Il sistema economico di Milano è caratterizzato da un’alta densità di innovazione e da un pubblico di consumatori particolarmente esigente. L’identità visiva rappresenta un asset fondamentale per il posizionamento di mercato di una nuova impresa. Infatti, un brand che opera a Milano deve comunicare i propri valori e la propria proposta in pochi secondi, sfruttando ogni punto di contatto con l’utente per generare fiducia. La costruzione di un’immagine coordinata permette di ottimizzare i costi di acquisizione del cliente e di differenziarsi dai competitor che operano negli stessi settori del mercato.
Gli imprenditori dovrebbero analizzare le direzioni stilistiche attuali, gli ultimi trend nel design, che non sono frutto del caso, ma rispondono a precisi cambiamenti nelle abitudini di consumo e nella fruizione dei contenuti digitali. Una nuova startup deve poter costruire un linguaggio visivo contemporaneo e allo stesso tempo duraturo, che sappia comunicare con tutti gli stakeholder, dagli investitori ai clienti finali.
1. Minimalismo funzionale e tipografia dominante
Il minimalismo odierno si è trasformato rispetto alle sue iterazioni precedenti. Non si tratta più di eliminare elementi per raggiungere un’astrazione puramente artistica, ma di rendere massima la funzionalità del messaggio. La priorità assoluta è rappresentata dalla leggibilità, specialmente considerando che la maggior parte delle interazioni con i nuovi brand avviene tramite dispositivi mobili.
Per implementare correttamente questa strategia, che richiede una gestione millimetrica degli spazi e delle gerarchie visive, è importante affidarsi a uno studio grafico Milano specializzato. I professionisti del settore, conoscendo le specificità del mercato locale, sanno bilanciare l’aggressività di un carattere tipografico pesante con un layout pulito, evitando che la comunicazione risulti caotica.
2. Codici visivi della sostenibilità e materialità
L’attenzione alle tematiche ambientali ha cambiato le aspettative dei consumatori, i quali cercano coerenza tra le dichiarazioni di intenti di un’azienda e la sua presentazione visiva. Un tempo il concetto di green veniva associato quasi esclusivamente al colore verde, ma oggi si assiste all’affermazione di una palette cromatica molto più sofisticata e legata ai toni naturali della terra, come il marrone caldo, il grigio pietra e il verde desaturato.
Per una startup, adottare questo linguaggio visivo vuol dire allinearsi ai valori di una fascia di mercato crescente che premia la trasparenza e la responsabilità d’impresa, fattori determinanti nelle decisioni di acquisto moderne.
3. Estetica Y2K e richiamo tecnologico
C’è un filone stilistico che recupera gli elementi grafici tipici dei primi anni Duemila e dell’inizio dell’era digitale. Questo trend, definito come estetica Y2K, utilizza elementi metallici, griglie visibili e font che ricordano i primi codici informatici.
Nonostante possa sembrare una scelta controintuitiva per aziende che propongono innovazione, in realtà questo stile ha una forte presa sul target dei Millennials e della Generazione Z. Funge, infatti, da marcatore culturale: segnala che l’azienda comprende i codici della cultura di internet e si posiziona come nativa digitale.
4. Motion design e interattività funzionale
La staticità dei contenuti rappresenta un limite nella comunicazione digitale contemporanea, in cui l’attenzione dell’utente è frammentata. Il motion design deve essere inteso come uno strumento funzionale alla user experience.
Le micro-interazioni, ovvero quelle piccole animazioni che si attivano, ad esempio, al passaggio del mouse, forniscono un feedback all’utente e confermano che il sistema ha recepito il comando. Tutto ciò migliora la navigabilità delle piattaforme e riduce il tasso di abbandono, portando l’utente attraverso il percorso di conversione.
5. Autenticità fotografica e rappresentazione del reale
Il pubblico odierno dimostra una marcata preferenza per contenuti visivi che ritraggono situazioni reali. Quindi, l’utilizzo di immagini generiche, caratterizzate da situazioni idealizzate e luci artificiali, ha perso efficacia in termini di conversione.
Le fotografie che mostrano i veri membri del team, gli spazi di lavoro effettivi o i prototipi in fase di sviluppo generano un senso di fiducia che altre immagini non riuscirebbero a replicare. Una tendenza verso il realismo, quindi, che risponde alla necessità di verificare l’esistenza e la consistenza dell’azienda dietro al sito web.
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