Progetto tortuga per aiutare l’imprenditore e il professionista a decidere

Il tessuto imprenditoriale italiano continua a distinguersi per dinamismo e capacità di iniziativa. Ogni anno nascono centinaia di migliaia di nuove attività tra piccole e medie imprese, microimprese e professionisti. Tuttavia, accanto a questa vitalità, emerge un elemento strutturale che merita attenzione: la difficoltà nel consolidare la crescita.

I dati ufficiali dell’ISTAT sulla struttura e competitività delle imprese mostrano come una parte significativa delle imprese non riesca a gestire adeguatamente elementi strutturali come marginalità e gestione finanziaria.

Le cause più frequenti per cui le imprese chiudono riguardano margini troppo bassi, difficoltà nella gestione della liquidità, debolezza commerciale e carenze nella pianificazione.

A queste si aggiunge la forte dipendenza dall’imprenditore, che concentra decisioni e responsabilità senza un confronto strutturato.

Non va meglio nel mondo delle libere professioni. L’osservatorio di Confprofessioni evidenzia che, pur a fronte di una crescita numerica del settore, la stabilità dell’attività dipende sempre più dalla capacità di differenziarsi e costruire basi economiche solide. La fragilità non riguarda la competenza tecnica, ma la difficoltà nel trasformarla in una struttura sostenibile dal punto di vista economico e strategico.

tortuga: un people and business network contro la solitudine decisionale

In questo senso, PMI e professionisti condividono la stessa criticità: non la carenza di competenze, ma la difficoltà nel tradurle in modelli di business sostenibili e scalabili. In un contesto segnato da trasformazione digitale, intelligenza artificiale e pressione competitiva crescente, affrontare decisioni strategiche in solitudine diventa un fattore di rischio.

Il tema non è soltanto economico. blackship, società di formazione e sviluppo manageriale, colloca il burnout tra le sette principali motivazioni che possono portare alla chiusura dell’attività per i liberi professionisti, segnalando come l’equilibrio tra vita e lavoro sia diventato un fattore critico di tenuta nel tempo. Per le PMI, invece, tra le sfide dei prossimi 3–5 anni emergono il benessere organizzativo e la gestione dei talenti. Segnali che indicano come la pressione gestionale e personale sia ormai una variabile strutturale, non episodica.

Non è solo una percezione. Tra i piccoli imprenditori italiani, il 36,4% dichiara di sentirsi spesso solo nel proprio ruolo e a rischio burnout, e il 41,7% ha preso in considerazione la chiusura dell’attività a causa dello stress legato alla gestione quotidiana. Il dato assume un peso ancora maggiore se si considera che, secondo gli ultimi dati ISTAT del Registro Statistico delle Imprese Attive, oltre il 94% delle imprese italiane ha meno di 10 addetti. In queste realtà di piccole dimensioni, la struttura interna è spesso poco articolata e il confronto strategico risulta fisiologicamente più limitato.

 

I dati evidenziano una fragilità latente: a fronte di una crescente pressione emotiva e decisionale, manca spesso un sistema stabile di confronto e sostegno. Un elemento che incide direttamente sulla qualità delle scelte e la capacità di affrontare adeguatamente le criticità.

È in questo contesto, fatto di pressione individuale e assenza di confronto strutturato, che si innesta tortuga – powered by blackship. tortuga è un people and business network pensato per ridurre l’isolamento decisionale e rafforzare la struttura organizzativa di imprese e professionisti.

L’iniziativa che prende il via il prossimo 5 marzo, prevede incontri mensili locali in presenza, affiancati da appuntamenti online, durante i quali ogni partecipante porta questioni concrete su cui lavorare insieme agli altri membri del gruppo. Un confronto orientato alla soluzione e sostenuto da un impianto metodologico che integra formazione manageriale, crescita personale e sviluppo di competenze trasversali. I primi gruppi partiranno da Milano, Brescia, Bologna e la Romagna, con l’obiettivo di costruire comunità territoriali interconnesse.

“Molte imprese e professionisti hanno competenze solide, ma affrontano decisioni sempre più complesse in solitudine. Quando manca un confronto strutturato, aumenta il rischio di errore e si riduce la capacità di visione. tortuga nasce per mettere le persone e le relazioni al centro: la crescita non è un fine da inseguire a tutti i costi, ma la conseguenza di un contesto in cui ciascuno contribuisce prima di chiedere e in cui le competenze vengono messe a fattor comune”, spiega Pasquale Acampora, CEO di blackship.

Un cambio di paradigma nella formazione e nel networking

Il modello tradizionale, centrato spesso solo sullo sviluppo del business attraverso l’acquisizione di nuovi potenziali clienti, fatica oggi a rispondere a una complessità che richiede continuità, responsabilità reciproca e confronto strutturato.

Le nuove sfide, dalla gestione della complessità alla pressione competitiva, fino all’integrazione dell’intelligenza artificiale, richiedono contesti di apprendimento continuativo e relazioni strutturate. La condivisione di competenze, esperienze e prospettive diventa il presupposto per generare opportunità.

Il network evolve verso una logica più simile a quella di un’organizzazione: regole chiare, impegni reciproci, continuità negli incontri, co-creazione di soluzioni e sviluppo di progetti sinergici. Non un semplice spazio di scambio, ma una comunità che lavora come un sistema, dove il contributo individuale rafforza la struttura collettiva.

 

“Se la complessità aumenta, non possiamo affrontarla con modelli individuali pensati per un contesto più semplice. Il vero cambio di paradigma riguarda il modo in cui apprendiamo e prendiamo decisioni: meno isolamento, più confronto strutturato e responsabilità condivisa. È su questo terreno che si gioca la sostenibilità di imprese e professionisti nei prossimi anni”, conclude Acampora.


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