Nasce un nuovo polo bancario? MPS e Mediobanca puntano alla fusione entro fine 2026

Il progetto di fusione tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca entra nella fase operativa. I consigli di amministrazione dei due istituti hanno infatti approvato il piano che porterà alla nascita di un nuovo gruppo bancario integrato, con l’obiettivo di rendere l’operazione efficace entro la fine del 2026.

Secondo quanto comunicato, il rapporto di concambio è stato fissato in 2,450 azioni di MPS per ogni azione ordinaria Mediobanca in circolazione. Entrambi i titoli sono privi di indicazione di valore nominale.

Il progetto di fusione dovrà ora essere sottoposto all’approvazione delle assemblee straordinarie degli azionisti delle due banche.

Sinergie industriali per circa 700 milioni

La fusione rappresenta un passaggio strategico importante per il sistema bancario italiano. In una nota congiunta, gli istituti spiegano che l’operazione è coerente con gli obiettivi industriali e finanziari già delineati nei rispettivi piani strategici.

L’integrazione consentirà di generare sinergie industriali stimate in circa 0,7 miliardi di euro, grazie alla razionalizzazione delle attività e alla creazione di un gruppo bancario più competitivo.

L’obiettivo è quello di costruire un unico gruppo bancario integrato, mantenendo tuttavia le identità, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni, oltre alle competenze professionali presenti all’interno delle strutture.

Il nuovo assetto azionario dopo la fusione

Tenendo conto del rapporto di concambio stabilito, l’assetto del capitale sociale della nuova Monte dei Paschi di Siena vedrebbe:

  • Delfin con il 16,1%

  • Gruppo Francesco Gaetano Caltagirone con il 9,4%

  • BlackRock con il 4,6%

  • Ministero dell’Economia e delle Finanze con il 4,5%

  • Banco BPM con il 3,4%

  • Flottante di mercato pari al 62%

Un equilibrio azionario che potrebbe garantire stabilità e una maggiore presenza di investitori istituzionali.

Il clima interno e la strategia del board

Secondo quanto riferito da fonti qualificate all’agenzia AdnKronos, il board dell’istituto senese appare compatto nel sostenere la strategia delineata. All’interno della banca il clima viene descritto come sereno e unitario, con una linea condivisa sulla prosecuzione del percorso strategico.

La fusione viene quindi vista come un passaggio naturale nell’evoluzione del gruppo.

La corsa alla guida della banca

Parallelamente procede il processo di selezione per il nuovo amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena.

Dalla documentazione relativa alla selezione emergono tre nomi ritenuti in linea con le indicazioni della Banca Centrale Europea, che richiede per il ruolo:

  • forte autonomia di giudizio

  • rilevante esperienza bancaria

I profili individuati sono:

  • Corrado Passera

  • Carlo Vivaldi

  • Fabrizio Palermo

Curriculum differenti ma complementari, scelti proprio per garantire competenze diversificate all’interno del futuro consiglio di amministrazione.

Le liste dei candidati dovranno essere presentate almeno 25 giorni prima dell’assemblea, con scadenza fissata al 21 marzo.

Borsa in rialzo per i due titoli

Sul fronte dei mercati finanziari la notizia ha avuto effetti immediati.

A Piazza Affari il titolo Mediobanca ha chiuso la seduta in rialzo del 5,04%, mentre Monte dei Paschi di Siena ha registrato un incremento del 4,95%.

Secondo Alessandro Cominelli, Executive Director di CFE Finance, il mercato guarda con attenzione anche all’ipotesi di un eventuale delisting di Mediobanca, scenario che potrebbe rendere il titolo ancora più interessante.

Nella seduta odierna MPS ha recuperato circa 1 miliardo di euro di capitalizzazione, mentre Mediobanca ha guadagnato circa 400 milioni di euro.

Mercati volatili e operazioni speculative

Gli analisti invitano tuttavia alla prudenza. Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim, sottolinea come il momento sia caratterizzato da una forte volatilità dei mercati.

Secondo l’esperto, molte operazioni sui titoli bancari restano prevalentemente speculative, anche a causa delle tensioni geopolitiche e dell’incertezza internazionale che continua a influenzare i mercati finanziari.

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