Ogni anno l’umanità produce tra i 2,1 e 2,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani e, senza interventi urgenti, le Nazioni Unite stimano che questa cifra potrebbe toccare i 3,8 miliardi di tonnellate entro il 20501. Dietro questi numeri ci sono anche oggetti che funzionano ancora o che potrebbero farlo con una semplice riparazione, come gli elettrodomestici e i dispositivi elettronici che, trasformati in rifiuti, nel 2024 hanno raggiunto le 358.138 tonnellate solo in Italia2. Un dato che racconta un’abitudine che la nuova Direttiva UE sul Diritto alla Riparazione (che l’Italia recepirà entro luglio 2026) punta a trasformare, rendendo la riparazione più conveniente e accessibile rispetto alla sostituzione.
E gli italiani sembrano già muoversi in questa direzione. I dati ProntoPro, il marketplace di riferimento per i servizi professionali che mette in contatto domanda e offerta, raccontano infatti di una domanda di riparazione sempre più concreta e diffusa, soprattutto quando si parla di grandi elettrodomestici. Tra i servizi di riparazione, infatti, figurano in particolare quelli per lavatrici (13%), condizionatori (12,5%), lavastoviglie (12%), televisori (11,5%) e frigoriferi (9%). Un segnale che lungo lo Stivale si sta riscoprendo il valore della manutenzione, scegliendo di prolungare la vita degli oggetti piuttosto che sostituirli.
Nuovi volti della riparazione: dalle macchine da cucire ai mezzi sostenibili, passando per gli hobby
Se i servizi più richiesti raccontano le abitudini consolidate degli italiani, quelli in maggiore crescita offrono uno sguardo su come queste abitudini stiano evolvendo. Analizzando le richieste pervenute su ProntoPro.it tra marzo 2025 e febbraio 2026, a guidare la classifica della crescita è la riparazione delle macchine da cucire (+250% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Seguono la riparazione delle console videogiochi (+104%) e quella delle casse acustiche (+94%): due servizi che parlano di un approccio più maturo al mondo dell’elettronica di consumo, sempre più percepita come un investimento da preservare nel tempo. Forte è anche la crescita dei servizi legati alla mobilità sostenibile: le richieste di riparazione per bici elettriche e biciclette tradizionali crescono rispettivamente dell’89% e dell’83% e nella stessa direzione va la riparazione dei monopattini elettrici (+11%), un segnale ancora in fase iniziale ma coerente con la crescente diffusione di questi mezzi nelle città italiane. In aumento anche le richieste per la riparazione dei giradischi, che crescono del 31%, a dimostrazione che il revival del vinile porta con sé anche una nuova attenzione alla cura e alla manutenzione degli strumenti analogici.
Mappa e calendario delle riparazioni: dove e quando gli italiani scelgono di riparare
A livello regionale, la Lombardia guida la classifica con il 26% del totale delle richieste di riparazione sulla piattaforma, seguita da Lazio (13%) ed Emilia-Romagna (9%). A pari merito con il 7% Piemonte, Veneto e Campania, mentre la Toscana chiude la Top 5 con il 6%: una distribuzione che riflette in larga parte il peso demografico di ciascun territorio. Ragionando però sull’incidenza delle richieste di riparazione sul totale dei servizi cercati in ciascuna provincia, il quadro cambia e c’è una provincia in cui la domanda di riparazioni ha un’incidenza particolarmente elevata: è Napoli la più sensibile, in particolare quando si tratta di aggiustare i televisori. Seguono Milano, prima per le richieste di riparazione condizionatori (complici le estati sempre più calde che rendono questo elettrodomestico irrinunciabile); Roma, dove si registra il dato più alto di riparazione lavastoviglie; Bologna, in testa per richieste legate alle lavatrici; e Torino. Fuori dalla top five spicca Bari, che guida la classifica per la riparazione dei frigoriferi.
La riparazione segue anche il ritmo delle stagioni e delle abitudini quotidiane degli italiani. Nel 2025, il mese con il picco più alto di richieste è stato giugno, che da solo ha concentrato il 13% della domanda annuale, trainato dalla riparazione dei condizionatori: il 41,5% delle richieste per questo servizio è arrivata infatti proprio a inizio estate, quando i dispositivi si riaccendono dopo la pausa invernale e le prime ondate di calore trasformano un guasto in un’urgenza. Nella stessa logica si muove la riparazione del frigorifero, con il 40% delle richieste concentrate nei mesi estivi. Con l’arrivo dell’autunno cambiano le priorità: settembre, ottobre e novembre raccolgono il 31% delle richieste di riparazione TV, specchio fedele di un Paese che trascorre più tempo tra le mura domestiche. Ottobre è anche il mese di punta per la riparazione dell’asciugatrice (17%), quando le giornate più corte e l’umidità rendono questo elettrodomestico di nuovo indispensabile.
Riparare conviene? Quanto si risparmia rispetto all’acquisto di un nuovo elettrodomestico
Riparare può rappresentare anche una scelta economicamente vantaggiosa, oltre a contribuire alla riduzione degli sprechi. Gli interventi sui grandi elettrodomestici da cucina sono i più accessibili: l’uscita di un professionista per la riparazione di una lavatrice o una lavastoviglie costa in media 55€, per il frigorifero 60€. Cifre contenute se confrontate con il prezzo indicativo di mercato di un nuovo apparecchio, che per una lavatrice oscilla tra i 300€ e gli 800€, per una lavastoviglie tra i 250€ e i 700€ e per un frigorifero tra i 300€ e i 1.000€. Leggermente più alto il costo medio per la riparazione del televisore: 75€, contro una spesa che per un nuovo elettrodomestico spazia dai 300€ ai 1.500€. Il caso più significativo in termini di risparmio potenziale è quello del condizionatore: la riparazione si attesta sui 160€, mentre un nuovo impianto richiede un investimento compreso tra i 500€ e i 2.000€.
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