Presidi olimpici ospedalieri, collaborazione tra Niguarda e Politecnico

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, l’Ospedale Niguarda di Milano e Politecnico di Milano hanno avviato una collaborazione tecnico-scientifica orientata allo sviluppo di nuovi approcci all’organizzazione sanitaria e al rapporto tra ospedale, territorio e ambiente costruito.

In questo contesto si inserisce OffLab Niguarda, un centro di ricerca dedicato alla promozione scientifica e alla sperimentazione, attivato all’interno dell’ospedale Niguarda nell’ottobre 2024. Un luogo di ricerca applicata, confronto interdisciplinare e supporto alle decisioni, con particolare attenzione alla disseminazione dei risultati, che opera sotto il coordinamento scientifico di Stefano Capolongo, docente del Dipartimento ABC – Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano e referente scientifico del Design & Health Lab dell’ateneo, insieme ad Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda e Medical Care Manager di Regione Lombardia per le Olimpiadi.

Nel caso specifico del contesto olimpico, per far fronte all’assistenza di atleti e staff è stato sviluppato un modello sanitario fondato su un’impostazione “Hub & Spoke”, che si traduce in una distribuzione coordinata delle funzioni sanitarie: le attività ad alta complessità sono concentrate nell’hub centrale, all’Ospedale Niguarda, affiancato da presidi territoriali posizionati strategicamente nei luoghi clou delle Olimpiadi per garantire l’accesso ai servizi di base e specialistici. Si tratta dei cosiddetti spoke olimpici di Porta Romana (a Milano, all’interno del Villaggio Olimpico), Livigno e Bormio (entrambe sedi di gara), per i quali l’OffLab Niguarda ha fornito supporto scientifico accompagnandone la progettazione: dalle fasi preliminari in cui sono stati concepiti i flussi e le funzioni interne per i tre policlinici, fino a quelle di realizzazione finale con attenzione alla grafica coordinata e alla chiarezza comunicativa degli interventi. Un assetto, quello di “Hub & Spoke”, che consente innanzitutto di ottimizzare le risorse, riducendo i tempi di risposta.
«In occasione dei Giochi olimpici l’Ospedale Niguarda ha messo in campo una serie di interventi sulle strutture, a partire dal nuovo Pronto soccorso fino al Reparto Olimpico con letti di degenza specialistici e alla nuova Centrale Olimpica – ha dichiarato Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda – Abbiamo anche avuto l’opportunità di utilizzare strutture flessibili e riconvertibili: nei villaggi olimpici sono stati infatti allestiti i “policlinici” temporanei, che in due casi su tre (Bormio e Milano) al termine dei Giochi Olimpici saranno riutilizzati per necessità di carattere sanitario».

«Elemento centrale del percorso di supporto tecnico-scientifico infatti è stata, fin da subito, l’individuazione di strategie di riuso e riconversione post-evento delle risorse e delle infrastrutture impiegate nel contesto olimpico, incluse strutture prefabbricate e attrezzature sanitarie – ha spiegato il docente Stefano Capolongo, referente scientifico per il Politecnico di Milano – L’obiettivo finale è quello di trasformare l’investimento legato alla kermesse sportiva in un patrimonio permanente per il sistema sanitario regionale, e le strutture stesse in presidi della salute integrati nel territorio».

Policlinico di Livigno
La struttura presente a Livigno è un ampliamento modulare prefabbricato di circa 330mq a supporto della Casa della Sanità preesistente, che garantisce funzioni aggiuntive per la gestione dei flussi provenienti dalle competizioni olimpiche. È dotata di sale d’attesa, triage, shock room, ambulatori specialistici e aree di osservazione e stabilizzazione. Inoltre, la vicinanza all’elisuperficie consente un rapido trasferimento dei casi più critici verso l’hub centrale.

Particolare attenzione è stata riservata al contesto montano e alle sue caratteristiche ambientali e paesaggistiche: proprio per questo motivo, la scelta del materiale di rivestimento è ricaduta sul legno. La soluzione adottata risponde inoltre alle logiche di flessibilità, reversibilità e smontaggio prefissate, per una più agevole riconversione futura. Il Politecnico di Milano ha contribuito sia all’organizzazione interna degli spazi sia alla riconoscibilità dell’involucro esterno. È stato inoltre progettato il wayfinding esterno, ovvero il sistema di elementi di segnaletica e identificativi per orientare e indirizzare l’utenza.

Policlinico di Bormio
Nella località valtellinese il presidio ospedaliero è costituito da moduli prefabbricati temporanei (per un totale di circa 550 mq), progettati fin dall’origine per essere riconfigurati e ricollocati al termine dei Giochi. Potranno essere reintegrati all’interno del campus dell’Ospedale Niguarda, o destinati ad altri contesti che richiedano la realizzazione rapida di padiglioni sociosanitari, anche in situazioni di emergenza. Lo spoke ospita un’area di emergenza, ambulatori polispecialistici, spazi per prelievi, un’apparecchiatura radiografica portatile, un’unità odontoiatrica, un’area dedicata alla fisioterapia e un centro di distribuzione farmaci.

L’OffLab Niguarda ha supportato l’organizzazione degli spazi interni, lavorando sull’ottimizzazione dei flussi e dei percorsi in relazione alle diverse funzioni sanitarie e ai livelli di intensità assistenziale, per favorire flessibilità operativa e rapidità di risposta. Il wayfinding è stato progettato in continuità con gli altri presìdi, e il rivestimento verde esterno richiama i moduli del suo corrispettivo milanese e di Niguarda.

Policlinico di Porta Romana
Il presidio milanese è stato realizzato per garantire supporto sociosanitario agli ospiti del Villaggio Olimpico, situato nella zona di Porta Romana, e rappresenta il primo punto di riferimento per atleti, staff e popolazione accreditata – operando in stretta connessione con l’hub clinico dell’Ospedale Niguarda. La struttura è costituita da una costruzione modulare temporanea di circa 640 mq, al cui interno si trovano un’area di emergenza, otto ambulatori polispecialistici, spazi per prelievi e funzioni di diagnostica di base.

Anche in questo caso, l’OffLab ha supportato lo sviluppo dell’organizzazione interna degli spazi e dei flussi, lavorando su percorsi e soluzioni di accessibilità. Continuità con gli altri presidi anche per l’involucro esterno, con l’adozione di soluzioni che facilitano il riuso post-evento e l’integrazione futura della struttura in altri contesti sociosanitari.

Oltre l’evento olimpico: una visione di lungo periodo
OffLab Niguarda si configura come uno spazio condiviso di ricerca, formazione e disseminazione scientifica, aperto al confronto tra università, ospedale, enti di ricerca e professionisti. Attraverso l’OffLab, Ospedale Niguarda e Politecnico di Milano consolidano una collaborazione strutturata e di lungo periodo, in cui Milano-Cortina 2026 diventa un laboratorio per modelli innovativi di sanità, progetto e rigenerazione urbana, capaci di produrre benefici duraturi oltre l’evento olimpico. OffLab si inserisce nel quadro del Progetto di Ricerca “Arcipelago Salute”, orientato a garantire un approccio globale One Health al comparto ospedaliero Niguarda: l’obiettivo è renderlo più funzionale, efficiente e tecnologicamente avanzato, attraverso la mappatura interattiva delle aree e delle trasformazioni in atto. Inoltre il Design & Health Lab, che contribuisce alle attività dell’OffLab e fa parte del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, è riconosciuto come Collaborating Centre della World Health Organization (WHO) sui temi della salute e dell’ambiente costruito: la collaborazione con Niguarda si inserisce quindi in un quadro di riferimento internazionale coerente e condiviso.

 


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