Innovation Training Summit 2026, i premiati

Il comparto HR Tech in Italia non è più solo una nicchia, ma una realtà solida e in costante accelerazione. Secondo i dati pubblicati nell’Italian Tech Landscape Report, il settore ha raggiunto numeri importanti, spinto dalla necessità di gestire il lavoro ibrido e l’integrazione sempre più diffusa dell’Intelligenza Artificiale.

I numeri del mercato: una crescita continua e a doppia cifra. A livello economico, il settore vale 1,2 miliardi di euro (+18% rispetto all’anno precedente) e l’occupazione è pari al 5,9% del totale. Non solo: le startup HR Tech italiane hanno raccolto oltre 150 milioni di euro in round di finanziamento e ben il 65% delle PMI italiane ha implementato almeno una nuova soluzione HR digitale (gestione presenze, payroll cloud o recruitment) negli ultimi 12 mesi.

 

L’impatto dell’intelligenza artificiale generativa nella formazione e nella talent retention. L’AI è il vero catalizzatore del cambiamento, con dati che mostrano una pervasività senza precedenti: il 42% delle aziende dichiara di utilizzare già strumenti di AI per lo screening dei CV e il matching predittivo, riducendo i tempi di selezione del 30%. L’adozione di piattaforme di Adaptive Learning, inoltre, è aumentata del 40%. Grazie a queste tecnologie è possibile creare percorsi formativi con un tasso di completamento pari al 75%.

 

In un mercato del lavoro caratterizzato da alta mobilità, la tecnologia diventa lo strumento per trattenere i talenti: le aziende che utilizzano tool di People Analytics e monitoraggio del benessere riportano una riduzione del tasso di turnover del 15% e addirittura l’80% dei nuovi piani di welfare aziendale viene erogato tramite piattaforme digitali, con una preferenza crescente per i servizi di supporto psicologico e flessibilità oraria.

 

“I numeri del report – precisa Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia (EFI)parlano chiaro: con un mercato che cresce a doppia cifra e investimenti che superano i 150 milioni, l’HR Tech è il cuore pulsante dell’economia digitale italiana. Non stiamo parlando solo di software, ma di strumenti che migliorano la vita (lavorativa e personale) di milioni di persone. Ed è proprio in questo contesto che, per il terzo anno consecutivo, abbiamo deciso di premiare durante l’Innovation Training Summit alcune delle startup più interessanti e innovative che con il loro business possono davvero fare la differenza”.

 

Startup Showcase 2026: vincono Finanz e Joule. Lo Startup Showcase rappresenta uno dei momenti chiave dell’Innovation Training Summit ed offre a manager, investitori e istituzioni uno sguardo privilegiato sulle soluzioni destinate a trasformare il mercato. Quest’anno, la competizione ha visto trionfare Finanz e Joule che si sono aggiudicati il titolo di vincitori grazie a progetti capaci di unire scalabilità e impatto concreto. Accanto a loro, il valore dell’ecosistema è stato ribadito dalle tre menzioni speciali assegnate a eWorking, Bonoos e Handy Signs, realtà che si sono distinte per l’alto contenuto tecnologico e l’attenzione all’inclusione e al welfare.

 

Si tratta – aggiunge Stefano Marchese, vice presidente di Ecosistema Formazione Italia (EFI) di un’opportunità che le 12 realtà coinvolte hanno saputo cogliere con successo: in un mercato altamente competitivo, queste startup dimostrano che l’Italia sta compiendo sforzi straordinari per investire in una formazione che sia, finalmente, sinonimo di innovazione pura, anche nel nostro paese”.

 

Breve descrizione delle due startup vincitrici:

 

FINANZ (Vanzaghello): in Europa ci sono 335 milioni di persone che non investono e oltre 10 trilioni di euro fermi sui conti correnti. Il problema non è mancanza di soldi, ma di conoscenza: il 55% degli europei non ha le basi di educazione finanziaria e le barriere psicologiche li bloccano prima ancora di iniziare. Finanz è la prima app che rompe questo circolo vizioso.

 

JOULE (Campodarsego): risolve la complessità, la lentezza e la scarsa oggettività dei processi di selezione tradizionali, spesso basati su CV poco rappresentativi, alto dispendio di tempo e rischio di bias inconsci. Le aziende che gestiscono grandi volumi di candidature faticano a individuare rapidamente i talenti più adatti e a prendere decisioni realmente data-driven. Joule propone una soluzione HR tech basata su intelligenza artificiale proprietaria e brevettata.


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