L’Italia e l’Albania del primo Novecento in un libro

Un Paese così vicino, ma paradossalmente, per molti aspetti ancora lontano, riapparso sulla carta geografica con le tumultuose migrazioni del 1991.

In realtà, i rapporti fra l’Albania moderna e l’Italia datano sin dalla sua indipendenza nel 1912, per la quale la stessa Italia giocò un ruolo che mantenne, fra alterne vicende, fino alla Seconda guerra mondiale.

Per ripercorrere quei trent’anni di storia, la Biblioteca Vigentina, in Corso di Porta Vigentina 15, ospita mercoledì 18 marzo alle ore 17, la presentazione del volume Le relazioni fra Italia e Albania 1910-1940, dello storico militare  Niccolò Lucarelli, uscito per i tipi di Mursia.

L’evento, patrocinato dal Consolato Generale della Repubblica d’Albania (rappresentato nell’occasione dalla coordinatrice per la diaspora, Sig.ra Luljeta Cobanaj), è organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Slow Mill. Dialoga con l’autore l’Avvocato Franz Sarno, cultore di storia e filosofia.

La prima metà del Novecento fu cruciale per lo sviluppo dell’Albania indipendente, decenni attraversati da episodi controversi, sui quali si stese l’ombra della “lunga mano” delle potenze europee, Italia compresa. In quest’ottica, il volume di Lucarelli  ripercorre le relazioni italo-albanesi a partire dai moti per l’indipendenza del Paese, cui seguirono l’impegno militare del Regio Esercito nella Grande Guerra, il tentativo di protettorato e le ambigue relazioni politiche ed economiche intrattenute dal fascismo fino all’invasione del 1939 e la successiva occupazione. Trenta anni di storia politica e militare ripercorsa anche attraverso fonti albanesi, tedesche e statunitensi poco note o inedite per l’Italia, documentando i complessi rapporti diplomatici fra i due Paesi e le strategie politiche dei vari governi che, da Giolitti a Mussolini, affrontarono la “questione albanese”.

Così Franz Sarno si esprime sul libro: «È la prima volta che uno studio storico approfondito viene fatto sull’Albania, una nazione che pur essendo vicinissima che per pochi anni ha anche fatto parte dell’Italia, per la maggior parte di noi è ancora sconosciuta e misteriosa. Si deve ringraziare il giovane storico Lucarelli, che con un lavoro certosino di ricerca e di analisi di documenti è riuscito a ricostruire perfettamente i complessi rapporti fra Italia e Albania dal 1910 al 1940, passando dall’affrancamento dall’impero Ottomano, al complesso “gioco balcanico”, fino allo stretto rapporto economico con il Regno d’Italia conclusosi con l’invasione voluta da Mussolini e Ciano nell’aprile del 1939. Molto interessante l’analisi delle complesse personalità di Essad Tptani, Terenzio Tocci, Sidney Sonnino e dello stesso re Zog. Ogni capitolo è denso di informazioni indispensabili per capire una storia tanto vicina e nello stesso tempo tanto lontana».

Da parte sua, l’autore spiega come «in retrospettiva storica si può affermare che l’Albania fu il “sogno proibito” dell’ultima stagione dell’Italia liberale, che non riuscì a stabilirvi un protettorato e perse Valona dopo una lunga e sanguinosa guerra.

L’Albania fu anche l’ultima avventura coloniale dell’impero fascista prima della tragedia della Seconda guerra mondiale, fu l’illusione che avrebbe dovuto aprire all’Italia le porte dei Balcani, fu la terra di operazioni commerciali e industriali non sempre andate a buon fine, spesso con risultati al di sotto delle attese».


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