Un’alleanza concreta per integrare l’accoglienza delle famiglie in mobilità sanitaria e riconoscerne il valore nei percorsi di cura.
Questo il risultato dell’incontro “Accogliere insieme”, promosso da A Casa Lontani Da Casa, Associazione che ha messo in rete ad oggi 115 alloggi solidali sul territorio nazionale dedicati ai pazienti in mobilità sanitaria, e ospitato ieri a Palazzo Isimbardi.
Nel corso dell’evento sono stati presentati e firmati due importanti atti istituzionali: il Protocollo d’Intesa tra A Casa Lontani Da Casa e ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, e la mozione con Regione Lombardia che avvia formalmente il riconoscimento delle Case di Accoglienza e un percorso verso il loro accreditamento.
L’incontro ha riunito rappresentanti di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Comune di Milano, ponendo al centro del confronto il fenomeno della mobilità sanitaria, le fragilità che ne derivano per le famiglie e la necessità di risposte strutturate, costruite attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni pubbliche e Terzo Settore.
Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali di Alberto Di Cataldo, Direttore del Dipartimento Risorse Umane e Organizzazione di Città Metropolitana di Milano, e di Laura Gangeri, Presidente di A Casa Lontani Da Casa, che ha richiamato il valore della coesione sociale come elemento imprescindibile per sostenere le famiglie e trasformare l’accoglienza in una risposta strutturata e continuativa.
“Questo incontro rappresenta un momento fondamentale per tutte le associazioni che sono impegnate nell’accoglienza solidale e per tutte le famiglie che sono costrette a spostarsi per le cure. Oggi parliamo di accoglienza ma soprattutto di coesione sociale. La mobilità sanitaria non è soltanto un fenomeno amministrativo o organizzativo, è un’esperienza umana complessa. Significa lasciare la propria casa in un momento di vulnerabilità, affrontare la malattia in un luogo sconosciuto, ridefinire i propri punti di riferimento.
Quando una persona si ammala, non è solo la sua storia a cambiare: si attiva un intero sistema di relazioni familiari, sociali, lavorative. Una comunità coesa è quella che riconosce che la vulnerabilità di uno riguarda tutti”, ha dichiarato Laura Gangeri, Presidente di A Casa Lontani Da Casa.
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