È questa la cosa più importante, perché dopo ora a marzo ci sono le partite che contano e si decide la stagione”.
Cardinale si è congratulato con voi negli spogliatoi:
“Cardinale è entrato negli spogliatoi, io ho parlato con la squadra e poi sono uscito perché dovevo fare le interviste e ci ha fatto molto piacere che tutta la società, tutta la proprietà si sia complimentata con i ragazzi. Sappiamo però che in questo momento non abbiamo raggiunto nessun obiettivo. Bisogna lavorare con i piedi per terra. Bisogna essere contenti della vittoria ma soprattutto bisogna capire che ci porta tre punti che ci fanno arrivare a 60 punti, con una vittoria in meno da fare per raggiungere il nostro obiettivo”.
Hai guidato Estupinan col movimento sul gol:
“Luis Henrique è un buon giocatore, ma avevamo preparato quella situazione. Prima del gol c’era stato un cross di Rabiot che se lo leggeva un attimino in anticipo Estupinan passando lì davanti lo poteva fregare. È stato bravo Fofana. Fofana ha fatto un bellissimo assist, e a Cremona aveva fatto altri due assist importanti su cui non abbiamo fatto gol. Vuol dire che la squadra sta meglio e soprattutto era importante fare risultato”.
Nel primo tempo un Milan che ha pressato molto:
“Abbiamo corso molto nel primo tempo, c’è stato un grande dispendio di energie. Nel secondo tempo infatti, un po’ per bravura dell’Inter, un po’ perché avevamo speso molto, ci siamo un pochino abbassati e abbiamo concesso qualche cross. Ma grandi occasioni, a parte quella di Dimarco, dove diciamo abbiamo preso un mezzo contropiede, abbiamo difeso in modo ordinato. Abbiamo avuto situazioni favorevoli, nel primo tempo dopo l’1-0 per poco potevamo fare il 2-0 e nel secondo tempo lo stesso. Detto questo l’Inter rimane la netta favorita per il campionato”.
Potevate tenere per più tempo ritmi alti?
“Noi abbiamo passato un paio di mesi con 13 giocatori, 14 giocatori. Quando sei in quei momenti lì le partite durano 95 minuti e tenere certi ritmi… Ci sono momenti in cui hai una strategia e momenti in cui ne hai un’altra. Ci sono stati momenti in cui mi mancavano numericamente giocatori e i ragazzi hanno fatto sforzi importanti. L’obiettivo è di tenere per più minuti questa intensità, quando hai tanti giocatori a disposizione è meglio. Stiamo meglio fisicamente e questa vittoria ci dà morale”.
L’allenatore dell’Inter Cristian Chivu ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo la stracittadina contro il Milan persa per 1-0 e valevole per la 28^ giornata di Serie A.
Occasione per Mkhitaryan, gol di Estupinan e mancata reazione.
“Abbiamo fatto un primo tempo sottotono, poi abbiamo patito il gol subito. Nel secondo tempo, nei primi 20 minuti abbiamo alzato i giri del motore e avuto qualche occasione. Nel finale abbiamo provato ad accerchiare quel blocco basso cambiando modulo ma purtroppo non siamo stati in grado di pareggiare”.
Perché arrivate sul fondo e non siete più incisivi negli ultimi metri?
“Eravamo sporchi, siamo arrivati sul fondo senza mai avere una situazione bella. I cross che abbiamo fatto sono stati sempre tiro al bersaglio per i loro difensori. Partita nel primo tempo sottotono, loro ci aspettavano bassi e cercavano di colpirci in contropiede. C’è da continuare a fare le cose buone che abbiamo fatto fino ad ora”.
Negli scontri diretti, si tratta della prima volta che fate un primo tempo non da Inter.
“Potevamo e dovevamo fare meglio, il nostro gioco passa sempre dal lavoro dei nostri attaccanti. Sono contento di quello che hanno cercato di fare, ma sono partite in cui hanno sempre da migliorare. Dovevamo avere più intensità e sfruttare meglio gli episodi”.
Sul possibile rigore negato?
“C’è un Var e un Avar che hanno fatto un check: non ho niente da dire e sto pensando a quello che dovevamo fare meglio e alle mie scelte. Ci sono ancora 10 partite e 30 punti in palio, boisogna marciare e prendere di buono quello che abbiamo fatto fino ad ora”.
Visto che avevi solo 2 attaccanti, hai pensato di tenere un’opzione in panchina?
“Non credo che fosse la partita in cui togliere certezze al gruppo”.
Quanto è importante la prossima?
“Sono sempre 7 punti, bisogna continuare ad avere le prestazione. Non cambiava nulla anche con un risultato diverso”.
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